del

Come affrontare l’anno senza stress

di Antonella Trentin
Vota la ricetta!

Lavoro, traffico, impegni quotidiani. Risultato: sei italiani su dieci soffrono del malessere del secolo.Ma si può combatterlo. Dal chirurgo alla poliziotta, cinque persone che vivono sotto pressione ci spiegano come riescono a rilassare il corpo e la mente

Lavoro, traffico, impegni quotidiani. Risultato: sei italiani su dieci soffrono del malessere del secolo.Ma si può combatterlo. Dal chirurgo alla poliziotta, cinque persone che vivono sotto pressione ci spiegano come riescono a rilassare il corpo e la mente

Un caffè con Donna Moderna

Giulia Bongiorno avvocato e parlamentare "Una corsa alla Rocky mi ridà la carica"

"Sono una grande sostenitrice dello stress" avverte subito l'avvocato Giulia Bongiorno. "Ti fa stare all'erta, ti dota di un sesto senso". Da lei te l'aspetti: Giulia Bongiorno, 41 anni, possiede una capacità di resistenza fuori dal comune; lavora dodici ore al giorno, è deputato, guida insieme a Michelle Hunziker l'Associazione Doppia Difesa contro la violenza alle donne. Non conosce né sabato né domenica. A 28 anni si è guadagnata la notorietà all'interno del collegio dei legali di Giulio Andreotti. I suoi assistiti sono tutti illustri, da Sergio Cragnotti a Vittorio Emanuele di Savoia, al magistrato Clementina Forleo. "Ma ho un trucco per imbrigliare lo stress" confessa. "Studio finché non conosco le carte alla perfezione. Quando mi sembra di aver fatto il massimo, mi rassereno". Poi c'è lo sfogo fisico. Immersioni nel blu degli oceani d'estate. Ma soprattutto la corsa. Con il caldo torrido o il freddo gelido, non importa. Alle 6.30 l'avvocato attraversa la città. "Salgo con vigore la prima parte della scalinata di piazza di Spagna sentendomi Rocky" sorride. "A metà ho già cambiato opinione, ma stringo i denti, raggiungo villa Borghese. Corro, corro, ne sento il bisogno. E quando smetto, sono pronta per affrontare il mondo intero".

Ignazio Marino chirurgo specializzato in trapianti "Yoga e musica mi danno la pace interiore"

Ansia e stress non sono uguali per tutti i chirurghi. Un conto è aggiustare un femore, un altro è un intervento a cuore aperto, o un trapianto di fegato, impresa rischiosa con cui si è misurato per oltre trent'anni Ignazio Marino all'Università di Pittsburgh, all'Ismett di Palermo e a Philadelphia, prima di diventare presidente della Commissione Igiene e Sanità al Senato. "Ho provato spesso la gioia di salvare una vita" racconta "ma anche l'angoscia di perdere un paziente. Prima di un intervento, infatti, avverto sempre un sottile, penetrante malessere. Anni fa, quando nella stessa settimana morirono due pazienti adulti e una bambina, sono crollato, e per un periodo mi sono dedicato al lavoro di laboratorio. Poi sono tornato a operare. Lo yoga mi aiuta molto a controllare lo stress. Ne sono stato sedotto durante un seminario sulla pace interiore da un maestro argentino. Soprattutto d'inverno, mi rilasso davanti al camino, ascoltando musica classica e carezzando il mio amato gatto. Infine seguo  alcuni piccoli riti: prima di entrare in sala operatoria, chiedo ai colleghi di lasciarmi solo, mi lavo lentamente le mani, indosso i guanti e prego Dio che mi stia accanto durante l'intervento. Poi entro in sala con la mente sgombra".

