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Geppi Cucciari: meglio un uomo oggi che un principe azzurro domani

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L'attrice comica ha appena scritto un romanzo esilarante sui rapporti di coppia. La sua tesi: il partner ideale non esiste. E un consiglio: innamoratevi di quelli che vi amano. Per almeno cinque minuti

L'attrice comica ha appena scritto un romanzo esilarante sui rapporti di coppia. La sua tesi: il partner ideale non esiste. E un consiglio: innamoratevi di quelli che vi amano. Per almeno cinque minuti

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Geppi Cucciari

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La pizzeria è in via Sardegna; che sia o no un caso, sembra comunque un segno, perché per Geppi Cucciari dove c'è Sardegna c'è casa. Si dice che in ogni umorista si nasconda un melanconico; e, se l'umorista è donna, forse si nasconde anche un romantico. Regola confermata dal secondo romanzo di Geppi, Meglio un uomo oggi (Mondadori), in uscita il 10 febbraio, in sincronia con San Valentino. Una storia piena di batticuori che si snoda tra Las Vegas, Milano e Macomer, con tanto di happy end; e che, insieme a pagine esilaranti, mescola considerazioni agrodolci sull'eterna, ma mutante, guerra dei sessi. Visto che la protagonista del romanzo è lei medesima, la prima domanda è fatale.

Quanto c'è di autobiografico, in questa favola rosa fluo?

«Diciamo che non mi sento come Salgari. Invece che dei pirati della Malesia, preferisco scrivere di cose che ho vissuto davvero. Ci sono un sacco di episodi veri, mescolati ad altri che mi piacerebbe che lo fossero».

Per esempio?

«Per esempio Stefania e Lucia, le mie amiche storiche, sono verissime. Ci conosciamo da quando siamo bambine, siamo venute a vivere a Milano tutte e tre, e averle avute accanto è stato per me un sostegno fondamentale».

E Michele?

«Michele chi?».

Ma come! Quell'irresistibile principe azzurro che sulla nave da crociera ti regala un diamante della misura giusta, "né cafone né pediatrico"...

«Michele non esiste. È un miscuglio tra un incontro reale, un fidanzato che c'è stato, e l'uomo ideale che mi piacerebbe avere accanto. Un misto di passato e futuro».

E il presente?

«Il presente è un po' meno romanzesco. La relazione che avevo si è interrotta proprio mentre stavo scrivendo il libro. Adesso non ho un fidanzato. Vivo sola e serena, e di questo sono felice anche se con i miei alti e bassi».

Sola, ma in buona compagnia. "Se anche Dio è single ci sarà un motivo", scrivi nel tuo libro.

«Vabbè, lui è il direttore dei lavori sempre impegnato a fare e disfare, perfino più di noi donne. Dove lo trova il tempo?».

Scrivi anche che la più grande paura delle donne è accontentarsi. Non ti viene il sospetto che siate diventate voi incontentabili?

«Ma no, casomai il problema è che perdiamo troppo tempo con le persone sbagliate».

Non si può sapere se una persona è sbagliata, se non ci hai perso un po' di tempo.

«Sì ma noi donne esageriamo. Siamo testarde. Vogliamo redimere a tutti i costi i soggetti più improbabili».

Io ti salverò...

«Peggio: io ti cambierò, e farò di te nemmeno quello che voglio, ma quello che vorrei. Le cose poi vanno diversamente».

Ma allora come trovare l'uomo adatto?

«Secondo me non esistono uomini adatti. Esistono rapporti adatti. Arrivata all'età della saggezza, io mi innamoro di un uomo non per come è, ma per come mi fa sentire».

Bene, allora mettiamoli sulla strada giusta, questi uomini. Secondo te non sono più capaci di corteggiare?

«Certo che no. Mi è capitato di finire su un sito dedicato proprio a questo, come corteggiare una donna, dove portarla a cena eccetera. E sai cosa ho trovato? La pubblicità dei viaggi in Russia. Nel caso che non ti andasse bene, puoi sempre partire per Mosca. Visto gratis e belle ragazze. Ok, le devi pagare, ma che sarà mai?».

Tu che te ne intendi, è vero che le donne amano quelli che le fanno ridere?

«Confermo, ridere insieme è importantissimo. Basta che non ti facciano ridere proprio dappertutto...».

Cos'altro è importante?

«L'attenzione, ma deve durare. Io voglio sentirmi amata in ogni circostanza. Un mio amico dice: "Mi innamoro per cinque minuti". Ovvero, dà il meglio di sé in certi frangenti per poi diminuire di intensità...».

Bravi ad apparire, e ancora più bravi a scomparire.

«Così molte di noi pensano: questo è sparito perché sono una donna impegnativa, e gli uomini hanno paura delle donne forti».

Non mi sembri molto convinta di questa teoria.

«Infatti non lo sono. La verità è che gli uomini hanno paura delle donne con le idee chiare, soprattutto se loro non le hanno affatto tali nei confronti di quelle donne».

Vabbè, gli uomini sono un mezzo disastro, ma anche voi non scherzate. Siamo più infedeli noi o più diffidenti voi?

«La fedeltà è una questione di indole, e non di amore. Anche perché essere infedeli è una faticaccia. Soprattutto per gli uomini, che non sanno dire le bugie. Le donne, almeno, non si contraddicono dopo due giorni».

Per fortuna ci sono gli amici. I migliori amici delle ragazze restano i diamanti, come conferma anche il tuo romanzo?

«Purché il diamante non te lo sia comprato da sola: c'è un limite anche all'autonomia. Non sono gli unici. Ottimi amici sono anche i dietologi, gli analisti, le estetiste...».

E i gay.

«Certo, io ne ho uno speciale accanto. Finalmente un uomo con cui parlare di uomini senza entrare in competizione!».

I nostri genitori mica li avevano, gli amici gay.

«Mah, io ho il sospetto che li avessero anche loro. Solo che non lo sapevano».

Geppi Cucciari

Maria Giuseppina Cucciari nasce a Cagliari il 18 agosto 1973. È laureata in Giurisprudenza ma fa l'attrice comica. Nel 2000 frequenta il laboratorio Scaldasole e l'anno dopo entra a far parte degli artisti dello Zelig. La tv arriva nel 2002. Prima con Shorty and Spotty, una trasmissione su Happy Channel, poi con Zelig off su Italia 1 e Comedy Lab su Mtv. Nel 2005 entra nel cast di Zelig Circus su Canale 5 e la sua carriera decolla. Meglio un uomo oggi  è il suo secondo romanzo.

Leggi il primo capitolo di "Meglio un uomo oggi".

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