Susan Sarandon compie 70 anni

Credits: Olycom
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di

Catia Donini

L'attrice Susan Sarandon il 4 ottobre festeggia 70 anni. Una carriera straordinaria, con più di 100 film. E una vita intensa, tra divorzi, figli e relazioni

Una filmografia che conta più di 100 film, una vita intensa in cui non ha rinunciato a nulla, l'orgoglio di essere arrivata ad essere una delle maggiori star di Hollywood nonostante la bellezza anticonvenzionale.

70 anni il 4 ottobre 2016, Susan Sarandon continua a lavorare moltissimo per il grande e il piccolo schermo, nonostante Hollywood non sia certo tenera con le attrici che hanno superato gli “anta” e non vogliono solo ruoli di nonna. Di sé lei dice con ironia: “Si pensa che si debba scegliere, a Hollywood, fra avere un cervello e avere un seno importante. Sarebbe bello poter avere entrambi, e comunque io credo che il mio decolleté sia sopravvalutato”.

Nata a New York nel 1946 come Susan Abigail Tomalin, prima di nove figli, da subito ha l'Italia tra i suoi riferimenti: la mamma, Leonora Maria Criscione, aveva radici ragusane, tanto che Susan ha ricevuto nel 2006 la cittadinanza onoraria di Ragusa. L'Italia torna spesso nella vita professionale e sentimentale della star americana, che negli anni Ottanta visse a lungo a Roma.

I due matrimoni, i 3 figli e l'ultima relazione

Il cognome “d'arte” lo deve al primo marito, l'attore Chris Sarandon, sposato poco più che ventenne nel 1967. E anche il primo ruolo: nel 1970 lo accompagna ad un provino per il film "Joe”: lei viene notata ed entra nel cast, lui no. Il divorzio arriva nel 1979, ma Susan manterrà per sempre il cognome. Ha relazioni con David Bowie, con un giovane Sean Penn e con il regista Louis Malle, che la dirige in alcuni film. Poi, durante un periodo trascorso in Italia per girare “Io e il Duce” (impersonava Edda Ciano Mussolini) incontra il regista Franco Amurri. Affetta da endometriosi, crede di non potere avere bambini e invece dalla storia con Amurri nel 1985 nasce Eva, che nel 2014 l'ha resa nonna.

Ma l'incontro sentimentale più importante è quello con l'attore, regista, musicista Tim Robbins, di 12 anni più giovane, conosciuto sul set di “Bull Durham”. I due restano insieme dal 1988 al 2009 e hanno due figli, Jack Henry (nato nel 1989) e Miles (nato nel 1992): danno notizia della separazione (un “divorzio” professionale oltre che personale) con un comunicato, alla fine del 2009.

Nel 2010 Susan si fidanza con Jonathan Bricklin, sceneggiatore di 32 anni più giovane, con cui apre a New York un “ping pong bar”. Si lasciano nel 2015, ma - visto che la Sarandon si definisce “una eterna romantica”- non è certo finita qui.

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    Credits: Mondadori Portfolio
    Nel 1975 Susan si fa notare definitivamente nel ruolo di Janet Weiss, grazie al cult-movie britannico “The Rocky Horror Picture Show”
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    Credits: Title: WITCHES OF EASTWICK, THE • Pers: CHER / NICHOLSON, JACK / SARANDON, SUSAN / PFEIFFER, MICHELLE • Year: 1987 • Dir: MILLER, GEORGE • Ref: WIT002AA • Credit: [ WARNER BROS / THE KOBAL COLLECTION ]
    Indimenticabile Susan in una delle Streghe di Eastwick (1987), con Jack Nichilson, Cher e Michelle Pfeiffer
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    Credits: Getty Images
    Nel 1996 arriva l'Oscar come migliore attrice per il ruolo di suor Helen in "Dead man walking"
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    Credits: Mondadori
    Con Sean Penn in "Dead man walking"
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    Credits: Mondadori
    Ancora con Sean Penn, che in "Dead man walking" interpreta Matthew Poncelet, bullo di periferia condannato a morte
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    Credits: Olycom
    Con Julia Roberts sul set di "Nemiche amiche" del 1997
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    Credits: Olycom
    Con Jane Fonda, Tim Robbins, Jesse Jackson e Sean Penn nella manifestazione contro la guerra in Iraq
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    Credits: Getty Images
    Con il marito Tim Robbins nel 2002
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    Credits: Olycom
    Con il marito Tim Robbins e i figli Eva Amurri, Miles e Jack Henry
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    Credits: Olycom
    Con Geena Davis nel film del 1991 Thelma and Louise
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    Credits: Olycom
    Con Geena Davis nel 2016

Gallery a cura di Samantha Pascotto

Il primo ruolo importante in "The Rocky horror picture show"

Il ruolo con cui si fa notare definitivamente nel 1975 è quello di Janet Weiss nel cult-movie britannico “The Rocky Horror Picture Show” di Jim Sharman, che la consacra.

