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Astrosamantha, la donna dei record nello spazio

di Cristina Bellon
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Samantha Cristoforetti ha vinto il premio speciale Nastri d’Argento 2016, come protagonista del documentario “Astrosamantha – la donna dei record nello spazio”

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Samantha Cristoforetti ha vinto il premio speciale Nastri d’Argento 2016, come protagonista del documentario “Astrosamantha – la donna dei record nello spazio”

Samantha Cristoforetti - Astronauta ESA, capitano pilota dell’Aereonautica Miliare, assegnata alla missione Futura dell’ASI - ha vinto il premio speciale Nastri d’Argento 2016, come protagonista del documentario “Astrosamantha – la donna dei record nello spazio”. Samantha è stata premiata durante la cerimonia del 25 febbraio alla Casa del cinema di Roma per “il suo altissimo contributo alla capacità di divulgazione e comunicazione dei valori”.

Con la voce di Giancarlo Giannini, il documentario narra l’avventura spaziale della prima donna italiana tra le stelle. Sarà sugli schermi dei cinema l’1 e il 2 marzo e, dal 3 marzo, nelle scuole. Produzione, sceneggiatura e regia hanno la firma di Gianluca Ceresola, che con il suo team ha seguito l’astronauta dall’addestramento, al lancio e al soggiorno in orbita, sino al ritorno sulla Terra. L’abbiamo intervistato.

 

Da dove è nata l’idea?

Ho ideato il progetto quando ho saputo che la prima donna italiana avrebbe volato sulla Stazione Spaziale. Nessuno aveva mai fatto un film su un’astronauta. Sono contento di essere stato il primo, sia dal punto di vista storico, perché non ci saranno altre prime italiane nello spazio, sia dei luoghi che abbiamo ripreso.

 

Come è stato lavorare con Samantha?

E’ riservata: divide la vita privata dall’ambito lavorativo e da quello sociale. E’ una persona fantastica e riesce a spiegare gli argomenti più complessi con semplicità. Lavorare con lei è stato bello, divertente e istruttivo. E’ nata una certa complicità tra di noi. Dopo tre anni, mi considero un amico.

 

Dove sono state girate le riprese?

Alla Città delle Stelle di Mosca, al Johnson Space Center di Houston e al Centro astronautico europeo di Colonia, in Germania. E’ stato meraviglioso! Ho visto luoghi inaccessibili al pubblico e ho potuto riprenderli.

 

Come avete fatto a registrare sulla stazione spaziale?

Samantha ha fatto le riprese con la sua telecamera. E’ stata la prima camerawoman nello spazio. Ci ha dato una grossa mano, non solo come protagonista, ma anche come tecnico del film.

 

Quali sono state le difficoltà?

Faceva molto freddo. In Kazakistan, dove c’è la base di lancio, c’erano -25 gradi. Le batterie delle telecamere duravano solo 35 secondi! Abbiamo avuto problemi anche dal punto di vista tecnico, però questo l’avevamo messo in conto. Alla fine abbiamo realizzato un’opera di cui siamo tutti soddisfatti.

 

Qual è l’obiettivo di questo film?

Ho cercato di far capire come vive un astronauta (come dorme, come mangia, come va in bagno, il rigore che deve osservare, a cosa pensa). Sono sempre alla ricerca di cose originali che possano trasmettere emozioni… le emozioni che ha provato Samantha, che abbiamo provato noi tutti assistendo alla sua partenza nello spazio. Spero di esserci riuscito.

 

Sì, ci è riuscito. Nessuno di noi potrà rimanere indifferente. Come diceva Gagarin: “Ci si può preparare alla fatica e alle difficoltà tecniche, ma ci si può preparare alla meraviglia?”

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