Uomini che spiegano cose alle donne

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Annalisa Monfreda

Il termine "mansplaining", coniato dalla giornalista e scrittrice Rebecca Solnit, si riferisce a quando gli uomini spiegano alle donne cose di cui sono già esperte. Un atteggiamento che bisogna riconoscere e correggere

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C’è una parola che nelle riflessioni e negli studi di genere circola da una decina di anni, ma che in Italia non ha ancora una precisa traduzione né una reale consapevolezza: mansplaining. Il direttore di Internazionale, Giovanni De Mauro, l’ha definita così nel suo ultimo editoriale: «L’atteggiamento paternalistico di un uomo quando spiega a una donna qualcosa di ovvio, o di cui lei è esperta, con il tono di chi parla a una persona stupida o che non capisce». Federica Giardini, professoressa di Filosofia politica all’università di Roma Tre, l’ha definita su Vice «una postura maschile nell’interlocuzione pubblica con le donne». Oggi il termine è di attualità perché la scrittrice e giornalista che lo ha coniato, Rebecca Solnit, ha pubblicato una raccolta di saggi in cui riflette sul fenomeno: Gli uomini mi spiegano cose.

Da quando lei, nel 2008, denunciò il caso di cui era stata vittima, di esempi celebri ce ne sono stati tanti. È successo, su Twitter, che un uomo qualunque si sia messo a spiegare a un’astronauta perché l’acqua bolle su una navicella. È successo, sempre su Twitter, che un uomo qualunque si sia messo a spiegare a una ciclista olimpica come avrebbe dovuto andare in bici. I casi più famosi avvengono in Rete poiché c’è una comunità intera a denunciarli. Ma chissà quanti episodi di mansplaining subiamo ogni giorno senza accorgercene. Io per prima incontro puntualmente uomini che, in una cena tra amici, mi spiegano come trattare le notizie, pur non avendo alcuna competenza giornalistica. In genere mi limito a sorriderne. Anni fa, da neo-direttrice, queste lezioncine mi arrivavano da uomini gerarchicamente più in alto di me, sia pur non esperti della materia, e pensavo che fosse parte del mio lavoro starli a sentire. Mi sbagliavo.

Quando il sindacato svedese Unionen ha tenuto una linea aperta per denunciare casi di mansplaining, a chiamare sono stati per metà uomini che volevano capire bene di che si trattasse per esser certi di non incapparvi. La verità è che, ogni volta che reagiamo al mansplaining, facciamo un gran favore anche agli uomini. Mettendoli sulla strada della consapevolezza di atteggiamenti spesso del tutto involontari.

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