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Cambio dell’armadio: a che punto siete?

di Enrica Tesio

Io sono in ritardo solo di un paio di mesi. Eppure mi ostino a non mettere ordine. Per un motivo ben preciso...

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Io sono in ritardo solo di un paio di mesi. Eppure mi ostino a non mettere ordine. Per un motivo ben preciso...

Enrica Tesio
Un'opinione di

Enrica Tesio

Blogger e scrittrice torinese, ha due figli, due gatti e un mutuo. Laureata in Lettere con indirizzo cinematografico, fa la copy da quando aveva 20 anni. Nel 2015 ha pubblicato per Mondadori il romanzo La verità, vi spiego, sull'amore.

Sono in ritardo di un paio di mesi sul cambio dell’armadio: stando al mio guardaroba, dovrei vestirmi come Fred Flintstone, con la pelliccia sopra e le infradito ai piedi.

Ormai l’armadio è diventato un portale verso un’altra dimensione, una dimensione così stropicciata che anche il raso sembra carta crespa.

In basso ci sono i cardigan suicidi caduti dagli appendiabiti e lasciati agonizzare; al centro trova spazio una decina di spaventapasseri obesi che ho creato sovrapponendo strati e strati di abiti su pochissime grucce. In alto, infine, indumenti che non riesco a buttare perché forse un giorno torneranno di moda.

Per esempio, se gli Amish invadessero l’Italia io avrei una camicia alla coreana adattissima!

Eppure mi ostino a non mettere ordine: fino a prova contraria è l’armadio che dovrebbe cambiare me, non sono io a dover cambiare lui, nemmeno due volte l’anno.

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