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Alzi la mano chi non ha paura

di Lucia Cordero
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Pensavo a quella gente che, in quei maledettissimi secondi, aveva perso tutto, e allo stesso tempo riflettevo su come la nostra vita sia costellata dalla paura. Oggi più che mai...

Pensavo a quella gente che, in quei maledettissimi secondi, aveva perso tutto, e allo stesso tempo riflettevo su come la nostra vita sia costellata dalla paura. Oggi più che mai...

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Una scossa forte, fortissima. E quello che prima c'era, poi non c'è più. Mentre le immagini del terremoto dell'Aquila scorrevano davanti ai miei occhi, lasciandomi sgomenta, un senso di paura prendeva corpo anche dentro di me. Pensavo a quella gente che, in quei maledettissimi secondi, aveva perso tutto, e allo stesso tempo riflettevo su come la nostra vita sia costellata dalla paura. Oggi più che mai.

Perché questa instancabile compagna di viaggio segna il passo del nostro cammino, nelle grandi tragedie come nelle piccole, apparentemente banali cose di tutti i giorni. Uno stato d'animo che impariamo a conoscere fin da bambini. Quando, per esempio, la paura ha il volto del buio della notte che ci fa sentire soli, abbandonati. E chiediamo a chi ci ha messi al mondo di tenerci la mano, perché il sonno non ci porti via.

Da grandi la paura ci viene a trovare nelle prove, nelle insidie, negli inganni della vita che ci fanno traballare. Lì la paura cala il suo pocker d'assi. Paralizzandoci. Fa paura la paura quando, mettendoci nelle mani dell'altro, degli altri, ci allontana da noi stessi, da quello che siamo, da quello che desideriamo. I nostri sogni si perdono in quelli degli altri. E noi diventiamo sempre più fragili.

Che paura la paura, quando ci porta via chi amiamo, all'improvviso o dopo lunghe sofferenze. Lasciandoci smarriti, incapaci di guardare oltre. Di andare avanti.

Eppure anche la paura, della quale abbiamo così tanta paura, mostra il suo lato amico. Perché senza questo stato d'animo che viene da lontano, che è impresso nel nostro Dna, che ha preservato la nostra specie, noi non avremmo limiti. Non sapremmo fermarci. E quindi salvarci di fronte ai pericoli.

Senza la paura, saremmo incapaci di fare le scelte giuste per noi. Di prendere in mano la nostra vita. E di indirizzarla laddove deve andare. Solo gli stolti non ammettono mai di avere paura. I forti sì. Perché temendola, la rispettano. Ma soprattutto hanno il coraggio di parlarne a se stessi e agli altri.

E infatti la paura mostra ancora una volta il suo lato amico quando viene condivisa, trasformandosi in solidarietà. Un sentire comune che spinge ad aiutarsi, a prendersi per mano. Guardo le mie paure scorrermi davanti agli occhi. Alcune sono stanche di ripetersi, di danzare con i fantasmi del passato. Conoscendole le tengo a bada, quasi ci scherzo. Altre nuove mi insidiano. Mi attendono al varco.

Combatterle non serve. Accettarle sì.

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