del

Brad e io non ci siamo mai detti: «Ti amo»

di Elisa Leonelli
Vota la ricetta!

Sarà il motivo per cui la coppia Pitt-Jolie resiste ai pettegolezzi? Su questo Angelina non si è sbilanciata. Ma la diva, candidata ai Golden Globes, ha rivelato che chiama il compagno "il mio cuore". Eche senza di lui non avrebbe superato il periodo peggiore della sua vita

Sarà il motivo per cui la coppia Pitt-Jolie resiste ai pettegolezzi? Su questo Angelina non si è sbilanciata. Ma la diva, candidata ai Golden Globes, ha rivelato che chiama il compagno "il mio cuore". Eche senza di lui non avrebbe superato il periodo peggiore della sua vita

Un caffè con Donna Moderna

21 febbraio 2002. Mariane Pearl è nel soggiorno della sua casa di Karachi quando il capo dell'antiterrorismo pakistano le sussurra: «Mi dispiace, non le ho riportato il suo Daniel». Silenzio. Mariane si chiude in camera da letto e grida con tutta la sua forza. Un urlo disumano, straziante, che per un lunghissimo minuto lacera lo schermo. «È la scena più difficile che abbia mai girato» dice Angelina Jolie. E anche, diciamo noi, quella che il 13 gennaio potrebbe farle vincere il Golden Globe (se la serata non salterà a causa dello sciopero degli sceneggiatori di Hollywood). La diva è candidata come migliore attrice protagonista per Un cuore grande, il film tratto dall'omonimo libro in cui Mariane Pearl racconta il rapimento e la morte del marito Daniel, l'inviato del Wall Street Journal decapitato nel 2002 in Pakistan da terroristi islamici.

Angelina, è irriconoscibile nei panni di Mariane: capelli ricci, occhi scuri, pancione da quinto mese di gravidanza...

«Ho messo una parrucca e provato cinque sfumature di lenti a contatto marroni. Volevo essere invisibile, far venire fuori lei. Una vedova che ha scelto di non farsi divorare dall'odio verso gli assassini di suo marito. E una donna incinta che ha avuto la forza di superare la morte del padre di suo figlio».

Quando ha girato Un cuore grande lei aveva da poco partorito Shiloh.

«Perciò la scena in cui dicono a Mariane che Daniel è morto mi ha devastata: ho pensato che le era stato strappato quello che io avevo avuto la fortuna di vivere. Ricordo come fosse ieri la nascita di Shiloh: io che guardavo Brad, lui che mi sorrideva, la stanza che scoppiava di amore e fiducia nel futuro...».

Per una donna non c'è niente come mettere al mondo un bambino.

«Ma per me non è stato più speciale del momento in cui ho adottato Maddox, Zahara e Pax. Quando ho visto Mad, ho sentito che era davvero come se stessi dando alla luce un figlio. Mi piace ritrovare dei pezzetti di me in Shiloh, però non la considero diversa dai suoi fratelli. La differenza, semmai, sta nel fatto che è l'unica bionda di casa» (ride).

Visto che siete sempre in giro per il mondo, dov’è la vostra casa?

«L'unica degna di questo nome è a New Orleans. Ma ogni volta ci spostiamo insieme: casa è lì dove ci troviamo».

È vero che studiate tutti il francese?

«Sì, da quando Maddox ha iniziato la scuola francese: lui è il più bravo e mi corregge. Abbiamo anche una signora cambogiana che viene per stare con lui una volta alla settimana, e una vietnamita per Pax. Non voglio che i miei figli perdano la loro lingua, desidero che i due maschi siano fieri di essere asiatici e le due femmine di essere nate in Africa».

Mamma, attrice, ambasciatrice dell'Onu. Come riesce a far tutto?

«Più i progetti aumentano, più scopro di avere una forza che neppure immaginavo. Ma a volte arrivo a sera esausta» (ha il viso stanco. E sotto la camicia bianca si intravedono le braccia sottilissime).

È dimagrita tanto per lo stress?

«A parte il fatto che sono snella da sempre, dopo aver finito di allattare Shiloh non è stato facile tornare a mangiare come al solito: il mio corpo si sta riadattando lentamente. E mi dà un enorme fastidio che la gente creda che io voglia entrare in un paio di skinny jeans taglia 38 invece di pensare che ho passato l'anno più difficile della mia vita...».

Si riferisce alla morte di sua madre?

