App per spiare gli smartphone dei figli: sono illegali

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di

Lorenza Pleuteri

In rete si trovano app che consentono di tenere sotto controllo il cellulare dei propri figli. Due esperti spiegano perché con la "sorveglianza" stretta si rischia di cadere nell'illegalità

Dove finisce il dovere di vigilanza di un genitore e dove comincia il diritto alla privacy di un figlio adolescente? È lecito e opportuno, in nome della sicurezza e della tranquillità, "spiare" clandestinamente cellulari e computer dei propri ragazzi, utilizzando una delle tante app offerte dal mercato?

App "spia" in libera vendita online
In rete si trovano app con cui è possibile "spiare" il cellulare dei propri figli. Cataloghi di prodotti a pagamento e gratuiti reperibili online da madri e padri apprensivi o diffidenti.

Controlli legittimi o reati?
Ma si rischia di cadere nell'illegalità. È reato, recita il codice penale, "installare apparati, strumenti, parti di apparati o di strumenti al fine di intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche tra altre persone". Lo è anche accedere di nascosto ai sistemi informatici e violare qualsiasi forma di corrispondenza, tradizionale e no. Il domicilio informatico è sacro. Non solo. Sono abusive, e quindi perseguibili penalmente, le acquisizioni di "metadati", cioè elenchi di numeri telefonici chiamati, coordinate che localizzano la posizione e gli spostamenti di un cellulare e di chi lo tiene in mano…

Non ci sono giustificazioni che tengano, nemmeno l'età e l'agire a fin di bene, come ha evidenziato la Cassazione in una sentenza-faro del 2014. Un adolescente messo sotto sorveglianza potrebbe arrivare a querelare mamma e papà detective. Oppure la questione, come è già successo, potrebbe emergere nell'ambito di una causa di separazione o divorzio.

Occorre il consenso
Spiega l'avvocato torinese Carlo Blengino, specializzato in Diritto delle nuove tecnologie: "Se il figlio acconsente all'installazione di una app di questo tipo, l'uso è legale. Però se l'utilizzatore del cellulare monitorato non ha dato il consenso, maggiorenne o minorenne che sia, la sorveglianza tecnologica è illegale, anche se resta all'interno della famiglia".

Perché? "Prevale la tutela della dignità della persona, che prescinde dall'età e dal rapporto tra chi controlla e chi è controllato. C'è il diritto alla privacy, che passa anche dalla protezione della libertà e della riservatezza di tutte le forme di corrispondenza. Certo - concede - poi un conto è spiare il telefonino di un figlio sedicenne, un conto è monitorare lo smartphone di un bambino di nove o dieci anni". Blengino evidenzia anche un paradosso: "Proprio chi dovrebbe tutelare i diritti di un figlio, cioè un genitore, finisce per essere colui che li viola".

Opportunità e efficacia delle app di monitoraggio
Il professor Giovanni Ziccardi, docente di Informatica giuridica all'Università degli studi di Milano, aggiunge: "Sono due gli aspetti di cui tenere conto. Oltre che sul diritto al rispetto della privacy e della segretezza della corrispondenza e delle attività del minore, bisogna ragionare sull'opportunità e sull'efficacia di queste app. Se il genitore contesta immediatamente una cosa che ha appreso, spiando il cellulare, il gioco è scoperto. Il figlio capisce di essere sorvegliato. Salta tutto il sistema di controllo. Oppure il ragazzino si compra un'altra scheda e un altro smartphone. O ancora, se è abbastanza sveglio, immediatamente cerca in rete gli strumenti per aggirare questi sistemi di sorveglianza o per ingannare i genitori, ad esempio trasmettendo falsi tracciati Gps per nascondere i reali spostamenti".

Meglio il dialogo con i figli
Da un punto di vista educativo - continua Ziccardi - è infinitamente meglio attivare un dialogo con i minori sulle tecnologie, spiegare loro i rischi, le frodi più comuni, i possibili furti di identità, i falsi contatti, domandare le password o i pin di accesso senza però controllarli sistematicamente, perché l'attività di controllo può diventare un'ossessione per il controllore. Insomma - conclude il professore -, conviene lasciare una certa libertà di utilizzo di cellulari e computer, ma facendo percepire una possibilità di controllo". Poi, in teoria, un ragazzino spiato può arrivare a querelare i genitori.

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