Intervista a Umberto Tozzi: “Non erano canzonette”

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    Umberto Tozzi, leggenda del pop melodico, ha un segreto: è rock. Ai suoi concerti la gente si accalca sotto il palco e fa cose inaudite. Lui tira asciugamani intrisi di sudore ai fan. E le ragazze impazziscono. L'abbiamo incontrato dopo il suo concerto al Teatro Nuovo di Milano, in occasione dell'uscita della sua autobiografia - Non solo io, che segue a pochi mesi di distanza la sua raccolta - Non solo live.

    Ciao Umberto. Che gran concerto, quello del Teatro Nuovo di Milano. Ma sbaglio o sei diventato un po' più sorridente?
    Eh sì: Nei primi anni forse ero un po' più schivo. Ho acquisito la serenità necessaria per svolgere la mia professione, e mi diverto di più. Prima era davvero un lavoro; ora riesco a gioire del mio repertorio che un po' ho riscoperto anch'io, grazie al pubblico. E ho scoperto che proprio canzonette non erano.

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    Io ricordo certi tuoi filmati in cui indossavi una tuta da metalmeccanico verde. La metti ancora?
    (ride) No, non ci sto dentro. C'ho qualche chilo in più adesso (si tocca la pancia).

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    Tu sei il vero rocker d'Italia. Io credo che, anni addietro, anche tu sfasciassi le stanze degli alberghi durante i tour.
    (ride, di gusto) No, non è successo. In ogni caso noi di quella generazione abbiamo nell'anima uno stile di vita un po' più... sbandato. Quelli di oggi sono un po' più seriosetti. A noi piace ancora far tardi la notte, dormire al mattino, ci piace mangiar bene. Ci piache anche fumare. Dovrei smettere ma...
    Hai mai provato?
    Il fatto è che mi piace. Io non ho mai fatto nulla per curare la mia voce. Sono un miracolato.

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    Credits: Lapresse

    Secondo te manca qualcosa di quello che hai tu ai ragazzi che escono da X-Factor?
    Noi della nostra generazione abbiamo avuto confronti che loro non hanno. Noi ci confrontavamo con gente che suonava in cantina con altri. Questi ragazzi devono confrontarsi con l'impatto televisivo, che non ha niente a che fare con la musica. A X-Factor si scoprono personaggi, non musicisti. Si scoprono personaggi che poi forse possono diventare cantanti.
    Penso che Bob Dylan o Jimi Hendrix non sarebbero mai andati a X-Factor.

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    Credits: Lapresse

    Tornando al concerto di Milano, c'era anche Mike Bongiorno tra il pubblico, scatenatissimo anche lui. Ma vi conoscete?
    Certo, ci conosciamo da tanti anni. Siamo andati anche in America insieme. Ultimamente ci vediamo più spesso; ci siamo visti anche a cena e ci siamo raccontati di quando arrivavo sempre in ritardo alle sue trasmissioni...
    Ora sei puntuale?
    Si, ora si.

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    Credits: Lapresse

    Ora lavori a stretto contatto con tuo figlio (Gianluca, che lo gestisce a livello discografico e gli fa da manager, ndr). Com'è lavorare con lui?
    Lui ha un'attenzione che un responsabile medio di un ufficio stampa non ha. È un mestiere che non volevo che facesse perché è molto pesante. Io poi dico sempre di no, lui mi presenta  programmi di promozione meravigliosi e io gli dico "questo si, questo no". E lui a volte ci rimane male, perché si sente in difetto. Ma non è così.
    Cosa ti pesa di più ora della vita in tour?
    Mi pesano i letti degli alberghi. Vorrei sempre il materasso di casa mia ma è un casino metterlo nel bilico del service.

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    Credits: Lapresse

    È appena uscito un tuo libro - Non solo io è una specie di autobiografia.
    Sì, è il racconto della mia vita. Credo di aver fatto un regalo a chi mi segue musicalmente. È un'occasione per conoscermi al di là dei miei testi. Mi racconto anche come uomo, che non è solo quello di successo: Ci sono anche i grandi insuccessi.
    A proposito di testi ma "...i fianchi su cui la mattina nasce il sole" sono anche i fianchi di una che ha la 48?
    (ride) Può avere anche la 52!

    Grazie Umberto. Sapevamo che la nostra stima nei tuoi confronti era ben riposta.

    Ma che cosa ci fa un "guerriero di carta igienica" nella canzone Ti amo di Umberto Tozzi? Ne discutiamo nel forum

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di

Valeria Sgarella

Umberto Tozzi, leggenda del pop melodico, ha un segreto: è rock. Ai suoi concerti la gente si accalca sotto il palco e fa cose inaudite. Lui tira asciugamani intrisi di sudore ai fan. E le ragazze impazziscono. L'abbiamo incontrato dopo il suo concerto al Teatro Nuovo di Milano, in occasione dell'uscita della sua autobiografia - Non solo io, che segue a pochi mesi di distanza la sua raccolta - Non solo live.

 

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