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Qual è il segreto di Antonio Conte per vincere

di Flora Casalinuovo
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Studio, allenamento e una certezza granitica: «La vita - dice il tecnico dell'Italia - è fatta di salite. Ma se lavori tanto alla fine ti sembrano delle discese. Quello che conta è vincere». Ritratto del c.t. della nazionale

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Studio, allenamento e una certezza granitica: «La vita - dice il tecnico dell'Italia - è fatta di salite. Ma se lavori tanto alla fine ti sembrano delle discese. Quello che conta è vincere». Ritratto del c.t. della nazionale

La difesa invincibile, il centrocampo che sembra una diga, gli attaccanti pronti a fare una magia. Se l'Italia che affronta la Svezia (venerdì alle 15 per il secondo turno di Euro 2016) sarà ancora così, il merito va soprattutto al mister Antonio Conte.

Dopo la prima partita tifosi ed esperti hanno reso merito al c.t.. Sui giornali di tutta Europa si sono susseguiti titoloni ed elogi e anche Maurizio Crozza ha rispolverato in tv l'imitazione dell'allenatore pugliese. Quindi, alle prossime partite, punta gli occhi anche sulla panchina azzurra. E intanto scopri i pregi (e qualche difetto) di chi ci è seduto sopra...

Di giorno, lavoro lavoro lavoro 
Lavoro e impegno sono le parole d'ordine di Antonio Conte, nato a Lecce il 31 luglio del 1969. Si è messo in testa di trasformare la passione per il calcio in una professione e ha perseguito il sogno con un rigore quasi scientifico fatto di serietà e sudore. Così è arrivato al top nella Juventus, con 15 trofei vinti in 13 anni. La tempra da leader l'ha portato dal campo alla panchina, dove ha continuato la storia d'amore con la Juve. Nel 2014 è arrivato in Nazionale. Anche qui il mister propone allenamenti estenuanti (che danno risultati: dati alla mano, siamo la Nazionale più vecchia ma quella che corre di più) e regole ferree su orari e social.

E di sera? 
Lui studia ossessivamente tattica e avversari. «La vita è fatta di salite» ha detto. «Ma se lavori tanto alla fine ti sembrano delle discese. Quello che conta è vincere». Sarà per questo che ha chiamato la figlia Vittoria?

Un uomo fedele...
È stato fedele prima a Sant'Antonio da Padova (e anche oggi prega e va a messa). Poi alla maglia bianconera, che ha indossato per oltre un decennio. Oggi lo è alla moglie Elisabetta Muscarello, 40 anni, che ha portato all'altare nel 2013 dopo 9 anni di fidanzamento.

...che ha conosciuto la moglie sul pianerottolo
Già, i due sono stati vicini di casa a lungo. «Addirittura dal 1991» ha raccontato lei. «Ma io avevo 16 anni ed ero fidanzata, così ci siamo sempre limitati ai saluti di circostanza. Fino a quando abbiamo cominciato a guardarci con occhi diversi».

È allergico ai gossip...
Sempre low profile, Conte non ama parlare della vita privata, ma ultimamente si è lasciato andare. E qualche giorno fa ha dedicato alla moglie un romanticissimo post di auguri per l'anniversario di nozze.

...ma prodigo di urla e gesti 
«In fondo sono un uomo del Sud». Così il mister ha risposto a chi gli chiedeva conto del suo modo di vivere le partite a suon di urlatacce e gesti. Perché in campo, e quando si parla di calcio, Antonio da Lecce è sanguigno: durante l'esultanza per il primo gol azzurro contro il Belgio, ha persino rimediato un pugno da un giocatore. Non le manda a dire nemmeno ai giornalisti e le sue battute al vetriolo in conferenza stampa sono passate alla storia, soprattutto quando è stato indagato nell'ambito del calcioscommesse.

Cosa lo aspetta in futuro?
Conte dovrà smussare il suo temperamento. Perché dopo gli Europei dirà addio alla Nazionale e guiderà il Chelsea. E si sa: gli inglesi hanno un certo aplomb...

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