Grazie Bud, per l’infanzia che ci hai regalato

Credits: Una scena di Lo chiamavano Trinità
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di

Claudio Marinaccio

Da Lorenzo Jovanotti a Roberto Saviano, un'intera generazione ringrazia sui social Carlo Pedersoli, nome d'arte Bud Spencer, per i cazzotti senza sangue e quel senso di ironica invincibilità che ci faceva sentire sempre al sicuro

  • 1 7

    Lorenzo Jovanotti

    «Ciao Bud Spencer, una vita a farci sentire bene, un gigante che mi ha fatto sempre sentire leggero»


  • 2 7

    Roberto Saviano

    «Muore Bud Spencer, e l'ultimo frammento di infanzia se ne va via». 

  • 3 7

    Gabriele Muccino

    «Cordoglio per la scomparsa di Bud Spencer e un sincero senso di gratitudine per quella infanzia solare nella quale ci ha accompagnati».

  • 4 7

    Leonardo Bonucci

    «Con te abbiamo riso, con te siamo siamo diventati grandi, con te ci siamo sempre sentiti al sicuro. Ci mancherai»

  • 5 7

    Rudy Zerbi

    «Da Piccoli avremmo voluto un amico come te che ci proteggesse da tutto il brutto che c'è».

  • 6 7

    Marco Bocci

    «Sei stato un grande. È stato bello crescere con te»

  • 7 7

    Roberto Saviano

    «Da bambino, se non volevo mangiare, mio papà utilizzava i film di Bud Spencer con epiche mangiate come terapia: la fame mi arrivava subito».

Non credevo potesse succedere ma è successo. E non riesco a non essere triste, anzi. Quando ho letto la notizia mi sono fermato un attimo, tirando un lungo sospiro e ho sentito un groppo in gola. Bud Spencer è morto. Mi sono sentito stordito, come se fossi stato colpito da uno dei suoi famosi "cazzotti". 

Lui era un pezzo della mia infanzia, una parte della mia felicità. Non esagero, guardavo e riguardavo i suoi film nonostante sapessi a memoria trama e battute. E spesso mi capitava di condividere quei momenti con mio padre. I colori tenue di un vecchio televisore a tubo catodico con uno schermo di piccole dimensioni erano il nostro cinema personale. Ridevamo, lo facevamo insieme e ci facevamo rapire dalla semplicità di quei film senza fronzoli.

Guardando Bud Spencer fingersi duro ma poi dimostrarsi buono e Terence Hill, scaltro e pigro, che riusciva sempre a combinare qualche casino da cui riuscivano ad uscire a suon di pugni e schiaffi. Pugni e schiaffi che erano innocenti, quasi fanciulleschi. Non c'era sangue, solo rumori che enfatizzavano e facce buffe di chi subiva quella finta violenza coordinata come se fosse un balletto.

Se Terence Hill rappresentava ciò che avrei voluto essere da bambino, Bud Spencer era come uno zio che avrei voluto avere. Uno zio da chiamare quando avevi un problema da risolvere, quando qualcuno ti minacciava. Lui avrebbe prima sbuffato, poi fatto sorgere un sorriso rassicurante da quella barba nera e folta. Poi ovviamente ti avrebbe aiutato.

Bud Spencer sembrava invincibile, capace di trasportare persone come fossero mosche, di farsi rompere sedie addosso senza farsi un graffio, di piegare pezzi di ferro e di tirare pugni che mettevano KO il suo avversario con nonchalance. È riuscito a diventare un'icona mondiale rimanendo quello che era e la sua genuinità ha conquistato intere generazioni.

Eppure Bud oggi non c'è più. Anche se, grazie ai suoi film e alla memoria di chi, come me, lo ha sempre amato, non morirà mai per davvero. Potrà sempre farci ridere e sorridere grazie ai suoi film e di questo ti saremo sempre grati.

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