Possiamo davvero essere (solo) buoni amici?

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Andrea Benedet

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Copywriter, giornalista e adoratore di gatti. Vorrebbe sette vite invece ha tre smartphone, zero...

«Insomma, un uomo e una donna non possono essere buoni amici?» mi chiede via Facebook Sara. «Certo», dice il buon senso. «No» dice Sara, che ha visto il proprio amico del cuore sparire tra le braccia di una fidanzata. Sei anni di splendido rapporto platonico finiti in un giorno. Perché?

Un nuovo studio inglese suggerisce una risposta: sarebbe tutta colpa del diverso modo di intendere l’amicizia per maschi e femmine. «Abbiamo visto chiaramente che le donne hanno rapporti più intensi e profondi» ha spiegato al quotidiano Telegraph il professor Robin Dunbar dell’Università di Oxford. «Per i maschi, invece, gli amici servono a fare cose insieme: andare allo stadio, bersi una birra…». Insomma, prima o poi, lei e lui si accorgono di volere cose diverse; e a quel punto il legame platonico finisce.

Io sospetto che il killer dell’amicizia uomo-donna sia un altro: la delusione che presto o tardi colpisce uno dei due, quando si scopre segretamente innamorato dell’altro. Accade spesso e il finale non è quasi mai quello di Harry ti presento Sally, il film in cui una relazione fraterna si trasforma in un grande amore. Altro che stadio e bevute: quando il cuore, in silenzio, batte forte, è dura sentirsi ripetere «siamo solo amici». Siamo solo amici è anche il titolo che lo scrittore Luca Bianchini ha scelto per il suo ultimo romanzo (Mondadori). Parla di amicizia e di amore, e di amore tra amici. E comincia con una massima per gli amici delusi come Sara: «Quando amiamo veramente una persona, la nostra più grande paura è che smetta di amarci; ciò che invece dovrebbe terrorizzarci è che non smetteremo di amarla».

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