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Un modo bello per parlare con i bambini delle brutte notizie

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Le mamme (soprattutto quelle iperprotettive) cercano di nascondere ai figli le brutte notizie, dagli incidenti aerei alle guerre. Eppure, come consiglia uno psicologo, bisogna parlarne. Con le parole giuste

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Le mamme (soprattutto quelle iperprotettive) cercano di nascondere ai figli le brutte notizie, dagli incidenti aerei alle guerre. Eppure, come consiglia uno psicologo, bisogna parlarne. Con le parole giuste

In tante, che lo ammettiamo o no, spesso o solo qualche volta siamo mamme iperprotettive. Qui voglio condividere consigli che uno psicoterapeuta mi ha dato e che spero siano utili anche a voi.
Prima chiarisco la variante di iperprotettività che sto sviluppando: quella dell’occultatrice di brutte notizie, siano guerre o incidenti aerei, le stesse news che, per mestiere, mi trovo invece a divulgare.

Mio figlio, 12 anni, ha paura di andare in aereo. E in una manciata di giorni ci sono stati tre tragedie nei cieli: in Ucraina, a Taiwan, in Mali. Ormai non c’è punto dell’atlante geografico ed emotivo che regga, soprattutto tenuto conto che tra una settimana io e famiglia saliamo su un volo diretto a Taiwan.
La mia iperprotettività ha subito un bello smacco rispetto al disastro che ha coinvolto il volo MH370 della Malaysian airlines: mio figlio allora se ne stava in colonia in Valtellina senza cellulare o altro diabolico mezzo di trasmissione di notizie. Ero placidamente convinta che si fosse risparmiato tante cronache su quel volo, quel missile, quei frammenti di vite e di sogni sparpagliati in campi di girasoli insanguinati…

Sceso dai monti e salito in auto, Lieto però mi dice: «Mamma, hai sentito dell’aereo colpito da un missile? In colonia con me c’era un ragazzo kazako che aveva l’iPad e ci teneva aggiornati su cosa scrivevano i giornali russi». Insomma, lui aveva accesso anche fonti in cirillico che la madre giornalista ignorava.
Per affrontare Taiwan e capire come approcciare questi temi mi è stato utile parlarne con Luca Giacci, medico,  psicoterapeuta e practitioner di EMDR (un metodo psicoterapico per affrontare problemi legati ad eventi traumatici ed esperienze più comuni ma emotivamente stressanti).

Distillo qui pillole della sua professionale saggezza e, nonostante l’argomento, di speranza.

1. Oscurare le cattive notizie, le tragedie anche lontane ma che in qualche modo ci toccano, significa collocare il proprio figlio in un vuoto, negandogli sia il quadro di ciò che ci circonda sia gli strumenti per evitare o ridurre i pericoli.

2. I bambini sono delle spugne, percepiscono molto più di quanto immaginiamo e non è giusto tenerli in un limbo che è doloroso. Molto meglio parlare. Soprattutto, dire la verità.

3. Dire la verità significa che anche noi adulti dobbiamo accogliere le nostre angosce e farlo a braccia aperte. «Sto soffrendo, ho paura»: queste parole, cariche non di ansia ma di sincerità, vanno condivise con i bambini. Diventano un "permesso emozionale": persino noi grandi possiamo permetterci di avere paura e di evocarla. È una concessione, liberatoria, che ci facciamo e che ci avvicina ai piccoli.

4. Nascondere le cose inquietanti, invece, rischia di creare una barriera che mozza la possibilità di vivere ed esprimersi in modo spontaneo.

Con questo “permesso emozionale” in tasca, anzi nel cuore, comincio a preparare i bagagli. Nel blocco per gli appunti di viaggio inserisco una poesia che lo stesso Giacci ha incrociato in un libro poco prima del nostro colloquio.  È tratta da Il Profeta del celebre poeta libanese Kahlil Gibran e sembra proprio tarata  per noi mamme iperprotettive. Eccone alcuni versi nella traduzione di Piera Oppezzo e Nicola Crocetti per gli Oscar Mondadori:

I vostri figli non sono figli vostri...

Sono i figli e le figlie della sete che la vita ha di se stessa.....

E benchè vivano con voi non vi appartengono...

Potete donar loro l' amore ma non i vostri pensieri,

Essi hanno i propri pensieri

Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccati in avanti...

 

E voi come parlate delle brutte notizie con i vostri figli?

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