Michael Fassbender: «Sono bravissimo a mentire»

Michael Fassbender in L’uomo di neve di Tomas Alfredson. Il film, ora nelle sale, è basato sull’omonimo romanzo di Jo Nesbø, pubblicato in Italia da Einaudi

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di

Lorenzo Ormando

Michael Fassbender, al cinema con "L’uomo di neve", è enigmatico come i personaggi che interpreta. E abile a glissare sulle domande private. Specie quelle su una certa collega

Michael Fassbender ha un’aria magnetica e misteriosa che ben si adatta ai ruoli che sceglie sul grande schermo: uomini tormentati come il malato di sesso di Shame, l'attivista dell'Ira di Hunger e, adesso, il detective alcolista Harry Hole di L’uomo di neve, tratto dal bestseller di Jo Nesbø. «Forse sono una persona complicata!» ride l’attore irlandese di origini tedesche, cercando di spiegare l’interesse per questi personaggi. Lo incontro a Londra e davanti a un tè (non beve caffè) mi racconta che questo è il suo anno sabbatico. «Ho appena finito di girare X-Men: Dark Phoenix, ma per il resto sono in vacanza da mesi. Avevo bisogno di una pausa». Non gli capitava dall’inizio della carriera: dal 2007 a oggi ha girato 33 film. «Passo troppo tempo sul set, ecco perché le mie storie d’amore sono naufragate» si lamentava fino a qualche tempo fa. Le cose sono cambiate: la sua relazione con la collega svedese Alicia Vikander, conosciuta nel 2014 durante le riprese di La luce sugli oceani, va così bene che a quanto pare i due sono recentemente convolati a nozze a Ibiza in una cerimonia blindatissima, dove agli amici è stato impedito di diffondere immagini sui social network. Inutile chiedergli conferme: «Non apro bocca!» risponde con un sorriso.

Dove sei stato in vacanza?

A Formentera, Ibiza, Parigi e in Sudafrica (dove Alicia girava Tomb Raider, ndr): ho praticato il surf, una mia passione.

Un’altra è la velocità, giusto?

Amo le auto da corsa da quando avevo 3 anni. Negli ultimi weekend ho gareggiato alle Ferrari Challenge Series: in Canada sono arrivato terzo, mentre un’altra volta stavo per conquistare il secondo posto, ma sono andato a sbattere. Per fortuna non mi sono fatto niente.

Michael Fassbender e Alicia Vikander Credits: KIKA PRESS

Michael Fassbender e Alicia Vikander

Ti consideri spericolato?

Correre mi rilassa: mi piace il senso di libertà, per me è una forma di meditazione. Di recente, sul set di L’uomo di neve, in Norvegia, ho sciato per la prima volta. Sono un po’ in ritardo, lo ammetto!

Com’è andata?

Me la sono cavata: scendevo spedito, ma senza troppo stile (ride, ndr). Dopo i primi 3 giorni ho provato le piste rosse, mentre ho evitato le nere. Magari la prossima volta.

Avevi letto "L’uomo di neve"?

No, però conoscevo gli altri libri della serie che ha per protagonista Harry Hole. Mi piace lo stile di Nesbø: i personaggi sono complessi e le trame imprevedibili. Stavolta Harry deve vedersela con un serial killer che, quando uccide, “firma” con un pupazzo di neve.

Sei un fan dei polizeschi?

Serpico è uno dei miei film preferiti, ma da ragazzino andavo pazzo per Colombo e Magnum P.I.

Cosa ti affascina di Harry Hole?

Il fatto che non si tratti del solito tipo tutto d’un pezzo: è un uomo indurito dalla vita, che beve per dimenticare. E ha così tanti pensieri per la testa che, a volte, prefe- risce metterli a tacere.

Tu saresti un bravo detective?

Non credo, perché non sono intuitivo quando si tratta di capire che cosa pensano gli altri. In compenso tra un caso e l’altro mi troveresti sempre al bar a mangiare ciambelle.

E in quanto attore ti piace osservare gli altri?

Sì, fa parte del mestiere. Il problema è che oggi è più facile che siano gli altri a guardare me.

Com’è stato girare le scene in esterna a -20 gradi?

Tonificante. Il set di Macbeth in Scozia, tra vento e pioggia, era peggiore. Comunque preferisco vivere in altri climi.

Per questo adesso abiti a Lisbona?

Ho vissuto per 20 anni in Inghilterra e volevo cambiare aria. Questo è un periodo destabilizzante: la Brexit ha svelato un’altra faccia del Paese. Mi spaventano la xenofobia, l’innalzamento di muri tra le persone, il concetto del "noi e loro". In più, Lisbona è meno frenetica di Londra ed è vicina all’oceano: cosa che la rende perfetta per il surf.

Sei già andato ad ascoltare il fado?

No, ma dovrei farlo. Solo che è una musica struggente e io faccio volentieri a meno di quella malinconia.

È vero che volevi fare il musicista?

Sì, a 17 anni sognavo di suonare la chitarra in una band heavy metal. Avevo i capelli lunghi e mi atteggiavo a divo rock. Un giorno un amico venne a casa e si mise a suonare: in quel momento capii che non avevo alcun talento.

So che ti piace cantare, però.

Ogni tanto mi diverto con il karaoke, me la cavo con il falsetto (canticchia per qualche secondo, ndr). Forse è meglio che eviti, altrimenti rischio di ritrovare questa performance da qualche parte su Internet!

Hai un cavallo di battaglia?

Le canzoni di Frank Sinatra, che mi riescono bene perché sono una specie di baritono. Quando mi sento ambizioso, invece, scelgo Marvin Gaye e Rihanna.

Hai compiuto 40 anni. Come hai festeggiato?

Mia sorella ha organizzato un party a sorpresa nella mia città natale. Ma non è stata una vera sorpresa, visto che ha insistito perché non mancassi. C’era una cover band di hit anni ’80 e i musicisti avevano look così stravaganti che per un attimo ho pensato fossero spogliarellisti!

Hai detto di essere bravo a mentire alla stampa. Oggi hai mentito?

Forse. Ma che io lo faccia o meno dipende sempre dalle domande...

E magari anche quest’ultima risposta è una bugia, vero?

Probabilmente sì!

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