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Voli aerei sicuri: dove andare per le vacanze di Natale

di Lorenza Pleuteri
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Dopo l'attentato nei cieli sul Sinai e la chiusura delle rotte aeree tra la Gran Bretagna e Sharm el-Sheikh (a cui si aggiungono l'Olanda e Easyjet), ci si chiede dove poter viaggiare sicuri. Le classiche mete di noi italiani diventeranno out? Se state programmando una vacanza a Natale, qui trovate una lista dei luoghi in cui si può andare e quelli invece da evitare

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Dopo l'attentato nei cieli sul Sinai e la chiusura delle rotte aeree tra la Gran Bretagna e Sharm el-Sheikh (a cui si aggiungono l'Olanda e Easyjet), ci si chiede dove poter viaggiare sicuri. Le classiche mete di noi italiani diventeranno out? Se state programmando una vacanza a Natale, qui trovate una lista dei luoghi in cui si può andare e quelli invece da evitare

Il governo inglese, dopo le rivelazioni della Cia sulle responsabilità dell'Is nell'attentato nei cieli del Sinai egiziano (ancora da appurare), ha stabilito la chiusura immediata di tutte le rotte aeree fra la Gran Bretagna e Sharm el-Sheikh. Hanno bloccato i voli da e per Sharm el-Sheik anche la compagnia Easyjet e il governo olandese. Vuol dire che per le Feste di Natale l'Egitto non rientrerà tra le probabili mete di una vacanza. Ma quali sono i luoghi più sicuri da visitare? Se avete in programma un viaggio, sì a Mauritius, Spagna, Grecia, Canada. Ok ai Caraibi. Massima attenzione in Sudafrica. No a Siria e Pakistan.

I Paesi dove non andare
"Nelle aree di crisi e di guerra - ricorda Renata Pepicelli, docente al master in Economia e istituzioni dei Paesi islamici dell'università Luiss di Roma ed esperta di Medio Oriente e Mediterraneo - la situazione è in continua evoluzione. Bisogna tenersi informati e aggiornati. Il punto di riferimento istituzionale è la Farnesina, con un sito (www.viaggiaresicuri.it) che mette a disposizione indicazioni e consigli. Nella black list - esemplifica l'esperta - figurano da tempo Siria, Iraq, Libia, Yemen".

I Paesi più sicuri
"Le nuove forme di terrorismo internazionale -  evidenzia la docente - non ci permettono di affermare che ci siano Stati sicuri al cento per cento. I cani sciolti dello jihadismo possono colpire ovunque. E con questo terrorismo di terza generazione, anche per le agenzie di sicurezza è diventato più difficile prevedere dove potrebbero agire". Mauro Masic, presidente dell'Associazione italiana professionisti security aziendale, consiglia ai viaggiatori di "escludere dalle mete l'intero Medio Oriente" privilegiando "Canada, Nord Europa, Gran Bretagna, Usa, anche se nessun luogo è del tutto immune da rischi". In Sudafrica, per esempio, "non c'è l'ipotesi concreta di attentati, ma è elevato il tasso di criminalità". Allora, nella selezione dei posti da visitare,"conta anche la modalità dei viaggi: meglio quelli organizzati, che le avventure fai da te".

Al primo posto l'Islanda
I ricercatori indipendenti dell'Institute for economics and peace, incrociando 22 parametri aggiornati al 2014 e connotando cromaticamente la classifica, prendono in considerazione 162 Stati e nel loro Global peace index assegnano all'Islanda la palma della nazione più pacifica.

Poi Nord Europa, Canada e Giappone
Seguono Danimarca, Austria, Nuova Zelanda, Svizzera, Finlandia, Canada, Giappone, Australia  e Repubblica Ceca. Fanalini di coda, e mete da evitare, Siria, Iraq, Afghanistan, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, Somalia, Sudan, Repubblica democratica del Congo, Pakistan e Corea del Nord.

Tutti a Mauritius
Tra le altre destinazioni turistiche di richiamo, il primato della tranquillità va a Mauritius (25 posizione su 162 e un bollino verde scuro, pari a uno "state of peace" molto alto). Benissimo anche la Spagna (21, verde scuro), che distanzia Italia (36,verde chiaro) e Grecia (61, verde chiaro).

Ok anche il Marocco
Nella fascia intermedia, contraddistinta dal giallo, figurano Madagascar (67) Marocco (86 ), Stati Uniti (94) e Caraibi (Trinidad Tobago 97esima posizione, Haiti 98, Repubblica Dominicana 100).

No a Turchia e Libano
Il colore arancione corrisponde a un basso tasso di sicurezza e si associa a Turchia (135esimo posto, assegnato prima della rielezione di Recep Tayyip Erdogan e destinato a peggiorare), Sudafrica (136), Egitto (137, senza considerare il recente disastro aereo e la prevedibile discesa nella graduatoria), Messico (144), Libano (145).  Il rosso è per le aree off limits, Siria in testa.

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