Personaggio sensuale e stralunato nel bizzarro musical, sulle prime tipica ragazza perbene americana, qui canterà, e canterà cose che all'epoca scandalizzeranno i benpensanti («Non ero mai andata oltre il bacio, pensavo fosse inutile arrivare all'heavy petting e ora voglio fare la porca!»). Il film è al primo posto nella classifica dei migliori 50 cult movies stilata nel 2003 dalla rivista statunitense Entertainment Weekly. Nel 2011 al cinema Mexico di Milano si sono festeggiati i 30 anni consecutivi di proiezione.

Dopo questa esperienza canterà ancora nel 1999: con Eddie Vedder inciderà un duetto che è la canzone dei titoli di coda del film “Il prezzo della libertà”.

Il successo clamoroso di "Thelma & Louise"

Uno dei film più importanti della vastissima carriera di Susan Sarandon è “Thelma & Louise”, del 1991, diretto da Ridley Scott. Insieme a lei Geena Davis, Harvey Keitel e un quasi esordiente Brad Pitt.

Il film ha vinto un Oscar nel 1992 per la miglior sceneggiatura, scritta da Callie Khouri, la quale ha confessato di aver avuto in mente da subito la Sarandon per il ruolo dell'irrequieta cameriera quarantenne dell'Arkansas che cerca la libertà insieme all'amica.

La scena che conclude il road movie al femminile, con il volo sul precipizio, è entrata ormai nella storia del cinema. A 25 anni di distanza dall’uscita del film nelle sale, la Sarandon ha raccontato che il regista Scott non era convinto del finale scritto dalla Khouri e pensava di “salvare” Geena Davis: poi restò fedele allo script originale. Dice la Sarandon: “È stato davvero emozionante per noi. Abbiamo avuto 20 minuti per girarla, e avevamo intenzioni di dirci addio a vicenda. E così, siamo arrivate alla meta...”.

Per la loro interpretazione Geena e Susan hanno vinto, insieme, anche un David di Donatello.

L'Oscar e le candidature

Attrice apprezzatissima dalla critica e dai giurati dell'Academy, è candidata all'Oscar per il drammatico “Atlantic City” di Louis Malle (1980), in cui recita accanto a Michel Piccoli e Burt Lancaster, per “Thelma e Louise” di Ridley Scott (1991), per “L'olio di Lorenzo” (1992), diretto da George Miller, in cui si racconta la vera storia della famiglia Odone, impegnata a trovare una cura per la malattia del loro piccolo figlio Lorenzo, l'adrenoleucodistrofia.

Infine viene candidata per il ruolo di un'avvocatessa ne “Il cliente” (1995) di Joel Schumacher, tratto dal romanzo di John Grisham. Susan Sarandon ha anche una sua stella sulla Hall of Fame.

L'agognato Oscar arriva nel 1996: è premiata come migliore attrice per la sua interpretazione in “Dead Man Walking”. Diretta dal compagno Tim Robbins, impersona Suor Helen Prejean, personaggio realmente esistente e ancora vivo al momento della consegna delle statuette. Una grande responsabilità e una prova notevolissima, in cui Sarandon delinea il ritratto di un'assistente spirituale -suora laica cattolica- che accompagna alla pena capitale un condannato e si batte contro la pena di morte. Nel film il carcerato è, fra l'altro, l'ex fiamma Sean Penn. Con “Dead Man Walking” vince numerosi premi, fra cui un BAFTA e uno SAG Award. E' la seconda volta che un'attrice riceve un Oscar per il ruolo di una suora: la prima era stata Jennifer Jones in “Bernadette” nel 1943.

L'Oscar per “Dead Man Walking”, comunque, lo tiene in bagno!

L'impegno politico

La vita di Susan Sarandon è accompagnata dall'impegno politico: nel 1968 viene addirittura arrestata per avere preso parte ad una manifestazione contro la guerra in Vietnam. Schierata politicamente coi Democratici, pacifista ed ecologista, sostiene da sempre la battaglia per i diritti civili degli omosessuali. Nel 2010 è nominata ambasciatrice delle Nazioni Unite.

Associata a Amnesty International, Unicef e The Creative Coalition, in difesa delle minoranze etniche e dei più deboli, nel 1993 sale sul palco degli Oscar come presentatrice insieme al compagno Tim Robbins e denuncia la mancata assistenza sanitaria da parte del governo americano nei confronti di un gruppo di profughi haitiani malati di AIDS reclusi a Guantanamo. Per questo episodio del tutto fuori programma sarà bandita da qualsiasi cerimonia ufficiale, ma l'Academy dovrà “riaccoglierla” per la nomination ottenuta per il film “Il cliente” del 1994.

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