del

Leonardo Di Caprio

di Elisa Leonelli
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Con la modella israeliana Bar Refaeli va a gonfie vele da dieci mesi. Eppure Leonardo Di Caprio, protagonista al Festival di Roma con il film The departed, non riesce a dimenticare la sua ex Gisele Bündchen. La prova? Ha comprato casa accanto a lei

Con la modella israeliana Bar Refaeli va a gonfie vele da dieci mesi. Eppure Leonardo Di Caprio, protagonista al Festival di Roma con il film The departed, non riesce a dimenticare la sua ex Gisele Bündchen. La prova? Ha comprato casa accanto a lei

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Pare proprio che stavolta Leonardo DiCaprio abbia trovato la ragazza giusta per lui. A sentire gli amici, la modella israeliana Bar Refaeli, 21 anni, è dolcissima e molto accomodante: qualità che il divo, 31, adora in una donna (e, oltretutto, sono indispensabili per stare con un uomo che ha fama di essere egocentrico e capriccioso). Così, dopo appena dieci mesi, la loro love story si starebbe facendo sempre più seria. E qualcuno parla di nozze molto vicine. Ma... c'è un ma. Che si chiama Gisele Bündchen.
Nonostante i teneri baci scambiati con Bar per le strade di Milano durante la settimana della moda, Leo non sembra avere affatto dimenticato la sua ex. Al punto che, oltre a essersi scelto una fidanzata-fotocopia, ha appena comprato un attico da 5 milioni di dollari proprio accanto all'appartamento della top brasiliana, nel supertrendy Meatpacking District di New York. Che DiCaprio sia coinvolto in un complicato doppio gioco amoroso? Di certo, nel film The departed, in cui interpreta un poliziotto infiltrato nella malavita organizzata, è un maestro nell'arte della simulazione. E anche a tu per tu è alquanto abile nello schivare le domande scomode.

Mister DiCaprio, perché ha un debole per le modelle?

«Chi non ce l'ha?».

Cosa le piace della sua fidanzata Bar?

«A parte il fatto che è una modella? È una persona straordinaria. Punto. Ora come ora la mia politica è non parlare mai della mia vita privata».

In generale, allora, cosa l'affascina maggiormente in una donna?

«Intelligenza, senso dell'umorismo, concretezza. E tutto quel genere di cose noiose che dicono gli uomini quando rispondono a questa domanda».

È vero che quest'estate c'è stato un ritorno di fiamma tra lei e Gisele?

«La gente ne dice di tutti i colori. Se faccio coppia fissa con una ragazza, sto per sposarmi. Se vado a una festa con un amico, sono gay. Le do un consiglio: quando sente qualcosa sul mio conto, non ci creda. Almeno finché non ne avrà parlato con me».

Nel film The departed tutti mentono a tutti. Lei, nella vita, come fa a capire di chi fidarsi?

«Nel momento stesso in cui diventi famoso, impari che molti ti stanno accanto solo per interesse. È scoraggiante. Per fortuna, io ho una specie di metal detector per le bugie. E soprattutto non ho bisogno di nuovi amici: ho già i miei e da quando faccio l'attore mi sono avvicinato a loro ancora di più».

A chi si rivolge nei momenti difficili?

«A mia madre Irmelin, per me è la donna più importante. Ha una forza d'animo straordinaria: è cresciuta in Germania durante la Seconda guerra mondiale, poi è emigrata in America. Sapendo di tutte le avversità che ha dovuto superare nella sua vita, ho imparato a essere riconoscente per quello che ho avuto dalla mia».

È stata sua madre ad allevarla dopo il divorzio dei suoi genitori, vero?

«Sì, da sola. Non avevamo molti soldi,  vivevamo a Los Angeles in un quartiere di spacciatori e prostitute. Eppure, quando le ho detto che volevo recitare, non mi ha scoraggiato: anzi, mi accompagnava sempre alle audizioni» (Irmelin è tuttora la manager di Leo).

A che età ha deciso di fare l'attore?

«Fin da piccolo mi piaceva imitare le persone. Poi alle medie, mentre ero incerto se diventare agente di viaggi o biologo marino, mi sono detto: tento con il cinema. Male che vada, metto da parte qualche soldo per il college».

E invece oggi guadagna almeno 20 milioni di dollari a film.

«Però non ho il jet privato, né la guardia del corpo. Certo, ho comprato un paio di belle case e qualche orologio costoso, ma con i miei soldi voglio fare qualcosa di buono per gli altri».

Tipo?

«Aiutare i bambini malati di cancro: per ora finanzio l'ospedale pediatrico di Los Angeles, ma mi piacerebbe impegnarmi di più. E poi, difendere l'ambiente: ho girato due documentari sui danni causati dal riscaldamento globale e dalla mancanza d'acqua».

Adesso che ha superato i 30 anni, pensa di essere più maturo?

«Non sono ancora sicuro di sentirmi un adulto. Almeno interpreto ruoli da uomo, e non più solo da ragazzino».

Lei, però, ha raggiunto il successo   mondiale proprio grazie a film come Romeo+Giulietta e Titanic.

«Diciamo che più che raggiungerlo, ne sono stato travolto. Una volta, all'aeroporto di Parigi, una ragazza si è avvinghiata alla mia gamba e non voleva più lasciarla (lo avrebbero fatto volentieri anche le centinaia di fan che nei giorni scorsi hanno applaudito Leo alla Festa del cinema di Roma). Ma è questo il momento d'oro della mia carriera: in The departed ho recitato accanto a Jack Nicholson, il mio mito».

E che obiettivo ha per il futuro?

«Interpretare un film che il pubblico vedrà anche tra mille anni».

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