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Baby accattoni: perché nessuno li aiuta?

di Stefano Cardini
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Ci fermano agli incroci, ci tendono la mano in metropolitana. Sono bambini, e sono tanti in tutte le città. Sempre loro, sempre negli stessi posti. Eppure sembra impossibile toglierli dalla strada. I motivi? Li abbiamo chiesti agli esperti

Ci fermano agli incroci, ci tendono la mano in metropolitana. Sono bambini, e sono tanti in tutte le città. Sempre loro, sempre negli stessi posti. Eppure sembra impossibile toglierli dalla strada. I motivi? Li abbiamo chiesti agli esperti

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Milano, 7 agosto, mercato di viale Papiniano. Una ragazza chiede l'elemosina tra le bancarelle. Ha un bimbo in grembo, semiaddormentato. All'improvviso, tra la gente, scatta la protesta. "Come si può tenere un bambino così?" gridano. Qualcuno tenta di parlare con la ragazza. Lei non risponde. Altri telefonano al 113. Ma prima che la polizia arrivi la giovane donna va via.

In estate la piaga dell'accattonaggio sembra dilagare nelle nostre strade. E ha quasi sempre i bambini tra i protagonisti. Tendono la mano ai semafori, nei vagoni della metropolitana, ai tavolini dei bar. Per la maggior parte sono rom di nazionalità rumena.

Nessuno sa quanti esattamente. Ma soltanto a Roma se ne stimano 300. Lo scorso 26 luglio, a Milano, sono stati fotografati a decine scendere dai camper dei loro sfruttatori per battere i locali sui Navigli. A portarli sono le famiglie. E bande al soldo del racket della tratta dei minori.

L'accattonaggio è anche un problema d'ordine pubblico. Quando non si accontentano dell'elemosina, i più grandi passano al borseggio. La polizia sembra impotente. Un piccolo scippatore è stato fermato dalla polizia milanese 16 volte! E sempre è tornato libero.

Viene da chiedersi se stiamo davvero facendo qualcosa per cancellare questa vergogna. Per capirlo, abbiamo parlato con chi ogni giorno lotta per togliere i baby accattoni dalla strada. Ecco le risposte.

Il lavoro minorile in Italia è vietato. Perché allora la polizia non ferma i baby accattoni?

"Quando vedono dei bambini mendicare, le nostre volanti avvicinano gli adulti che si trovano con loro e li segnalano all'autorità giudiziaria per ulteriori approfondimenti" dice Angela Ceccarelli, ispettore capo della divisione anticrimine dell'Ufficio minori della questura di Milano. "Chi costringe un bambino all'accattonaggio è punito con la detenzione da tre mesi a un anno. Ma per lui non è previsto l'arresto. Le cose stanno diversamente se i bambini sono schiavi, vittime del racket dei minori: l'arresto è immediato e le pene vanno da 8 a 20 anni. Nella maggior parte dei casi, però, i piccoli sono istruiti a mendicare dalle famiglie, sempre molto povere. Non li si può quindi considerare schiavi. Più che un problema d'ordine pubblico, sono un problema sociale".

Un genitore che chiede l'elemosina a un incrocio trafficato con un bambino può essere accusato di maltrattamento?

Spiega l'ispettore Angela Ceccarelli: "Un padre che picchia i figli perché non vogliono mendicare, se colto in flagrante, può essere immediatamente arrestato. E così una madre che per ore chiede la carità con un neonato in grembo a picco sotto il sole. Ma in tutti gli altri casi, e sono la maggior parte, non ci sono gli estremi del maltrattamento".

I baby accattoni sono in genere figli di immigrati. Perché una volta scoperti non li allontaniamo dall'Italia?

"La maggior parte dei genitori di questi bambini sono rom di nazionalità rumena, cittadini dell'Unione europea" spiega Cristina De Luca, sottosegretario al ministero della Solidarietà sociale. "Quindi, non hanno l'obbligo di un domicilio e di un lavoro stabile come gli extracomunitari, perché non serve loro il permesso di soggiorno per venire in Italia".

Perché non si obbligano i genitori di questi bambini a mandarli a scuola anziché a mendicare?

"L'obbligo c'è. Ma non è facile farlo rispettare. La maggior parte dei genitori di questi bambini sono stranieri e praticamente analfabeti. E temono che la scuola allontani i figli dalla loro cultura" spiega Renata Paolucci, segretaria nazionale dell'Opera Nomadi, che ha sedi in tutta Italia. "Ma nei campi nomadi dove, d'accordo con i rom, organizziamo l'accompagnamento quotidiano da parte degli operatori sociali dei bambini a scuola, l'evasione scolastica cala del 90 per cento e i bambini sono tolti alla strada. Accade ancora in pochi campi, purtroppo".

Se i bambini vengono addestrati a mendicare dai genitori, non potremmo toglierli alle famiglie?

"Accade, ma soltanto nei casi più gravi, quando l'integrità fisica, psichica o morale del bambino è in pericolo. Ma in genere non è così" spiega Simonetta Matone, sostituto procuratore del Tribunale dei minori di Roma. "Questi bambini sono molto affezionati ai genitori. Per loro mendicare è solo un modo per aiutare la famiglia a tirare avanti, quasi una tradizione all'interno della loro cultura".

Molti ragazzi che chiedono l'elemosina sono baby borseggiatori. Perché la polizia, dopo averli catturati, li rilascia?

"Non vengono rilasciati: scappano!" dice il sostituto procuratore Simonetta Matone. "Se hanno meno di 14 anni per legge non sono imputabili e non possono essere messi in carcere. Il giudice del tribunale dei minori può solamente affidarli a una comunità d'accoglienza o a una casa famiglia, dalla quale riescono a fuggire dopo pochi giorni. Impedirglielo, sarebbe trasformare la casa famiglia di fatto in un carcere. E oggi la legge non lo prevede".

Ma un baby accattone è destinato a diventare un delinquente da grande?

"No, se si interviene prima che la vita in strada porti questi bambini sulla via della prostituzione o del furto" spiega Monica Lanzillotto, coordinatrice del Centro di contrasto alla mendicità infantile di Roma. "Da noi, quando un bambino viene segnalato, viene convocata la famiglia e insieme ai servizi sociali li si aiuta a trovare una casa stabile, un lavoro e a inserire i figli a scuola. È un metodo che dà risultati. Ma richiede che una città abbia campi nomadi attrezzati, nei quali poter mantenere un contatto stabile con le famiglie. I campi legali, invece, sono pochi, per l'opposizione di molte amministrazioni e popolazioni. E il proliferare di insediamenti abusivi rende difficile salvare dalla strada i piccoli accattoni".

Che cosa possiamo fare noi per aiutare un bambino che chiede la carità?

"Una segnalazione al 112 o al 113 è sufficiente a fare intervenire, dopo le forze dell'ordine, gli uffici dei Comuni che si occupano della tutela dei minori" dice Monica Lanzillotto. "A Roma il nostro centro ha anche un numero speciale contro l'accattonaggio dei bambini: è lo 06.61532567 ed è attivo tutti i giorni dalle 9 alle 18".

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