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La favola sporca dei turisti del sesso

di Stella Pende
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Ogni anno ben 80 mila italiani vanno nei Paesi poveri a caccia di minorenni. Per fermarli ci vuole tolleranza zero: non solo verso di loro, ma anche verso chi mostra complicità o indifferenza

Ogni anno ben 80 mila italiani vanno nei Paesi poveri a caccia di minorenni. Per fermarli ci vuole tolleranza zero: non solo verso di loro, ma anche verso chi mostra complicità o indifferenza

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Sono perfettamente mimetizzati. Dai trenta ai quarantacinque. Conciati da bravi ragazzi. Spesso tecnologici. Perché la rete è la fogna sotterranea dove nuotano meglio. Preferiscono raggiungere il luogo di caccia con viaggi organizzati. Prediligono i Paesi esotici. E poveri.

Sono gli acchiappabambini. Ovvero quelli che noi chiamiamo turisti sessuali con minori. Una sporca favola di cui abbiamo sentito parlare fin troppo. Ma gli ultimi numeri raccolti dall'Ecpat (End child prostitution, pornography and trafficking in children for sexual purposes), rete internazionale di Ong presente in 70 paesi, ci fanno ribrezzo e anche paura. Sono centinaia di migliaia questi mascalzoni del turismo. Vanno cercando bambini da violare su spiagge e dentro le case della povera gente.

Nei paesi esotici (loro li chiamano tali) come il Kenya, dove i più piccoli si stuprano meglio perché hanno fame. Nei paesi ghiacciati come l'Ucraina e la Moldavia perché i più piccoli hanno anche freddo. Ma l'ultima nuova è strabiliante: 80 mila sono italiani. "Se prima in alcuni Paesi eravamo fra le prime nazionalità" racconta Marco Scarpati  meraviglioso presidente di Ecpat Italia "oggi siamo i primi in Kenya, Repubblica Domenicana, Colombia e così via. E sono spesso i giovani che praticano quest'orrore".

Ha ragione Marco. L'ultimo orco l'ho incontrato a Bucarest. Italiano, 47 anni, biondo, con un'aria da bambino invecchiato anche lui. Cacciava di solito in pieno centro, con preferenza dove i bambini abitavano in fondo ai tombini. "Quello che noi proviamo per questi piccoli è vero amore. E loro rispondono alle nostre carezze" mi ha detto. Voglia di uccidere. Per la prima volta e per l'ultima, per fortuna.

Questi professionisti del sadismo coprono spesso il loro schifoso peccato con alibi siffatti. Una carezza per un bambino affamato è di certo un miracolo. Ma è approfittando di questo struggente bisogno che l'acchiappabambini si macchia di una violenza orrenda. La verità è che il rispetto per certi bambini diversi manca in Italia anche a molti dei cosiddetti benpensanti. Quante volte avete sentito dire: "In Africa, in India, in Brasile una bambina di 12 anni è già una donna. In quei Paesi caldi a quell'età alcune sono già madri". Come se il tropico o la fame possano fabbricare bambini già adulti e infrangibili al dolore, alla paura e all'umiliazione.

Quanti di questi viaggiatori del sesso criminale, tornano dopo la "vacanza" a riabbracciare figli che sono magari coetanei di quelli incontrati in Kenya. Ma quelli sono i loro bambini. Ecco, è questo strisciante razzismo che non si può più tollerare. Che bisogna combattere con tutte le armi, i pensieri e le parole. Tolleranza zero. Non solo per pedofili e parenti. Viaggiatori o no. Ma per chiunque mostri complicità e indifferenza davanti all'impotenza della diversità.

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