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Ho amato questo giornale come il bambino che non ho mai avuto. Per 18 anni l’ho curato, protetto, fatto diventare grande. Mi ha dato moltissime soddisfazioni, ma anche qualche ansia. Proprio come i figli veri. Oggi, insieme a Cipriana, devo lasciare la direzione di Donna Moderna. Questo è l’ultimo editoriale che scriviamo. Così ha deciso l’Editore, all’interno di un piano severo e rigoroso di ristrutturazione.

Tempo di saluti, dunque. E anche di un po’ di commozione. Chi potrebbe lavorare per tanti anni in un giornale e non dirgli addio con tristezza, soprattutto se si tratta di questo giornale? Il nostro amato, orgoglioso Donna Moderna. Il nostro, non il mio o il loro o il vostro. Ma il nostro, creato dal talento di chi ci lavora e dall’etica di chi ci legge. Un settimanale con un’identità forte, unica, inconfondibile. Che nel corso degli anni è stato rinnovato profondamente più volte (fino alla “rivoluzione”, fatta nel giugno del 2011, delle donne vere in copertina, nella moda e nella bellezza). Che nel tempo ha “partorito” diversi allegati e speciali: Casaidea, Donna in Forma, il bambino di Donna Moderna e, l’ultimo nato, Wellness. Un femminile che ha raggiunto risultati eccellenti, senza uguali nel mercato dei periodici. Pensate che nei momenti in cui la crisi economica non mordeva le tasche degli italiani ha superato per molti anni le 500 mila copie, a volte persino il milione. E ancora oggi Donna Moderna resta il settimanale femminile più venduto nel nostro Paese, al servizio di quasi tre milioni di persone.

Grazie a tutte, care lettrici, siete state un pubblico fedele, attento ed esigente.
Non vi dimenticherò mai. Come non dimenticherò mai la mia adorata redazione. Una squadra di straordinari fuoriclasse. Grazie a Giancarlo, Susanna, Roberto, Monica, Donatella, Lucia, Sergio, Marina, Alessandra, Orsina, Sabrina... Non posso nominarvi tutti, ma sappiate che resterete per sempre nel mio cuore. Voglio ringraziare anche la Mondadori, che è stata la mia casa per ben 42 anni! Quando ho cominciato portavo i calzettoni, facevo la centralinista e prendevo 110.000 lire (lorde) al mese. Qui sono cresciuta, professionalmente e umanamente. Credo di essere stata una donna molto fortunata. Adesso un nuovo inizio mi aspetta.

Patrizia Avoledo Direttore


Lasciare Donna Moderna è come lasciare un amore. Ho vissuto 18 anni con e per questo giornale. Per lui ho fatto cose impossibili: notti, sabati e domeniche alla scrivania, viaggi su e giù per l’Italia, riunioni fiume… ma quanto ho ricevuto in cambio! Gioia, onore, stimoli, idee.
Donna Moderna, tu non sei un giornale qualunque. In te c’è un cuore che pulsa, sei una bomba che esplode in mano, sei unico. Hai sempre avuto un forte impegno civile e sei sceso tra la gente. Ricordo le nostre campagne contro la violenza sulle donne, i convegni prestigiosi, a cui hanno partecipato anche ministri, e gli appuntamenti sul territorio, non ultimo l’Experience store, l’iniziativa con cui ti abbiamo “fatto vivere” in tante città, da Bari a Brescia, da Roma a Palermo, a Napoli… Così ho avuto il privilegio di conoscere di persona le lettrici, sempre al centro del nostro lavoro: sono intelligenti, curiose, veloci, multitasking, vere donne moderne, insomma.

Ma ho avuto altri privilegi: lavorare al fianco di un direttore che è anche la mia migliore amica e con una redazione di primordine, che stimo e a cui voglio bene. Grazie, ragazzi. Grazie, lettrici. E grazie all’azienda, soprattutto a chi ha creduto in questo prodotto speciale, in particolare Pamela e Angelo. Ora tutti mi chiedono: «E dopo cosa farai?». Ma chi ci pensa? Per ora mi godo gli ultimi scampoli di questo amore. E, come Rossella, dico: «Domani è un altro giorno».

Cipriana Dall’Orto Condirettore


COMUNICATO DELL'EDITORE
Rendere conto in poche righe dei 18 anni alla guida di Donna Moderna da parte di Patrizia Avoledo e Cipriana Dall’Orto è un compito non facile, ma al tempo stesso motivo di orgoglio e occasione per esprimere gratitudine e stima a due grandi direttori che tanto hanno dato alla Mondadori e all’editoria italiana. Sotto la loro direzione Donna Moderna ha consolidato e rinnovato il proprio primato tra i settimanali femminili, grazie al loro strenuo e costante lavoro per migliorare il magazine, mantenendo l’unicità del format ed esaltando la vocazione di servizio che ne è caratteristica peculiare e originaria, oltre che segreto del suo incontrastato successo.

E se Donna Moderna è un settimanale unico nel panorama dei femminili italiani è prima di tutto merito e conseguenza dell’unicità di Patrizia Avoledo e di Cipriana Dall’Orto: uniche per la professionalità, la passione e la dedizione profuse in questi 18 anni al servizio delle lettrici. “Il settimanale che ti facilita la vita” è lo slogan di Donna Moderna, ma anche e soprattutto il mantra che ha guidato Patrizia e Cipriana nel dirigerlo, una missione espletata con pieno successo e competenza. Dal prossimo numero sarà Annalisa Monfreda a raccogliere questa importante eredità, alla testa di una redazione vivace e brillante: al nuovo direttore il bentornato in Mondadori e a tutti i migliori auguri di buon lavoro a Donna Moderna.

l’Editore

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