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George Clooney: quanto è bello, quanto è buono?

di Lavinia Rittatore
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Roma, metà dicembre. Seduto tra i big della pace, un serioso Clooney lancia il suo urlo di dolore per il Darfur. È impomatato, sexy, elegante. Peccato per la fidanzata appiccicosa che, uff!, non lo molla mai

Roma, metà dicembre. Seduto tra i big della pace, un serioso Clooney lancia il suo urlo di dolore per il Darfur. È impomatato, sexy, elegante. Peccato per la fidanzata appiccicosa che, uff!, non lo molla mai

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"Dannazione, inviate 24 stramaledetti elicotteri in Darfur!". A urlare questa frase (ormai un cult su Internet e su YouTube), non è un generale delle forze armate né un ministro della Difesa. È un George Clooney che nessuno in Italia aveva mai visto prima: arrabbiato, indignato, perfino addolorato. Che cosa gli è successo? Facciamo un passo indietro. Il divo, il 13 dicembre, fa un blitz nel gelido inverno romano per partecipare all'ottavo Summit mondiale dei Nobel per la pace. In piazza del Campidoglio, dove lo aspetta il sindaco Walter Veltroni, l'attore 46enne è accolto da un primo bagno di folla (il secondo lo farà nel pomeriggio), al quale non si sottrae, anzi: lo affronta con il suo consueto sorriso guascone e ironico, dando la mano a tutti quelli che gliela tendono, firmando autografi. "Ciiiao, bonciorno, comi va?": l'italiano di George Clooney è sicuramente da perfezionare, ma lui no, non ne ha bisogno.

Elegantissimo nel completo grigio antracite, camicia bianca e cravatta blu, i capelli brizzolati perfettamente impomatati e rasato di fresco, è bello e simpatico. Poi, dopo il suo ingresso nella sala Giulio Cesare dove, tra i tanti, lo aspettano l'ex presidente dell'Unione sovietica Mikhail Gorbaciov, sua santità il Dalai Lama, l'ex presidente della Polonia Lech Walesa, ecco la metamorfosi. "The always lovely George" (il sempre adorabile George, come l'ha definito il re dei talk show americani David Letterman) diventa serio, accigliato. Sorride solo quando gli consegnano il premio come testimonial di pace: con lui, il collega Don Cheadle, entrambi in prima linea per il Darfur, regione del Sudan in emergenza dal 2003 per colpa di bande di miliziani che uccidono, violentano, rubano, bruciano case e villaggi, con la complicità del governo centrale. Quando prende il microfono Clooney esplode: "Le stime dicono che dall'inizio del conflitto sono state uccise oltre 200 mila persone e gli sfollati sono più di 2 milioni e mezzo" dice George.

"È un genocidio avvolto dal buio e dal silenzio. Quando ho chiesto all'Onu perché non si siano mossi immediatamente mi è stato risposto che non era una priorità. Adesso le cose stanno cambiando, ma il Sudan nega la carneficina, non vuole i 26 mila peacekeeper che le Nazioni Unite sono disposte a inviare e nemmeno i 24 elicotteri, ne basterebbero solo 24!, per proteggere la popolazione del Darfur. Noi non siamo politici, siamo solo attori e usiamo la nostra popolarità per dare voce a quelli che fino a poco tempo fa avevano una casa, un'attività, una famiglia e oggi non ce l'hanno più. E sono costretti a vivere in campi senza acqua e cibo. Tutti i nostri sforzi sembrano inutili: mi sento un fallito". Un fallito, lui? Sì, il divo più sexy di Hollywood dice proprio così. Perché questa causa, lo abbiamo capito, gli sta proprio a cuore. Forse ancor più della fidanzata bella-statuina che per due ore gli siede accanto immobile e gli tiene stretta la mano, senza mai proferire parola: lei è l'ex barista 29enne Sarah Larson, che George ha conosciuto in un locale di Las Vegas. Carina, vestita Missoni, si vede che è un po' spaesata (chi non lo sarebbe?). Clooney è invece serissimo e nella parte: è ancora vivo il ricordo del suo viaggio in Ciad, al confine col Darfur, nell'aprile del 2006. Insieme al padre Nick e a un amico cineoperatore, George ha filmato e intervistato gli sfollati nei campi e ne ha fatto il documentario straziante A journey to Darfur.

