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Il Natale di Luxuria

di Maurizio Dalla Palma
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Chi l'avrebbe detto? La vincitrice dell'Isola dei famosi è  una tradizionalista. Il Natale se lo sognava pure in Honduras. «Sarà il più bello della mia vita» annuncia. Lo passerà a Foggia con la sua famiglia. E pregherà per i precari.  Nell'attesa, ha una parola buona per tutti (o quasi)...

Chi l'avrebbe detto? La vincitrice dell'Isola dei famosi è  una tradizionalista. Il Natale se lo sognava pure in Honduras. «Sarà il più bello della mia vita» annuncia. Lo passerà a Foggia con la sua famiglia. E pregherà per i precari.  Nell'attesa, ha una parola buona per tutti (o quasi)...

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Sorprendente Luxuria. E tradizionalista. La vittoria all'Isola dei famosi ha fatto conoscere a tutti la vera natura dell'ex parlamentare di Rifondazione comunista, 43 anni, storica rappresentante del movimento gay, lesbico e trans.  L'ex organizzatrice del Gay Pride sembrava una maestrina quando bacchettava Rossano Rubicondi e Belen Rodriguez per il loro (presunto) flirt. «Non credo di essere una persona trasgressiva per il semplice fatto di essere una trans». Lo dimostra il suo Natale tutto casa e famiglia.

Siamo quasi a Natale, un bel salto rispetto al caldo dell'Isola...

«Sarà il Natale più bello della mia vita. Sull'Isola sapevo che sarei ritornata a casa nel periodo delle feste, e il pensiero mi dava coraggio. Il Natale me lo sognavo pure. Si moriva di fame e quando vedevo le lucciole che illuminavano le notti buie come addobbi natalizi mi veniva il desiderio di essere con la mia famiglia, davanti a un buon piatto da mangiare! Sa, ho perso 16 chili».

Qualcuno penserà che per le feste lei si dà alla pazza gioia.

«Sciocchezze. Io sono una tradizionalista, da sempre il Natale lo passo a Foggia con i miei genitori, le sorelle e mio fratello. A Capodanno, invece, discoteca».

Andrà alla messa della Vigilia?

«No, da tempo ho abbracciato il buddismo. Credo fortemente nella preghiera, nei mantra».

Quale sarà la sua preghiera per questo anno di crisi economica?

«Pregherò per il futuro dei  precari, per chi rischia il posto, per chi non arriva a fine mese».

Chi a Natale riceverà il bonus per le famiglie povere penserà che lei sull'Isola ha vinto molti soldi, anche se poi ha devoluto all'Unicef centomila euro.

«Non utilizzerò mai un euro di quello che ho guadagnato. Non renderò mai pubblico a cosa mi serviranno i soldi. Ma nulla verrà speso per me. Sono una persona semplice. Vivo al Pigneto, un quartiere popolare di Roma, e giro con una Fiat Punto grigia».

Cosa regalerà a suo papà, con cui si è riconciliata?

«Qualcosa di utile. Magari una camicia. Noi ce li diciamo prima i regali, perché, vivendo in città diverse, vogliamo evitare i doppioni».

Suo padre in tv la chiamava «ciao bello», al maschile. Ci resta male?

«No, è normale, per vent'anni ho vissuto al maschile. Ci resto male solo se viene fatto con malizia».

A chi regalerebbe un bacio di riconoscenza: Bertinotti o Ventura?

«A tutti e due. Bertinotti mi ha dato l'opportunità di essere il primo trans in Europa a entrare in Parlamento. Simona Ventura mi ha portato un consenso trasversale, un affetto diffuso che mi riempie di gioia».

Cosa avrebbe detto Pier Paolo Pasolini della sua vittoria?

«Vorrei conoscere il suo punto di vista. Qualcuno dice che l'Isola è trash. Io mi sento come il protagonista di Matrix, sono entrata nel sistema e l'ho sabotato parlando di gay e povertà».

Ha ottenuto quasi più voti del suo partito: cosa farà di questa notorietà?

«Sicuramente non la umilio per fini politici. Ho rifiutato di candidarmi alle europee e come sindaco di Foggia, la mia città. Sarebbe una strumentalizzazione. Scriverò un libro di favole transgender».

Lei è single: ha già ricevuto proposte?

«Nessuna. Non si può avere tutto dalla vita, e tutto insieme, no?».

Però in Parlamento era corteggiata: ha mai avuto una storia con un politico?

(Ci sono quattro secondi di silenzio: uno, due, tre, quattro...): «Passiamo a un'altra domanda. Non rispondo».

Chi vuole rivedere dei suoi compagni dell'Isola?

«Carlo il bidello, Ela Weber, le gemelline di Napoli e perfino Belen. Oltre che bellissima, Belen sa cantare e ballare, cosa rara nel sottobosco tv».

Rivedrà Rossano, che le ha dato del "frocio"?

«No. Gli ho perdonato quella parola, non l'aggressività».

Il Manifesto ha scritto contro di lei un articolo molto duro.

«Chi l'ha scritto, Norma Rangeri, è talmente acida che se intinge un dito nel latte diventa yogurt. Ma non mi pento di aver sostenuto il Manifesto con parte del mio stipendio da parlamentare».

Sbaglia quella parte della sinistra che l'ha criticata?

«La sinistra, se non vuole essere un circolo d'élite, non può snobbare la tv. Io non reputo deficienti i 9 milioni di spettatori della finale dell'Isola».

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