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Gianna Nannini compie 60 anni!

di Pierluigi Lupo

Tanti auguri ragazza rock d’Italia! Ma, in realtà, Gianna Nannini compie 60 o 62 anni?

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Tanti auguri ragazza rock d’Italia! Ma, in realtà, Gianna Nannini compie 60 o 62 anni?

Gianna Nannini compie 60 anni (in realtà 62). Nel sito ufficiale troviamo, alla data di nascita, 1956. Ma Gianna è nata nel 1954, lo conferma il suo codice fiscale. E, se non bastasse, provate a contare gli anni di scuola e troverete improbabile che, nello stesso anno di maturità, possa aver partecipato a “Un disco per l’estate” con il gruppo “Flora Fauna Cemento” nel 1974.

Allora, nasce nel 1954, il 14 giugno, a Siena, nella contrada dell’Oca. E manco a dirlo le donne dell’Oca sono le più sfegatate e matte. Lei gioca con i maschi, osserva salamandre e rospi, si arrampica sugli alberi e già sogna di salire su un palco. È una ragazzina piena di energia, pronta a sperimentare ogni cosa. A scuola le fanno cantare “Fratelli d’Italia”, ma lei va fuori tempo e il maestro la esclude dal coro.

È una mazzata tremenda, ma Gianna non si arrende, impara a suonare il pianoforte, e poi anche la chitarra. Cresce, costituisce una band di sole ragazze. Con la smania di raggiungere il suo scopo vorrebbe partecipare a tutti i concorsi di voci nuove, ma i genitori cercano di dissuaderla. Le dicono che le cantanti sono tutte troie e lei deve studiare, diventare una brava professoressa di Lettere, o lavorare nell’azienda di famiglia (la rinomata pasticceria Nannini, nel centro di Siena).

Gianna ha tutt’altro per la testa. Fa un provino alla Fonit Cetra dove le dicono di lasciar perdere con la musica, perché va fuori tempo. È la solita storia: è “squadrata”!

Continua a studiare pianoforte al conservatorio di Lucca, e consegue il diploma di liceo scientifico. Siena, però, inizia a starle stretta, vuole fuggire, andare lontano, e trova la forza e il coraggio di farlo dopo aver visto saltare due falangi della mano sinistra nella macchina dei ricciarelli. E così dice basta alla vita di provincia. A 19 anni si trasferisce a Milano e si iscrive all’università, facoltà di Filosofia.

Inizia a partecipare ai collettivi femministi. Per mantenersi agli studi suona in vari locali milanesi, tra cui l’Osteria dell’Operetta (a corso di Porta Ticinese 70, oggi al suo posto c’è un ristorante giapponese). Si esibisce assieme a un chitarrista e tastierista blues (Igor Campaner), rifanno i pezzi dei Rolling Stones e Janis Joplin. Gianna sta al piano, canta e all’occorrenza suona anche il violino, dalle undici di sera fino alle quattro di mattina. La gente del locale mangia, ma soprattutto beve.

Dopo aver soggiornato in un alberghetto alla Galleria del Corso, con i primi soldi guadagnati, affitta un monolocale vicino alle colonne di San Lorenzo, nel quartiere Ticinese. Si tratta di uno spazio aperto dove sta tutto insieme, e il pianoforte viene a trovarsi accanto al bagno. Compra anche una moto (Honda CX 500) e inizia a viaggiare: Italia, Svizzera, Grecia.

Milano è la patria delle case discografiche e Gianna ne approfitta per fare provini. Dopo aver incassato qualche rifiuto, ottiene un contratto alla Numero Uno. Per rodarla un po’ decidono di farla cantare nel gruppo “Flora Fauna Cemento”. Ma l’esperimento non funziona e Gianna torna da Claudio Fabi, la persona che l’aveva scelta inizialmente. E Fabi la lascia libera di fare i suoi pezzi e le produce il primo album. Siamo nel 1976, Gianna ha 22 anni. Ma il successo arriva più tardi, nel 1979. Album “California”.

La copertina del disco ritrae la Statua della Libertà che, al posto della torcia, stringe un vibratore. Si racconta che il padre fosse fortemente contrario a quell’immagine e avesse cercato fino all’ultimo di farla cambiare. Ma Gianna non ha paura dello scandalo, anzi, lo cerca. Non a caso nel 1990 canterà: “Voglio uno scandalo, voglio uno scandalo…”

La canzone trainante dell’album è “America” (un inno all’autoerotismo). C’è un filmato dell’epoca, su YouTube, dove spiccano i suoi occhi verdi che vogliono bucare (incendiare!) lo schermo, i capelli arricciolati, le unghie pulite, e la mano che si muove in maniera birichina sul microfono. Non siamo in Italia, non le farebbero mai fare certe cose, ma in Germania e il programma è Rock Pop. Gianna fissa l’obiettivo e sul ritornello mostra la grinta di una tigre in gabbia.

Il testo è abbastanza esplicito (sostituite America con un’altra parola e non avrete più dubbi sul contenuto).

Nella canzone c’è una donna sola che riesce a darsi il piacere. Poi incontra un uomo, si morde la bocca e gli dice: “Fammi volare”. Lui allunga una mano e inizia ad accarezzarla, ma a lei questo non basta e attacca a gridare: “Fammi l’amore, forte sempre più forte, come fosse l’America!”

Nonostante l’uomo ce la metta tutta, lei rimane insoddisfatta, sola, e si domanda: “Ma quanta fantasia ci vuole per sentirsi in due?”

Da quel momento la strada è in discesa, arrivano altri dischi e canzoni di successo. “Ragazzo dell’Europa”, “Fotoromanza” (il videoclip è girato da Michelangelo Antonioni), “Bello e impossibile” (nata in una notte!), “Profumo”, “Avventuriera”, “I maschi”.

Nel 1987 arriva a vendere oltre un milione di dischi con la raccolta “Maschi e altri”. È l’anno della consacrazione. Adesso Gianna può davvero volare.

Nei concerti sprigiona tutta la sua energia e carica esplosiva, diventa una furia incontenibile: corre sul palco, suda, si butta a terra, scende tra il pubblico. E il suo produttore ha sempre paura che possa fare qualcosa di sconveniente, ad esempio montare a cavallo delle telecamere o toccarsi, ma anche l’imprevedibilità fa parte del suo repertorio, come la nascita di Penelope a 56 anni. E la strada non è ancora finita.

Tanti auguri ragazza rock d’Italia!

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