Ha poi continuato la sua opera partecipando a conferenze, appellandosi all'Onu, scrivendo a capi di Stato. Lo scorso maggio, quando ha presentato Ocean's Thirteen al Festival di Cannes, ha anche lanciato l'associazione "Not on our watch" (Non sotto il nostro sguardo) per la raccolta fondi. In una serata di gala lui e i suoi amici Brad Pitt, Matt Damon, Don Cheadle sono riusciti a mettere insieme più di 9 milioni di dollari. Ma si sa, quando c'è di mezzo George c'è chi fa follie: il giorno dopo, al party per la raccolta fondi contro l'Aids, una gentile signora ne ha sborsati 375 mila in cambio solo di un suo bacio... A Roma, intanto, la riunione è finita e gli ospiti stanno per andare a mangiare. Il Campidoglio brulica di persone, impiegati e impiegate, vigili urbani in alta uniforme. C'è chi chiama: "Ao', er Dailama!", chi urla: "George, George!", chi cerca di presentarsi a Gorbaciov. Intercettiamo al volo l'attore mentre al fianco dell'inseparabile Sarah e circondato dagli uomini della security (che lo scortano anche quando è a villa Oleandra, a Laglio sul lago di Como) si dirige verso la sala da pranzo.

Adesso sembra tornato l'affascinante e spiritoso guascone di sempre. Quello che dice: "Io l'uomo più sexy del mondo? Ma se il titolo me l'ha soffiato perfino uno come Matt Damon! Io, figli? Ma lo vedete come è ridotto quel poveretto di Brad Pitt?". Quello che in Internet ha messo in vendita prima la T-shirt con la scritta I love George Clooney, poi quella con George Clooney loves me. "Una volta nella vita bisogna dirsi: "Basta preoccuparsi per se stessi, occupiamoci degli altri"" afferma, tornando serio: "Entro la fine di gennaio andrò ancora in Darfur. È l'unica cosa che posso fare: andare a vedere, filmare e tornare indietro. Sono convinto che se un personaggio famoso ti introduce in un mondo terribile, anche i più indifferenti ti stanno a guardare, almeno per la curiosità di capire come mai "quello lì con tutti i soldi che ha è andato a finire in quel postaccio". Che cosa mi aspetto? Spero di incontrare di nuovo una bambina talmente denutrita che sembrava difficile darle più di qualche mese di vita". George viene spinto verso la sala da pranzo, dove siede al tavolo con Mikhail Gorbaciov. Alla fine, grandi saluti e per il premio Oscar 2006 è il momento del secondo bagno di folla. Oltre le transenne ci sono turisti giapponesi, americani, russi. E moltissimi giovani. Scattano i cellulari e volano gli Mms. C'è anche una signora sulla sessantina: George la nota, la chiama, la prende fra le braccia e la bacia sulla guancia con lo schiocco. La signora diventa rossa, poi sbianca: "Non ci crederete mai: George Clooney mi ha baciato!". Incredibile ma vero. E gratis. Da non raccontare all'altra signora, quella dei 375 mila dollari.

George Clooney

George Timothy Clooney nasce il 6 maggio 1961 a Lexington, negli Stati Uniti. Suo padre Nick è un anchorman tv, sua madre un'ex modella. Il futuro divo di Hollywood si laurea in Giornalismo e lavora per pochi mesi in un network, ma poi cambia ambizioni e tenta la carriera di attore. Nel 1984 esordisce senza successo nel telefilm Riptide. Nel 1989 sposa l'attrice Talia Balsam, dalla quale divorzia nel 1992. George ha molti flirt, tra cui Renée Zellweger, Sandra Bullock e Celine Balitran. Da giugno è legato all'ex barista Sarah Larson. Vive spesso in Italia, a Laglio, sul lago di Como.

I suoi successi

George Clooney diventa un divo popolarissimo nel 1994, grazie alla serie tv E.R.-Medici in prima linea, che gli apre le porte del cinema. Nel 1997 recita in The peacemaker con Nicole Kidman, nel 1998 in Out of sight con Jennifer Lopez, nel 2000 ne La tempesta perfetta con Diane Lane, nel 2001 in Ocean's eleven con Julia Roberts. Nel 2002 esordisce alla regia con Confessioni di una mente pericolosa, mentre nel 2005 dirige Good night, and good luck. Nel 2006 Clooney vince l'Oscar come miglior attore non protagonista per il film Syriana. Nel 2007 l'abbiamo visto in Michael Clayton e Ocean's Thirteen. Nel 2008 sarà al cinema con Leatherheads.

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