«Non ce l'avrei fatta senza Brad. È stato con me nella stanza fino alla fine, tenendo la mia mano e quella di mamma tra le sue. Il giorno del mio compleanno, poi, è stato fantastico».

Che cosa ha fatto?

«Mamma mi telefonava sempre all'ora in cui sono nata e diceva: “Adesso sei arrivata tu”. Quest'anno l'ha fatto lui».

Un giorno sì e uno no corre voce che lei sia di nuovo incinta. Conferma?

«Grazie per avermelo chiesto! No, non aspetto un bambino al momento. In futuro Brad e io ne avremo e ne adotteremo. Ma preferiamo aspettare che gli altri quattro siano cresciuti un po' (pausa). Sempre che non ci siamo lasciati... Quante volte i giornali di gossip ci hanno già fatto separare? Per fortuna leggo solo il New York Times e l'Herald Tribune. E in tv mi limito a guardare la Cnn, la Bbc e i programmi per bambini».

All'inizio, però, hanno visto giusto.

«Ci davano insieme quando non era ancora successo nulla. L'ultima cosa che volevamo era una relazione: io stavo benissimo da mamma single e Brad aveva il suo matrimonio».

È stato il destino a farvi incontrare?

«Un po' ci credo, in effetti. Se non avessi girato Mr. & Mrs. Smith, ora non avrei la mia famiglia. Anche se non è stato un colpo di fulmine, è successo lentamente. Prima l'affiatamento tra colleghi è diventato amicizia. Dopo un po' ho sentito che non mi bastava più vederlo solo sul set. Alla fine delle riprese abbiamo capito che avevamo voglia di fare le stesse cose, e di farle insieme».

Vi sposerete o è solo un'altra voce messa in circolazione dai giornali?

«Appunto. Siamo sposati spiritualmente: l'anello al dito non è una priorità. Abbiamo riconosciuto i nostri figli davanti alla legge, questo è ciò che conta».

E quali sono le vostre priorità?

«Prenderci un anno di riposo: lo faremo quando avrò finito di girare The Changeling di Clint Eastwood. Prima ancora, però, trovare il tempo per stare noi due da soli. Siamo talmente di corsa tra cambi di pannolini e passaggi a scuola che il nostro posto preferito per parlare è diventato il bagno!».

Dal momento che Brad non è legalmente suo marito, come lo definisce: fidanzato, partner, compagno?

«Il mio cuore, il mio più caro amico, il padre dei miei figli».

Ha trovato il vero amore?

«Sì, ma non glielo dica».

Perché, lei non lo ha mai fatto?

«No, non ci siamo mai detti ufficialmente “Ti amo”. O, se ce lo siamo detti, sarà stato dopo aver fatto a pugni!».

Angelina Jolie Voight nasce il 4 giugno 1975 a Los Angeles, negli Usa. Quando Angie ha 3 anni il padre, l'attore Jon Voight, lascia la famiglia per un'amante. Lei, che lo ha perdonato solo qualche mese fa, cresce con l'adorata madre Marcheline Bertrand, morta all'inizio del 2007, e il fratello maggiore James. A 20 anni si fa il primo dei suoi 24 tatuaggi.

Dopo una relazione lesbo con la modella Jenny Shimizu, si sposa con Jonny Lee Miller (dal 1996 al 1999), poi con Billy Bob Thornton (dal 2000 al 2003). Dal 2005 è legata a Brad Pitt. Hanno una figlia naturale, Shiloh Nouvel, 19 mesi, e tre adottati: Maddox, 6 anni, Pax Thien, 4, e Zahara, 3.

I suoi successi

I primi riconoscimenti, due Golden Globes, la Jolie se li aggiudica a 22 anni per le serie tv americane George Wallace e Gia. A 24 vince l'Oscar come migliore attrice non protagonista per Ragazze interrotte (1999). Ma, per quanto possa sembrare strano, è Tomb Raider (2001) il film che le cambia la vita: sul set in Cambogia la Jolie inizia a interessarsi di diritti umani. Oggi è ambasciatrice delle Nazioni Unite e alterna gli impegni umanitari

alla carriera a Hollywood. Nel 2007 è stata protagonista de L'ombra del potere, Un cuore grande e Beowulf. Per il 2008 ha in lavorazione Wanted e The Changeling.

Un caffè con Donna Moderna

Un caffè con Donna Moderna