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Ttip: come cambierà le nostre vite il trattato di libero scambio?

di Fabio Brinchi Giusti

Sono in corso le trattative fra Unione Europea e Stati Uniti per la creazione del Ttip, la più grande area di libero scambio del mondo. Ma restano molte le perplessità e i dubbi

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Sono in corso le trattative fra Unione Europea e Stati Uniti per la creazione del Ttip, la più grande area di libero scambio del mondo. Ma restano molte le perplessità e i dubbi

Ttip è un sigla inglese che indica il Transtlantic Trade and Investment Partnership ovvero Trattato Transatlantico sul Commercio e sugli Investimenti. È un accordo su cui i governi di Unione Europea e Stati Uniti stanno discutendo. Lo scopo principale è la creazione di un’area di libero scambio fra le due sponde dell’Oceano Atlantico cioè un grande spazio dove le merci potranno circolare con meni vincoli, riducendo i dazi doganali. Si cercherà inoltre di armonizzare le regole per i prodotti in vendita nei due continenti per ridurre sia i costi di realizzazione, sia quelli per il consumatore.

Dopo un decennio di colloqui preparativi, dal 2013 sono iniziate le trattative vere e proprie. Dovevano concludersi nel 2015 ma per ora l’accordo non è stato ancora concluso definitivamente. Il Ttip, se approvato, porterà grandi cambiamenti: Unione Europea e Stati Uniti rappresentano quasi la metà dell’economia e un terzo del commercio globale. Ma sulla portata di questi cambiamenti si sono create grosse spaccature: per i favorevoli favorirà lo sviluppo economico e aumenteranno i posti di lavori, per i contrari la nostra qualità della vita peggiorerà.

Ad opporsi al Ttip sono soprattutto movimenti, grandi associazioni ambientaliste, sindacati. Per Greenpeace: “Questa trattativa, con la scusa di un'armonizzazione delle normative sul libero commercio, antepone il mercato e gli interessi privati a quelli della collettività e apre ad una riduzione degli standard sociali e ambientali.” Il timore principale è che armonizzare le regole porterà a indebolire i rigidi divieti europei in materia di sicurezza alimentare, agricoltura e ambiente. Preoccupazione anche per le conseguenze per i lavoratori che potrebbero perdere molti diritti. Suscita polemiche anche la segretezza delle trattative in corso e la possibile creazione di organismi sovranazionali che dovranno risolvere le eventuali controversie. Uno Stato, denunciano i movimenti, potrebbe essere costretto a cambiare le sue leggi se queste vengono giudicate dannose per gli interessi economici.

La Commissione Europea ha risposto alle accuse di segretezza pubblicando sul proprio sito Internet le informazioni riguardo le trattative. La Commissione ha anche pu       bblicato una serie di slide per rispondere alle principali obiezioni verso il Trattato. L’UE ha smentito che siano in discussione le normative sulla sicurezza alimentare o dei prodotti in generale: saranno unificate, invece, solo quelle regole già simili (ad esempio nella produzione di air bag per le automobili). Laddove invece resistono le differenze, le cose non cambieranno. Non saranno toccate neanche le garanzie per i lavoratori né sui beni pubblici. In sostanza, il Ttip conterrà solo concessioni e non obblighi. Maggiori possibilità per le economie di tutto il mondo, compresa la nostra, senza però stravolgere vita, regole e conquiste sociali cui siamo abituati. 

Mancando dei precedenti storici di così grande rilievo, è difficile capire chi ha veramente ragione. L’accordo, comunque, non piomberà all’improvviso sulle teste dei cittadini: prima di entrare in vigore dovrà essere discusso e approvato dai governi e dai Parlamenti nazionali.


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