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Strage nell’Oregon «Non servono preghiere ma una nuova legge» ha detto Obama

di Silvia Calvi
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All’una di notte ha comunicato in Rete che l’indomani avrebbe fatto una strage, ricevendo pure un paio di consigli su come agire. Il mattino seguente, alle 10.30, è entrato nell’aula di informatica dell’Umpqua Community College di Roseburg, nello stato dell’Oregon, e ha fatto fuoco. Il bilancio parla di 10 morti e 30 feriti. Senza tenere conto delle migliaia di persone, tra studenti e professori, terrorizzati, in preda al panico, nascosti sotto le scale o chiusi nelle aule pregando di non essere scoperti dal killer (Chris Harper Mercer, 20 anni, poi ucciso dalla polizia). Alla fine, nel timore che l’assassino potesse avere dei complici, gli studenti vengono costretti a uscire con le mani alzate e perquisiti uno per uno.

Le reazioni a caldo. Mentre Obama alza per l’ennesima volta la voce contro le resistenze del Congresso alla proposta di cambiare la legge sulle armi («Spero di non dover tornare di nuovo qui durante il mio mandato da presidente per fare le condoglianze a tante famiglie, a tante madri. Ma se guardo all'esperienza passata, non posso garantirlo» ha dichiarato), facciamo una prima riflessione insieme a Daniele Novara, allievo di Danilo Dolci, fondatore del Centro piscopedagogico per la pace di Piacenza, e autore di numerosi libri sulla pace.

Che cosa c’è dietro «Queste stragi fanno spavento perché avvengono nelle scuole, dove immaginiamo i nostri ragazzi  sereni e protetti, e vengono commesse da assassini che hanno praticamente la stessa età di chi stanno uccidendo. Ma un adolescente non può che agire in un contesto così: lo conosce bene, ci vive, si può mimetizzare, sa come muoversi» commenta l’esperto. «Ma il punto è questo: l’adolescenza è di per sé un’età instabile. Che in certi casi (le nostre ricerche parlano di un rapporto 1 a 100) sfocia in vere e proprie psicosi. Parliamo di ragazzi con una gravissima incapacità di tollerare le criticità, le differenze, il confronto, le frustrazioni. È un dato scientifico inequivocabile, che riguarda tutte le società».

L’importanza del contesto  Non tutti gli adolescenti problematici commettono delle stragi, però. «Il problema specifico degli Stati Uniti riguarda la legislazione troppo favorevole alla vendita di armi. In pratica: l’adolescente si contiene nelle sue compulsioni psichiatriche distruttive se è in presenza di un ambiente che lo contiene. Altrimenti si sentirà incoraggiato a dare corpo alle sue fantasie malate». Per cambiare la legge servirebbe un cambiamento culturale? «Sì. Ma possiamo anche rovesciare l’ordine e cominciare dalla legge. Poi cambierà anche la mentalità».

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