Via col vento: Melania compie 100 anni

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di

Chiara Moscardelli

L'attrice Olivia De Havilland compie 100 anni. Lei è l'unica sopravvissuta tra i protagonisti del kolossal Via col vento. Nei panni di Melania, fu la prima "gattamorta" del cinema. Rossella O'Hara la detestava. Ma forse l'odio è un elisir di lunga vita? È questa la teoria di una scrittrice molto ironica...

Dice Mami a Rossella in Via col vento:

Quello che giovanotti dire e quello che pensare essere due cose, e a me non parere che lui [Ashley] avere chiesto di sposarti!

Certo che Ashley non lo ha fatto. E non lo farà mai, per tutto il film, perché nonostante Rossella O’Hara sia bellissima, c’è Melania che è invincibile. Ed è invincibile perché è una gatta morta, e le gatte morte vincono. Sempre. La donna forte, indipendente, bella, non ha armi contro di lei.

E il 1° luglio 2016 la nostra Melania, al secolo Olivia de Havilland, prima gatta morta della storia del Cinema, compie 100 anni. Cento anni, capite?

Quella che nell’intramontabile film di Victor Fleming alla fine muore, e deve farlo per forza in quanto gatta morta, è l’unica a sopravvivere ai colleghi Clark Gable (Rhett), Vivien Leigh (Rossella O’Hara) e Leslie Howard (Ashley).

Una carriera costellata di successi, nonostante una sorella scomoda, anche lei attrice (Joan Fontaine, più gatta morta di lei) e culminata con 2 Oscar e 2 matrimoni.

Eppure noi la ricorderemo sempre nel ruolo di Melania in Via col Vento, colei che riusciva a strappare il cuore del povero e malinconico Ashley senza riconsegnarglielo più. Colei che con le sue debolezze riusciva a battere la forza e la determinazione della cugina Rossella, che nulla poteva di fronte alle languide richieste di Melania.

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    Olivia De Havilland nel 1971

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    Olivia De Havilland ai tempi di Via col vento

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    Olivia de Havilland nel 1958


Perché la vera gatta morta sa che per conquistare un uomo deve farlo sentire indispensabile.

Sa che deve tacere languidamente, invece di parlare. Melania, infatti, stava sempre zitta.

Sa che deve svenire, ogni tanto, e scandalizzarsi, molto. Se poi muore, come Melania, di una qualche malattia inutile, ancora meglio. Così il suo ricordo rimarrà vivido per sempre.

Sa che deve scappare invece di inseguire (senza prendere in considerazione la spaventosa eventualità che tormenta noi non gatte morte: e se scappo e nessuno mi insegue?). Rossella si sarebbe caricato Ashley sulle spalle pur di farlo suo.

Sa che non deve mai mettere in discussione il suo compagno. Anzi, tutto quello che lui dice è vangelo. Conosce il trucco numero uno, quello supremo:

Ogni tanto ditegli che è un genio, non lo saprà nessuno, rimarrà tra lui e voi.

Non si concede mai, e dico mai, al primo appuntamento. E neanche al secondo. E vi dirò: neanche al terzo. In questo Melania era imbattibile. Rossella, al contrario, era un po’ troppo di facili costumi. Una gatta morta non è mai di vedute aperte.

E per concludere, la gatta morta è perfetta in ogni circostanza, si ubriaca con un sorso di birra senza però mai essere scomposta e quando sorride durante una cena non ha mai, e dico mai, l’insalata tra i denti. A me invece è capitato di trascorrere un’intera serata a elargire grandi sorrisi per poi accorgermi, tornata a casa, che alcuni spinaci si erano incastonati così bene tra gli incisivi da farmi apparire sdentata.

Buon compleanno Melania. Sono certa che a te l’insalata non ha mai procurato questi problemi.



L'autrice di questo articolo, Chiara Moscardelli è romana, ma vive a Milano. Il suo romanzo di esordio, Volevo essere una gatta morta ( 2011), ha avuto un grande successo di pubblico e di critica, ed è appena stato ripubblicato da Giunti.


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