del

Aiuto! Arrivano le sfilate… e non ho niente da mettermi

Vota la ricetta!

C'è un tormentone, nella vita di noi donne, che gli uomini non capiranno mai e che ci vergognamo anche un po' a confessare, per paura di essere tacciate di essere vanesie e capricciose. È l'ansia che ci prende quando dobbiamo scegliere come vestirci in certe occasioni...

C'è un tormentone, nella vita di noi donne, che gli uomini non capiranno mai e che ci vergognamo anche un po' a confessare, per paura di essere tacciate di essere vanesie e capricciose. È l'ansia che ci prende quando dobbiamo scegliere come vestirci in certe occasioni...

Un caffè con Donna Moderna

C'è un tormentone, nella vita di noi donne, che gli uomini non capiranno mai e che ci vergognamo anche un po' a confessare, per paura di essere tacciate di essere vanesie e capricciose. È l'ansia che ci prende quando dobbiamo scegliere come vestirci in certe occasioni. Ansia forse è una parola grossa, diciamo insicurezza.

Nessun problema nella routine, sappiamo con certezza cosa indossare per andare in ufficio o accompagnare i figli a scuola. I dilemmi nascono se c'è una cena un po' più importante, un colloquio di lavoro, se devi andare a conoscere i suoi. Persino le vacanze ci creano mille dubbi. Secondo voi perché mariti e fidanzati riescono a partire con un minitrolley, mentre noi trasciniamo una valigia extralarge? Quando ci vedono spuntare con tutto il nostro bagaglio (perché oltre la valigia abbiamo uno zainetto e una borsa a mano) loro sbuffano e fanno del sarcasmo. Ma non sanno che per noi aprire l'armadio e cominciare a scegliere è stato un vero stress.

Si finisce per portare il doppio, e anche il triplo, di quello che ci serve mica perché prevediamo di cambiarci tre volte al giorno. È che, al momento, ti sembra davvero che non ti stia bene niente, le cose dell'anno scorso ti appaiono sciupate, vorresti sfruttare quel vestito che non hai ancora messo, ma devi portare anche qualcosa su cui fare affidamento, pensi che potresti macchiarti i pantaloni, perciò ne metti un paio di riserva, sai che starai comoda con le infradito basse, ma non si sa mai, magari c'è una serata elegante dove tutte avranno i tacchi...

Non è vanità, credetemi, è paura di sbagliare, di trovarci in difetto, insomma come dicevo è insicurezza. Ci piacerebbe fare come gli uomini: camicia, pantaloni, qualche T-shirt, una giacca e via. Il guardaroba dei maschi è piuttosto elementare, come del resto la loro psicologia. Ma noi siamo complicate di natura, cerchiamo nello specchio qualcosa di più di una conferma estetica, ci guardiamo con occhi spietati, ci vediamo con gli occhi degli altri, affidiamo a un vestito significati e obiettivi, a seconda che si voglia passare inosservate o al contrario farsi notare, che si tenda a esibire il proprio temperamento o al contrario mascherarlo, che si voglia esprimere il proprio stato d'animo o invece camuffarlo.

E diamo sempre molta, troppa importanza al giudizio degli altri! Il fatto, poi, che oggi il messaggio della moda  sia: creati il tuo stile, anche più di uno, a seconda di come ti senti, ci ha dato tanta libertà ma, ammettiamolo, ci ha anche scombussolato le idee e gli armadi. Se poi una è come me, cioè non butta via niente, si ritrova con pantaloni di tutte le fogge e di tutte le taglie, gonne lunghe sistematicamente esaminate e poi rimesse al loro posto, golfoni che, chissà, prima o poi torneranno di moda, capi un po' eccentrici comprati con allegria e mai messi perché ci si sente a disagio, magliette modaiole che costavano pochissimo ma che poi, indossate, non sembrano adatte all'età.

Ed è così, con questa confusione in testa, che mi accingo ad affrontare, per l'ennesima volta, il momento clou della moda: le sfilate. E per l'ennesima volta penso: aiuto! Non ho niente da mettermi. Per "niente" intendo quel capo che dovrebbe essere sobrio come piace a me, ma attualissimo, perché vado nel posto dove devi essere un po' trendy, comodo e ingualcibile, perché lo porterò per dieci ore, ma assolutamente non banale, simile alle cose che ho già, ma diverso quel tanto che riveli un'attenzione alle tendenze.

Oddio, e poi ci sono gli accessori! Lo so già che vedrò tutte con i tronchetti e che ci saranno già in circolazione le borse cult... e allora che fare? Ero tentata di andare in boutique e di affidarmi a Silvia, la mia commessa preferita, quella che conosce i miei desideri prima ancora che mi vengano ma che, con sincerità e discrezione, sa dire no a un capo che mi sta male. Poi mi sono fermata.Mai fare shopping con le idee confuse. Da Silvia andrò quando capirò se e cosa mi serve per l'inverno. E per le sfilate, onestamente non è vero che non ho niente da mettermi. Ho sempre i miei pantaloni neri, i miei golfini neri, le mie scarpe nere e comode. Dovremmo ricordarcelo: ognuna di noi ha quelle tre cose base che funzionano in ogni occasione, che ci fanno sentire semplicemente carine. E che soprattutto abbiamo scelto perché ci fanno sentire noi stesse.

Tutto il resto dovrebbe essere un gioco, solo un gioco, senza maledette ansie da perfezione: ci riusciremo? P.S. Leggete il dossier a pagina 121, la dice lunga su noi e i nostri vestiti.

Un caffè con Donna Moderna

Un caffè con Donna Moderna