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La seduta psichiatrica di Mario Balotelli

di Maurizio Dalla Palma
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È il principale imputato per l'eliminazione dell'Italia dai Mondiali. Ma sono tutte sue le colpe? O il nostro giocatore di colore merita delle attenuanti?

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È il principale imputato per l'eliminazione dell'Italia dai Mondiali. Ma sono tutte sue le colpe? O il nostro giocatore di colore merita delle attenuanti?

Maurizio dalla Palma
Un'opinione di

Maurizio Dalla Palma

Giornalista di Grazia, ha lavorato anche a Donna Moderna, alla tv dell’Unione Europea,...

Mi è venuta voglia di difendere Mario Balotelli. Soprattutto dopo avere ascoltato di nascosto una conversazione tra il calciatore e uno psichiatra.

Ecco Mario che entra nello studio, si stende sul divano di pelle e svuota il sacco. Il dottore ascolta in silenzio e annota le parole sul taccuino.

No, Balotelli non dice di essere stato tolto alla famiglia d'origine dai servizi sociali quando aveva 3 anni. Racconta di avere un rapporto difficile con i suoi genitori naturali.

No, non accusa gli italiani di fischiarlo ogni domenica allo stadio perché è nero di pelle. Lui la spiega così: ce l'hanno tutti con me.

No, non ammette che per tutte queste ragioni è arrabbiato fin da piccolo. Ma precisa di essere un uomo vero, che non porge l'altra guancia.

Non si sente un italiano di Serie B (ha ricevuto la cittadinanza a 18 anni). Lui ripete quello che ha scritto su Instagram: ha voluto fortemente la nazionalità italiana perché è nato in Italia e ha sempre vissuto in Italia.

Si sostiene che sia un giocatore scarso. Lui ricorda che ha segnato due gol stupendi alla Germania nella semifinale degli Europei del 2012: quella volta venne osannato come un dio nero.

Lo rimproverano per non aver sposato la ex fidanzata da cui ha avuto una figlia. E lui dice che nella Nazionale anche x, y e z si sono separati dalle mogli.

Lo disprezzano perché ricco e viziato. Ma lui non si sente un figlio di papà. I genitori naturali lo hanno dato in adozione perché erano poveri. E viene pagato milioni di euro da squadre e sponsor perché richiama tifosi allo stadio e spettatori in tv. Non riceve soldi dal contribuente.

No, non ha atteggiamenti da adolescente autodistruttivo. È solo amareggiato.

Lo psicologo interrompe la seduta. Dice che bisogna lavorarci sopra: vediamoci tre volte alla settimana per dieci anni. Mario Balotelli si rifiuta e lo afferra per il colletto: io devo allenarmi. E lo psicologo lo sbatte fuori, gridando: allora è vero che sei un attacca brighe!

Potete, a scelta, lanciarmi i pomodori o spiegarmi se Mario Balotelli è davvero quella sciagura che molti italiani dicono.

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