Alessio Boni: dentro un uomo bello c’è un uomo buono

  • 1 8
    Credits: Chiara Magni

    Questo è il secondo viaggio che faccio con il Cesvi, una organizzazione umanitaria italiana che lavora in tanti Paesi del mondo per sconfiggere povertà e malattie. La nostra destinazione è il Myanmar, l’ex Birmania. L’anno scorso, invece, eravamo stati in Zimbabwe, dove il Cesvi si batte contro l’Aids. Ci tengo a ricordarlo, prima di raccontare della mia esperienza birmana, perché il 1° dicembre è la Giornata mondiale contro il terribile virus dell’Hiv, che solo nell’Africa subsahariana conta 22 milioni di contagiati (il 70 per cento dei sieropositivi di tutto il mondo). In Myanmar, il Paese del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, ho passato dieci giorni intensissimi. Sono andato a vedere come il Cesvi combatte contro la malaria e la malnutrizione, due emergenze sanitarie che sono la prima causa di morte in questo Paese. Appena atterrati nella città di Yangon, mi trovo immerso in un mondo incredibile. Mi sembra di essere tornato indietro di un secolo, ai tempi del colonialismo britannico: il cellulare smette di funzionare e la mail anche, perché Internet è pressoché inesistente. A differenza dell’Africa, dove la siccità la respiri a ogni passo, qui il clima umido, la natura verdeggiante e i rigogliosi corsi d’acqua ingannano: quando usciamo dalla città per addentrarci nelle zone rurali, penso di essere in un paradiso terrestre. Le persone sono gentilissime e ospitali: vedendo il loro aspetto elegante e fiero, non immaginerei mai che vivono in una delle nazioni più povere del mondo.

    CONTINUA >>

  • 2 8
    Credits: Chiara Magni

    Nell’Indice di sviluppo umano il Myanmar occupa il 146esimo posto su 187: la sopravvivenza è una sfida quotidiana. La maggior parte delle famiglie non ha soldi per comprare da mangiare, le strutture sanitarie sono pressoché inesistenti. La malaria, che nel mondo uccide quasi 2 milioni di persone all’anno, qui è una delle prime cause di morte. Gli operatori del Cesvi che accompagno cercano di distribuire quante più zanzariere possibile in questi villaggi fatti di sole capanne e spiegano agli abitanti che devono impregnarle di insetticida. Ma le zanzare ci sono sempre e dovunque, e con loro il rischio del contagio. Incontro un gruppetto di bambini bellissimi, commoventi con quegli occhi scuri e lo sguardo profondo. Sono loro le prime vittime della malaria: la mortalità infantile sotto i 5 anni qui è elevatissima. A prima vista non sembrano malnutriti, ma poi scopro che se non vengono curati per tempo possono rischiare la vita.

    CONTINUA >>

  • 3 8
    Credits: Chiara Magni

    A differenza dei piccoli africani che ti corrono subito incontro, i bambini del Myanmar sono riservati, quasi timorosi. Mi osservano a lungo, mi si avvicinano piano piano, ma appena faccio capire loro che voglio giocare mi fanno grandi sorrisi e mi prendono per mano. Che tristezza pensare che creature così vivaci possano ammalarsi per un banale taglietto! Ma, sì, qui succede anche questo. Se un bimbo si ferisce, solitamente la mamma gli pulisce la piaga con la prima acqua che trova, magari quella della pozza più vicina dalla capanna. Peccato che la pozza sia con ogni probabilità infetta e, a quel punto, la cancrena diventa una certezza. Passiamo di villaggio in villaggio. Una mamma mi mostra il maiale che le ha appena regalato il capovillaggio: lei è felice, perché grazie a questo animale la sua famiglia avrà una fonte di reddito sicura e i suoi figli potranno mangiare. Mi sorprende la generosità che unisce queste persone: un altro capovillaggio ha dato i suoi terreni in usufrutto ai contadini nullatenenti, in cambio di una percentuale sul raccolto, e così ha salvato loro la vita.

    CONTINUA >>

  • 4 8
    Credits: Chiara Magni

    Tutti qui si nutrono di riso e fagioli, una dieta che a lungo andare fa male. Perciò gli uomini affollano i banchi della capanna che funge da scuola, quando gli operatori umanitari del Cesvi spiegano come coltivare il terreno per ottenere raccolti più vari, come alternare di anno in anno le sementi, come irrigare i campi, come debellare i parassiti. Negli occhi di questi allievi un po’ “cresciuti” vedo una voglia di imparare speciale. Le donne, invece, seguono corsi di cucina. Le osservo. Hanno tutte uno stile innato, un modo di muoversi fluido, e sono lavoratrici instancabili. Trasportano, apparentemente senza fatica, pesantissimi sacchi di sabbia. Quello che più mi colpisce degli abitanti del Myanmar è la loro incredibile voglia di migliorare, di cambiare. Forse è perché hanno vissuto per anni sotto una sanguinosa dittatura militare, che li ha isolati dal mondo. Le cose ora stanno lentamente cambiando ed è per questo che abbiamo potuto organizzare il nostro viaggio. Porterò sempre con me la cortesia delle persone che ho incontrato, il misticismo che ho respirato allo Shwedagon Pagoda (il tempio buddista più sacro del Myanmar), lo sguardo penetrante dei bambini, la grazia delle donne, il loro saluto a mani giunte. Sono tornato in Italia con il cuore pieno e con la sensazione di avere ricevuto più di quanto abbia dato.

  • 5 8
    Credits: Chiara Magni
  • 6 8
    Credits: Chiara Magni
  • 7 8
    Credits: Chiara Magni
  • 8 8
    Credits: Chiara Magni

    Alessio Boni è uno dei testimonial della nuova campagna del Cesvi contro l’Aids. Dal 2001 l’organizzazione umanitaria italiana combatte contro l’Hiv in Africa meridionale, sia cercando di impedire la trasmissione del virus dalle mamme sieropositive ai bambini sia assistendo i piccoli rimasti orfani a causa della malattia. Per continuare a salvare vite umane, il Cesvi ha bisogno dell’aiuto di tutti noi. Fino al 21 dicembre, inviando un Sms al 45508 doneremo 2 euro (5 oppure 10 chiamando da rete fissa). Per informazioni www.cesvi.org

/5
di

Alessio Boni

Alessio Boni è andato come volontario, insieme all’organizzazione umanitaria Cesvi, nel Paese orientale che dal 1989 si chiama Myanmar. E qui ha vissuto dieci giorni intensissimi, con bambini malati però vivaci e mamme povere ma instancabili. Ecco l’emozionato, ed emozionante, racconto che ha scritto per noi

Riproduzione riservata
Stampa
Scelti per te