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Appello contro la violenza alle donne

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Il 25 novembre è un giorno speciale. Triste ma speciale. È la giornata internazionale contro la violenza alle donne: non facciamo che sia un appuntamento retorico. Aderisci all'appello di Donna Moderna

Il 25 novembre è un giorno speciale. Triste ma speciale. È la giornata internazionale contro la violenza alle donne: non facciamo che sia un appuntamento retorico. Aderisci all'appello di Donna Moderna

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Il 25 novembre è un giorno speciale. Triste ma speciale. È la giornata internazionale contro la violenza alle donne: non facciamo che sia un appuntamento retorico. È il momento di voltare pagina, di cancellare la vergogna di mogli, fidanzate, ragazze picchiate, umiliate, annullate nella loro dignità.

Parta da qui, da questo giorno, una grande battaglia di civiltà.

Non è possibile che in un Paese come il nostro sette milioni di donne, come ci ha rivelato un drammatico studio dell'Istat, abbiano subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita.

Non è possibile che 2 milioni siano state vittime di violenza domestica, che cento di loro ogni anno vengano ammazzate dal marito o dal convivente, come ultimo atto di un'escalation di prepotenza e aggressività.

Non è possibile che ben il 93 per cento delle vittime preferisca tacere il sopruso subito, per paura e mancanza d'aiuto.

Non è possibile che tutto questo avvenga nell'indifferenza collettiva.

Chiediamo che:

 

in tutte le città con più di 20 mila abitanti ci sia un centro antiviolenza a cui rivolgersi e case protette per sottrarsi ai persecutori, mariti o sconosciuti che siano. Oggi i centri sono solo 100 e le case protette 40. Non avere un riparo, un sostegno psicologico e legale, vuol dire per molte finire sulle pagine di cronaca nera. Uccise a calci e pugni.

le donne che abbandonano la casa coniugale per sottrarsi al proprio aguzzino, con o senza figli, siano aiutate a reinserirsi nella società, con sostegni economici e l'avvio al lavoro. Chi fugge dalla violenza, deve ricostruire la propria vita da zero.

venga approvato subito il piano nazionale antiviolenza, tante volte raccomandato dall'Unione europea. Un piano che coordini le forze dell'ordine, i servizi sociali, medici e infermieri dei Pronto soccorsi, che insegni loro a riconoscere i segni della violenza sui corpi di chi ha paura di denunciare: le donne non vanno lasciate sole soprattutto quando sono terrorizzate e deboli.

i servizi sociali intervengano immediatamente quando viene sporta una denuncia o fatta una segnalazione: non deve accadere più che un uomo molesti e perseguiti la sua vittima, senza che nessuno glielo impedisca.

lo stalking diventi reato, il persecutore sia messo immediatamente in condizione di non nuocere. Il Parlamento deve approvare d'urgenza il disegno di legge del Governo contro i molestatori, ora all'esame della Commissione Giustizia della Camera.

si pubblicizzi in ogni forma e modo, in televisione, al cinema,sui giornali, con affissioni, il numero verde nazionale anti-violenza, 1522, che mette la donna in contatto con i centri dove può trovare aiuto. Dall'8 marzo 2006 al 27 dicembre 2007, il numero verde, ha già raccolto 22 mila richieste.

le scuole adottino, a partire dai banchi delle elementari, un'educazione sessuale che insegni ai ragazzi il rispetto dell'altro, la bellezza dell'amore quando non è sopraffazione.

i Comuni realizzino subito quei provvedimenti concreti (parcheggi protetti, vagoni dei treni e delle metropolitane riservati alle donne, illuminazione delle zone a rischio, taxi rosa etc) che consentano alle donne di uscire senza essere violentate o brutalizzate.

Non lasciamo passare questo giorno come tanti altri. Per una volta alziamo davvero la voce, e chiediamo al Governo, al Parlamento, ai Comuni gesti concreti contro la violenza di genere, per la civiltà. Vi invitiamo a sottoscrivere questo documento, che verrà consegnato al ministro delle Pari Opportunità

ESPRIMETE LA VOSTRA ADESIONE QUI SOTTO

scrivendo un commento e indicando il vostro nome e la città di provenienza.

Grazie

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