Claudia Gerini: «Un terzo figlio? Chissà»

Claudia Gerini in Suburra

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di

Elisabetta Colangelo

Claudia Gerini recita in una serie tv, 2 film appena usciti e uno in lavorazione. Dopo, si prenderà una lunga pausa per stare con il suo compagno e le sue bambine: «Guai a chi me le tocca!» dice. «Sono nata per essere mamma»

È un mese che la inseguo, facendo lo slalom tra red carpet, festival, set. E quando finalmente la intercetto, il timore è di trovarla con un diavolo per capello. Invece no. Claudia Gerini è rilassata, di ottimo umore. Sul terrazzo di un hotel di Ischia, dove sta girando il nuovo film di Gabriele Muccino A casa tutti bene, chiacchiera a ruota libera. «Stanca, io? Qui ci divertiamo, Gabriele ha messo insieme una squadra pazzesca: Stefania Sandrelli, la mia amica Sabrina Impacciatore, Valeria Solarino, Carolina Crescentini, i grandi Pierfrancesco Favino e Stefano Accorsi. Più che lavorare, sembra di stare a una festa». Intanto Claudia è nelle sale con la commedia musicale “napoletana” dei Manetti Bros, applauditissima a Venezia, Ammore e malavita. Netflix ha rilasciato in tutto il mondo il crime thriller Suburra – La serie, dove l’attrice romana, 45 anni, interpreta un’inquietante consulente del Vaticano. E dal 12 ottobre è protagonista anche del film Nove lune e mezza, debutto alla regia di Michela Andreozzi.

In Nove lune e mezza porti avanti una gravidanza per tua sorella, interpretata da Michela Andreozzi, che non può avere figli. Ma si ride.

Affrontiamo temi importanti come la maternità surrogata, però in modo leggero. E poi tra me e Michela c’è una sorta di “sorellanza” artistica. La ammiro molto, sul set è stata fantastica. Dirigeva tutti noi, ma quando toccava a lei recitare mi ripeteva sempre: «Mi raccomando, dammi una controllata».

Tu hai davvero una sorella, tra l'altro.

Si chiama Romina, ha 2 anni più di me, fa l’impiegata. Ci vogliamo molto bene, è una persona dolcissima.

Nel film hai ritrovato qualcosa del rapporto con lei?

In alcune dinamiche, sì. Ho capito molto bene il senso di colpa del mio personaggio, Livia, di fronte all’infelicità della sorella. È un po’ quello che provo anche io per avere avuto tante attenzioni e privilegi in più rispetto a Romina, grazie al mio lavoro di attrice. Lei ha una vita felice, ma ci vuole molta forza per non rimanere schiacciati da una sorella “importante”. E probabilmente io, come Livia, potrei fare qualcosa di eccezionale, per pareggiare i conti.

Claudia Gerini in Suburra

Cosa pensi invece delle madri surrogate?

Credo che una donna debba poter decidere cosa fare del proprio corpo. Se è consapevole e non c’è sfruttamento, perché no? Però per me sarebbe inconcepibile: io con i figli sono animalesca, una lupa. Guai a chi me li tocca.

Come stanno le tue 2 bambine?

Crescono. Rosa ha 12 anni, tempo fa mi ha confessato tutta seria di voler fare l’attrice. Ho dovuto iscriverla a una agenzia di casting... L’avevo preparata a ricevere molti “no”, invece è stata scelta immediatamente da Marco Risi per una fiction. Sarà che nel cinema ci è nata, 3 giorni prima di partorirla ero a Cannes con Non ti muovere.

E la piccola?

Linda, che ha 7 anni, ha il mito della sorella grande. È una bambina gioiosa e avendo il padre musicista (Federico Zampaglione, ndr) canta, suona, balla, è una vera performer. Nel futuro prevedo un palco anche per lei.

Canti e balli anche tu nel musical dei Manetti Bros. Ti sei divertita?

Tanto, e poi non avevo mai avuto un film in concorso alla Mostra di Venezia. Essere lì con un’opera pop, così bene accolta, mi ha emozionata. Il mio personaggio, Donna Maria, è una forza della natura, buffa, passionale.

Nel film dei Manetti Bros reciti in napoletano.

Per me è stata una bella sfida. Mio nonno Peppe era di Afragola: così ho scavato nelle mie radici, ce l’ho messa tutta per non “sfigurare” sul set accanto ai napoletani veri.

In Suburra invece sei Sara, revisore dei conti in Vaticano.

Una donna completamente diversa: cinica, fredda, sedotta dal potere. E posso dirlo? Totalmente agli antipodi da me.

La serie racconta gli intrecci tra potere e criminalità a Roma, che è la città in cui sei nata e vivi.

Mi pare che la fiction dica molte verità. D’altra parte, dopo gli scandali di Mafia Capitale certe storie le conosciamo tutti. A me è capitato raramente di mettere piede nei cosiddetti “salotti del potere”, però le atmosfere in effetti sono un po’ quelle. Avevo osservato le donne, i loro vestiti, la gestualità. Qualcosa di Sara sicuramente l’ho presa da lì.

Con tanto lavoro, come riesci a seguire la famiglia?

Ho la fortuna di avere una mamma che mi aiuta moltissimo con le bambine. E comunque mi prendo spesso lunghe pause. Anzi, appena avrò finito il film di Muccino, mi aspettano 4 o 5 mesi di “vuoto” assoluto.

Ti aspetta anche Andrea Preti, il tuo nuovo compagno.

La nostra è una storia molto bella, che sto vivendo con serenità e con cautela. Vengo da una relazione lunga con Federico (Zampaglione, ndr), ho 2 figlie, prima di tutto devo pensare a loro. Però sono anche una donna che crede nell’amore, e quindi me lo vivo.

A un altro figlio ci pensi mai?

Come no! Io adoro i bambini, sono nata mamma. Per ora non è nei miei progetti, ma chissà... Come dicono gli arabi, Inshallah.

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