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I buoni propositi degli italiani per il 2016

di Oscar Puntel
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Non prendersela tanto ed essere più pazienti. Ma anche fare sport e mollare i social network. Sono i buoni propositi che gli italiani vorrebbero seguire per il 2016, secondo la società di ricerca Human Highway per QVC. E i vostri, quali sono?

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Non prendersela tanto ed essere più pazienti. Ma anche fare sport e mollare i social network. Sono i buoni propositi che gli italiani vorrebbero seguire per il 2016, secondo la società di ricerca Human Highway per QVC. E i vostri, quali sono?

Al primo posto: “Non voglio più prendermela per certe cose”

Un cambio di atteggiamento verso i piccoli problemi che affollano la nostra quotidianità. Gli italiani lo cercano e lo vogliono per il 2016. E infatti “Non voler prendersela più per certe corse, ma lasciar correre” è il primo proposito per il nuovo anno, scelto dal 35,6% di un campione di mille intervistati. Che per il 30,45%, rispondono che vorrebbero anche: “Essere più paziente con chi mi sta vicino”.

Al secondo posto: essere più determinato

I propositi indicati per il nuovo anno indicano anche che le persone pensano molto di più a se stesse e alle proprie esigenze personali, piuttosto che al loro vivere in un contesto familiare o sociale, di interazione. In questa classifica delle intenzioni, al secondo posto troviamo “Essere più determinato nel perseguire i miei obiettivi”, scelto dal 32,8% delle persone. E più l'età si abbassa, più questo proposito viene selezionato. Spiega la psicologa: “Prendersi cura di sé ed essere se stessi è una condizione fondamentale per costruire rapporti autentici con gli altri: significa aumentare la propria autostima, fa sentire a proprio agio a prescindere dalle diverse situazioni. Insomma, nutrire la propria persona aiuta ad avere più fiducia in se stessi e a influenzare positivamente la propria vita, il modo in cui ci comportiamo nel mondo lavorativo, familiare e sociale”.

Al terzo posto: avere più pazienza

Passar sopra  a certe cose significa anche avere più pazienza. “La pazienza è una grande risorsa che ci permette di "valutare" se valga la pena a volte restarci male oppure lasciarci scivolare addosso le cose. Non si tratta di un atteggiamento superficiale, bensì di una "piccola rete protettiva", utile con le persone per noi significative” commenta Laura Costa psicologa - psicoterapeuta. Secondo il sondaggio, la pazienza è un'arte che vuol essere intrapresa più dalle donne che dagli uomini (41,6%, contro il 30,3%). “Nulla di nuovo – dice Costa -. La pazienza è una grande risorsa nel mondo femminile, che cresce e si sviluppa nel percorso educativo e familiare”.

Al quarto posto: fare più sport

Fra i buoni propositi per il 2016, spiccano poi quelli legati alla forma fisica e all'alimentazione, come “Fare più attività sportiva” (29.3%, quarto posto) e “Perdere qualche chilo” (selezionato dal 29.2% della popolazione, al quinto posto). Un’ambizione, la forma fisica, che accomuna maschi e femmine in egual modo. Diciamolo: nulla di nuovo. Ogni anno il miglioramento della “silhouette” sembra essere una priorità, a fonte di una società generalmente molto più attenta ad alimentazione e movimento rispetto a 10 anni fa. “In realtà – ci commenta la dottoressa Costa – questo proposito è da considerarsi come occasione di rinascita e benessere. Ogni ciclo di vita nuova ha la necessità, anche illusoria, di soddisfare degli obiettivi concreti, per star bene. Sport e alimentazione sono considerate poi la base del nostro benessere psicologico”.

Meno social network: purché siano gli altri a farlo

Ciò che gli intervistati vorrebbero veder realizzati nelle persone più care e a loro vicine sono altri desideri: “Non fumare” (13,7 %), “Essere più ordinato nel tenere le proprie cose” (19,7%), “Usare meno telefonino e social network e stare di più in compagnia” (11,7%). Insomma, quello che peserebbe di più a noi, lo lasceremmo volentieri agli altri. “I buoni propositi – dice Laura Costa - sono orientati a fare in modo che siano gli altri a cambiare gli atteggiamenti che non rispondono alle proprie aspettative.Perché? È sempre più facile pensare che siano gli altri a cambiare, anziché ricercare noi delle strategie per costruire sane relazioni”.

Maschi con sensi di colpa?

Gli uomini battono le donne nel ripromettersi di essere più presenti in famiglia (16% contro l’8%). E anche nel darsi più da fare per gli altri, fare volontariato (12% contro 8%). Che sia un recondito senso di colpa? “I maschi si propongono di stare più in famiglia, come spazio “intimo”, luogo di sicurezza e di amorevolezza. Spesso i ritmi quotidiani portano ad allontanarsi da questi momenti speciali, a lasciarglieli sfuggire. Cosa che le donne, invece, riescono a ritagliarsi da sole: quasi per magia, sono quei pochi momenti nella propria realtà familiare. Rinunciare a questi momenti preziosi non fa star bene, è più facile rinunciare a qualche spazio personale” spiega la psicologa.

Giovani, la concretezza dei contatti veri

Gli auspici per il prossimo anno cambiano anche in funzione dell'età. Chi si ripromette di occuparsi più degli altri ha una età media di 45 anni; coloro che invece vorrebbero abbandonare i social per prediligere i contatti con il prossimo hanno poco più di 33 anni. Ancora Laura Costa, psicologa: “Sembra che i giovani adulti desiderino sempre di più concretezza e contatti con gli altri: è significativo come sia sempre più importante non perdere di vista le relazioni umane. Come se, in un'epoca di incertezze, diventassero sempre più preziose le certezze delle relazioni”.

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