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Serena Williams è stata “vendicata” dalla sorella

di Anna da Re
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Venus Williams ha battuto in Cina la nostra Roberta Vinci, che a New York aveva infranto il sogno di Serena. Forse per Serena la sconfitta ora è meno amara? Chissà. Intanto resta chiusa nella sua villa, in depressione. E come non capirla?

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Venus Williams ha battuto in Cina la nostra Roberta Vinci, che a New York aveva infranto il sogno di Serena. Forse per Serena la sconfitta ora è meno amara? Chissà. Intanto resta chiusa nella sua villa, in depressione. E come non capirla?

Ora Serena ha detto al suo allenatore Patrick Mouratoglou che il 2015 è una stagione da dimenticare. Sembra avere perso la sua motivazione. Dopo la sconfitta agli US Open si è limitata ad una comparsa alla settimana della moda di New York dove veniva presentata la sua collezione. Niente dichiarazioni, niente social media, su cui di solito è molto attiva. Silenzio stampa. Silenzio interiore, necessario, probabilmente. Tornerà ad essere la grande Serena di prima?

Tornerà diversa, questo è sicuro. Una sconfitta così cocente e così clamorosa non può non trasformare chi la subisce. Perché se la vita di un campione, come ci racconta benissimo André Agassi nel suo libro Open, è fatta di molte sconfitte, oltre che di molte vittorie, non tutte le sconfitte sono uguali, e alcune sono proprio durissime da metabolizzare. E poi, a nostro modo, lo abbiamo provato anche noi. Sulle piccole sconfitte, quelle che sono quasi contrattempi, possiamo anche glissare e andare avanti come se nulla fosse. Ma quando perdiamo su un terreno importante, quando ci siamo preparati a lungo e con impegno, quando ce l’abbiamo messa tutta, e ciò nonostante siamo stati sconfitti, allora è davvero dura. Bisogna mettere da parte l’orgoglio e capire che cosa si è sbagliato. Bisogna analizzare la situazione senza indulgenza per se stessi. Bisogna capire.

Poi ci si può perdonare e si può ripartire, avendo approfondito che cosa ci fa male e che cosa ci fa bene, arricchiti da questa conoscenza e rafforzati dall’essere di nuovo pronti a combattere. Ci piace augurare tutto questo a Serena. Lasciandole il tempo che le è necessario, e aspettandola al ritorno, qualunque forma lei scelga di dare a questo ritorno.

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