del

Muhammad Ali è morto, si spegne la leggenda della boxe

di Annarita Briganti

È morto a 74 anni Muhammad Ali, campione sul ring e nella vita. Tra i massimi sportivi di tutti i tempi, il campione del mondo di pugilato si è battuto per i diritti civili fino alla fine, con posizioni pacifiste rivoluzionarie. 

Un caffè con Donna Moderna

È morto a 74 anni Muhammad Ali, campione sul ring e nella vita. Tra i massimi sportivi di tutti i tempi, il campione del mondo di pugilato si è battuto per i diritti civili fino alla fine, con posizioni pacifiste rivoluzionarie. 

Muhammad Ali, la leggenda del pugilato mondiale, è morto a 74 anni in un ospedale di Phoenix, ma, come sanno tutti gli appassionati di sport, soffriva da 30 anni del morbo di Parkinson. Difficile dimenticare un uomo così imponente che, alle Olimpiadi di Atlanta di qualche anno fa, accendeva la torcia olimpica senza nascondere il suo tremolio, apparendo ancora più forte di quando, invincibile, metteva al tappeto tutti gli avversari.

È stato campione del mondo dei pesi massimi e campione olimpico a Roma nel '60.

Un “Rocky” buono, nato per essere un’icona. Si definiva lui stesso “negro”, come provocazione contro i razzisti. Si era convertito all’Islam, abbandonando il nome di Cassius Clay, con cui aveva vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma del 1960. Era determinato come pochi nel raggiungimento dei suoi obiettivi, con le provocazioni che fanno parte della disciplina sportiva che aveva scelto di praticare. Una per tutte: si rifiutò di partire per il Vietnam perché, diceva, non aveva niente contro quella popolazione.

Anche i più giovani possono rivederlo nel suo match più famoso, disponibile in rete, fonte di documentari, film, libri. A Kinshasa, nel 1974, in quella che è oggi la Repubblica Democratica del Congo, Ali batté il campione “bianco” George Foreman, che poi diventò suo amico, diventando il “liberatore” dell’Africa. Otto round che lo consegnarono alla Storia.

Il suo lascito più grande, valido per tutti, a qualsiasi età, è quello di inseguire i propri sogni, anche quando, come lui, si parte con pochi mezzi, ma con molto talento. Mohammad Aiì diceva sempre che un campione non dipende dagli allenamenti, ma dal cuore e dalla capacità di avere una visione. 

Un caffè con Donna Moderna

Un caffè con Donna Moderna