Ferdinando Capitani  pilota dell'Alitalia "Penso al colore verde e in un attimo mi distendo"

Ferdinando Capitani, 53 anni,  ha già vissuto 13 mila ore tra le nuvole. Ha pilotato Dc 9, Airbus 300, il glorioso 747,  e da sei mesi il Boeing 777, l'ammiraglia dell'Alitalia. Ogni volta che entra nella cabina di comando sa che la vita di circa 300 passeggeri dipende da lui. "Tensioni e incertezze si scaricano durante l'addestramento nel simulatore, dove riproduciamo ogni imprevisto: perdita di potenza dei motori, temporali violenti, nebbia fitta" sorride il comandante. Anche perché il vero stress non è il pericolo ma il tipo di vita di un pilota: lunghe lontananze da casa, cambio continuo di fuso orario e di città. "Ognuno trova la sua cura" dice Capitani. "Io faccio grandi camminate. Poi, quando fa buio, anche se in Italia è mezzogiorno, vado a dormire. Così mi ricarico". Per rilassarsi, si coccola un po': "Amo la buona cucina: scoprire i segreti dei piatti locali mi aiuta a eliminare la tensione" confessa. "Mai mangiato italiano all'estero". E per trovare un po' di relax in volo? "Uso un metodo imparato a un corso dell'aviazione militare. Distendo gambe e braccia, chiudo gli occhi e immagino il colore verde, che concilia il rilassamento. Dopo dieci minuti sono fresco come una rosa".

Giovanna Esposito medico del Pronto soccorso "Riordino la collezione di scatole e torno serena"

Avete presente  E.R? Ecco, il clima convulso in cui lavora Giovanna Esposito, 43 anni,  dirigente medico del Pronto soccorso di Nocera (Salerno) è esattamente lo stesso. "Dobbiamo affrontare casi di infarto, ictus, incidenti stradali" dice. "Abbiamo responsabilità enormi. Quante volte ho dovuto usare il defibrillatore, reperire un accesso venoso centrale, detendere uno pneumotorace per salvare un paziente. Ma la vera causa del mio stress è la difficoltà ad accettare il medico di Pronto soccorso come uno specialista da parte dei colleghi e dei pazienti". Per rilassarsi Giovanna adotta un sistema insolito: mette a posto la sua gigantesca collezione di scatole. Ne ha di tutti i tipi: per il tè, il caffè, i biscotti, di cartapesca, ferro o latta. "Le pulisco e le impilo una sull'altra, creando composizioni diverse. È un'attività che richiede molta pazienza". Poi Giovanna studia, organizza corsi, scrive articoli scientifici e documenti per il Sindacato dei professionisti dell'emergenza. "Svolgere un'attività intellettuale mi distrae da un lavoro che in fin dei conti è molto manuale come il mio. E appena posso corro a visitare una città d'arte o una mostra: non c'è nulla che mi distenda come un quadro di Modigliani".

Alessandra Nanni commissario della Squadra Volante "Quanto relax quando visito una chiesa"

Ventotto anni, commissario capo, responsabile di uno dei cinque turni della Squadra Volante della Questura di Milano. Alessandra Nanni coordina ogni giorno ottanta agenti. "Sono bravissimi, preparati" dice il commissario. "Ma insieme dobbiamo affrontare casi difficili, rapine, tentati suicidi, risse, liti drammatiche in famiglia. diciamo che il nostro è un lavoro dove non ci si annoia e l'adrenalina è sempre alle stelle". Staccare la spina, ogni tanto, è fondamentale. "Mi rilasso leggendo riviste di viaggio e sognando Paesi che non ho mai visto" racconta Nanni. "Poi torno con i piedi per terra e faccio lunghe passeggiate: mi dà serenità visitare le chiese o angoli sconosciuti di Milano. Oppure vado al cinema, mi rilassa molto guardare scorrere le vite degli altri sullo schermo. E  appena posso, vado a cena con gli amici. Parlare è la migliore cura anti stress. Dopo un turno difficile, per esempio, ho bisogno di confrontarmi col mio collega che mi sostituisce, raccontargli cosa è successo: mi aiuta a sdrammatizzare. Ma ho bisogno anche di uno sfogo fisico: così tre volte alla settimana faccio jogging nei parchi della città".

Un caffè con Donna Moderna

Un caffè con Donna Moderna