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A te piacciono gli uomini depilati?

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Te lo chiediamo perché devi proprio rassegnarti: adesso i maschi dalla "ceretta facile" e dal corpo rasatissimo fanno tendenza.Eccome. Prova a trovare traccia di peli superflui sui pettorali dei galletti in vacanza, dei calciatori più imitati, dei modelli delle sfilate...

Te lo chiediamo perché devi proprio rassegnarti: adesso i maschi dalla "ceretta facile" e dal corpo rasatissimo fanno tendenza.Eccome. Prova a trovare traccia di peli superflui sui pettorali dei galletti in vacanza, dei calciatori più imitati, dei modelli delle sfilate...

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In mezzo a tante notizie tendenziose ecco una folgorante certezza: le donne hanno smesso di detenere il primato del masochismo estetico. Infatti, anche i maschi in circolazione stanno cercando di farsi del male a dismisura, e non paghi di combattere allo stremo delle forze pance, calvizie e dati anagrafici evidenti, stanno sperimentando in massa il rito della ceretta, l’usanza sadica per antonomasia, il più bislacco pellegrinaggio nella mortificazione della carne da ripetere almeno una volta al mese. Anni di femminismo e di barricate non sono riusciti a convincere schiere di fanciulle che “ispido è bello”, mentre è bastato il flash di qualche testimonial famoso (glabro sul petto e depilato ad arte in reconditi anfratti del corpo) ad attrarre come il miele branchi di maschi pelosi della tipologia orso bruno, improvvisamente smaniosi di trasformarsi in teneri animaletti implumi.

Le ultime sfilate maschili pullulano di eterei modelli lisci come culetti di poppanti, morbidi e vellutati come cuccioli da accarezzare con voluttà, capaci di scatenare l’istinto materno delle signore bon ton in sala e di smuovere inconfessabili libido in gruppi di eterosessuali convinti (fino a prova contraria). Ma poiché gli aspetti apparentemente frivoli non sono mai da sottovalutare, sento cosa ne pensa del fenomeno epilazione maschia il massimo esperto di tendenze del momento: Alfonso Signorini, vicedirettore di Chi, beccato in missione di lavoro proprio in Costa Smeralda. «I calciatori sono i trend-setter dell’estate 2005. A Porto Cervo le spiagge sono intasate di attaccanti e difensori senza traccia di peli: le foto che ritraggono Christian Vieri nel gesto decisamente poco elegante di radersi sotto le ascelle faranno scuola, creeranno un sacco di nuovi adepti.

Vedo già orde di ragazzi inconsciamente fagocitati a copiare i loro miti, a sentirsi “in” perché si depilano. Io personalmente sono contrario a questa moda del glabro a oltranza, sono a favore del naturale, del contatto un po’ ruvido». Nessuna eccezione, nessuno sconto al neo depilatore provetto che seppellisce a badilate di cera il mito del buon selvaggio? «Solo nel caso di antiestetici pelacci sulle spalle e di sparuti ciuffi isolati sul petto è auspicabile uno strappo risolutorio» risponde Signorini. Ma siccome le risoluzioni definitive sono spesso delle fregature a tempo determinato, toccherà alle femmine consapevoli di controindicazioni avvisare i nuovi fan dello strappo a caldo dei pericoli insiti nel doloroso trattamento. Perché, nonostante le assicurazioni di scaltre estetiste, i peli ricrescono come e peggio di prima, storti e ruvidi, a chiazze o incarniti, rendendo impossibili incontri ravvicinati di qualunque tipo, figuriamoci quelli amorosi.

Certo, non tutto il male viene per nuocere: le coppie collaudate troveranno un motivo di gaudio nel vedere trasformati i noiosi, scontati amplessi in nuovi, elettrizzanti effetti speciali pungenti. Eppure, persiste in me il dubbio (politicamente scorretto) che le cure maniacali dell’aspetto fisico spalanchino le porte a un panorama sempre più narcisistico e gay, sempre meno villoso e galante, una terra desolata dove alle ragazze spaiate non resterà che chiudersi in convento, apprezzando le gioie della vita di clausura (la prima: smettere di depilarsi!). Ma qui la gentile Sofia Gnoli, storica della moda, mi tranquillizza:  «I confini tra il maschile e il femminile si sono sempre più assottigliati già a partire dagli anni Sessanta. E se adesso assistiamo a sfilate con modelli dai petti glabri e dalle barbette apparentemente incolte, in uno studiatissimo mix di contrasti, non possiamo dimenticare che nel 1700 gli uomini si truccavano e si mettevano le parrucche.

Eppure, questo è il secolo de Le relazioni pericolose di Pierre Choderlos de Laclos, dove le schermaglie tra i sessi raggiungono il loro apice». Sarà: però questi fanatici estetici, che passano ore in palestra a gonfiare i muscoli e a lucidare la pelle come un guanto di lusso, a perfezionare ogni dettaglio con maniacale ripetitività, parrebbero davvero poco interessati a qualsiasi forma di relazione che li distragga dal rapporto simbiotico con lo specchio. Ma forse sono di parte, ed è meglio mettermi da parte. Meglio chiedere il parere di un esperto, Costantino Vitagliano, il simbolo del glabro e fisicato, la dimostrazione che l’adorazione del corpo rende in termini di popolarità e di fatturato. La faccenda si rivela complicata: Costantino è di fretta e rilascia interviste “solo se concordate con il suo ufficio”. Dopo un tot di passaggi vengo a sapere che mi faranno sapere. Nessuno richiama. Amen. Vorrà dire che risolverò da sola l’enigma: forse per arrivare davvero alla radice di certe mode e di certi successi non bisogna guardare troppo il pelo nell’uovo.

LISCIO COME SETA

Amano il loro corpo al punto da spendere, per cerette, rasoi, creme depilatorie,  2.500 milioni di euro l’anno. E ora i machi italiani hanno anche i prodotti giusti studiati apposta per loro.

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