del

Buon Natale

di Cipriana Dall’Orto
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Mai come quest'anno, care lettrici, l'augurio di Buon Natale che rivolgo a voi e ai vostri cari, al nostro Paese e al mondo intero, non ha niente di rituale e scontato: è un augurio sincero, carico della speranza che si torni a sorridere...

Mai come quest'anno, care lettrici, l'augurio di Buon Natale che rivolgo a voi e ai vostri cari, al nostro Paese e al mondo intero, non ha niente di rituale e scontato: è un augurio sincero, carico della speranza che si torni a sorridere...

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Mai come quest'anno, care lettrici, l'augurio di Buon Natale che rivolgo a voi e ai vostri cari, al nostro Paese e al mondo intero, non ha niente di rituale e scontato: è un augurio sincero, carico della speranza che si torni a sorridere. Anche stamattina, leggendo i quotidiani, sono stata assalita dalle cattive notizie, bufere di ogni genere, politiche, climatiche, sociali. Paradossalmente, le uniche parole positive sono scritte negli annunci pubblicitari, dove trovo frasi carine come "un luminoso augurio di fascino", "già fatto!", "alcune piccole cose sono magiche".

Certo, si parla di profumi e rate per la macchina, per dirla in maniera soft sono consigli per gli acquisti, comunque sia spiccano in mezzo a un inferno di titoli come "Amianto-killer, 42 morti", "Dal governo solo idee assurde", "Crisi Fiat", "Allarme maltempo, un disperso a Roma" ...e mi fermo qui.

Che devono fare i giornali, mentire? Ma no. Chi non deve più mentire e truffare, chi deve tirarsi su le maniche alle ascelle, chi ha il dovere di impiegare le proprie energie non per litigare con gli avversari e persino con gli alleati, ma per risollevare davvero le sorti del Paese, è chiunque abbia un ruolo di potere politico o economico. A loro spetta il compito, difficile ma necessario, di rimettere l'Italia e gli italiani all'onore del mondo.

Condivido quello che scrive Antonio Caprarica nel suo ultimo libro Gli italiani la sanno lunga, o no?: «L'Italia non è, e non può essere, un Paese grande nel mondo dei giganti, ma resta titolare di un brand, di un marchio, che vuol dire stile, cultura, soprattutto un certo modo di godere ed esaltare la vita. Il rovescio della medaglia purtroppo lo sperimentiamo ogni giorno, e quotidianamente motiva le nostre imprecazioni: è l'assenza di istituzioni statali credibili (ma non dei loro pesanti fardelli burocratici) che rappresenta il nostro maggiore handicap...».

Stile, cultura, un certo modo di godere la vita: se mi guardo attorno io le vedo queste qualità. Abbiamo i migliori stilisti, designer e architetti del mondo, la nostra deprecata scuola dà delle basi che in altri Paesi si sognano (e ve lo dico per esperienza diretta, mia figlia ha fatto un anno di liceo in America: non c'era confronto!), ci piace cantare, ballare, ci piacciono il buon cibo e il buon vino, siamo titolari della dieta mediterranea, la più sana di tutte, abbiamo paesaggi da mozzare il fiato, grandi gioielli come il Colosseo e la fontana di Trevi e mille piccoli gioielli, paesini sparsi in Toscana, Umbria, Liguria, Sicilia, abbiamo il mare più bello, quello della Sardegna, montagne varie e spettacolari, dal Monte Bianco alle Dolomiti, abbiamo fantasia e un grande cuore materno.

Sì, un grande cuore materno: il nostro mammismo, così ridicolizzato, io lo difendo. Perché non vuol dire solo tenere i figli sotto l'ala e non farli crescere, vuol dire calore, un piatto caldo sempre, una generosità gratuita, che non appartiene solo alle donne, ma fa parte del nostro Dna. Siamo un intero popolo materno, accogliente, preoccupato della sorte degli altri, pronto a farsi in quattro nei momenti di emergenza.

Allora, vogliamo smetterla di autodenigrarci (cito ancora Caprarica) e godercele queste qualità? A Natale, festa che celebriamo tutti, credenti e non, lasciamoci andare a sorridere, a mangiare con gusto, a ritrovare il piacere della famiglia riunita, con i suoi aneddoti mai ripetuti abbastanza, con i bambini felici dei regali (magari non enormi, riabituiamoli alla gioia delle piccole sorprese), con i vecchi che forse non si ricordano se hanno già mangiato l'antipasto o no, ma sanno fare affreschi meravigliosi del passato. Signor Berlusconi, signora Gelmini, signor Veltroni, signor Di Pietro, mettetevi una mano sulla coscienza: trovate la strada per dare valore alla nostra voglia vivere. E una parola speciale al signor Brunetta: lei è molto intelligente, non può non sapere che l'uguaglianza delle donne non passa dal farle lavorare di più, perché lavorano già di più. In confronto  a noi donne, voi uomini fate il part time.

Be', è giunta l'ora di un giro per i regali: bene, questa è l'occasione di smetterla con gli sprechi, con acquisti perfettamente inutili. È il momento di usare la fantasia. E di augurarci, con il cuore, un vero Buon Natale.

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