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Comunicare con gli animali si può, se torni bambina

di Susanna Barbaglia
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Per capire un animale è necessario mettere in gioco le nostre emozioni più pure, l'istinto sensoriale, la coscienza primaria. Difficile? Tutt'altro. Lo insegna un affascinante libro francese

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Per capire un animale è necessario mettere in gioco le nostre emozioni più pure, l'istinto sensoriale, la coscienza primaria. Difficile? Tutt'altro. Lo insegna un affascinante libro francese

Susanna Barbaglia
Un'opinione di

Susanna Barbaglia

Direttrice di Confidenze, congenitamente appassionata di animali, si rilassa scrivendo gialli, ma il...

Prem Ami, una lettrice straniera che condivide con me l'amore per gli animali, mi ha mandato da Parigi un libro affascinante: "Communiquer avec les animaux" (Editions Véga), purtroppo non ancora pubblicato in Italia. Lo ha scritto Laila Del Monte, ex danzatrice, diventata famosa in Francia presso molti veterinari e proprietari di scuderie di cavalli, per la sua capacità di empatia e comunicazione con gli animali.

"Non sono né esoterica, né troppo razionale", mi scrive Prem Ami nel biglietto di accompagnamento. "Tutto mi interessa purché me lo dimostrino. Alcuni anni fa ho incontrato questa donna... mi è piaciuta, ho partecipato a due stages con lei, rendendomi conto di quanto sia seria".

Non ho ancora finito di leggere il libro, ma mi piace parlarne qui perché, sin dalle prime pagine, ho avuto conferma di quello che ho sempre sentito. Comunicare con un animale è possibile attraverso la telepatia, un canale che ognuno di noi ha chiuso dal tempo della prima infanzia. Ci sono bambini, infatti,  naturalmente predisposti alla relazione con un essere di altra specie. Basta osservare per la strada come alcuni, anche piccolissimi, si avvicinano a un cane senza paura, con i gesti giusti, giocosi, affettuosi. Altri invece ne sono terrorizzati e, in questo caso mi son fatta l'idea che dipenda soprattutto da un ambiente familiare refrattario ai nostri fratelli più piccoli.

Laila Del Monte insegna con forza, ma anche con poesia e cultura, le tecniche per ritrovare dentro di sé la via della coscienza primaria, le emozioni pure, l'istinto sensoriale. Difficile? Forse sì per i tipi più pragmatici. Ma per chi sente la necessità di sviluppare il proprio lato empatico, si tratta di imparare a cogliere i segnali anche molto semplici- perché atavici- di una postura, uno sguardo, un atteggiamento e seguire se stessi. Senza riflettere troppo.

L'animale più imprevedibile con il quale io sono riuscita a comunicare è stata una volpe. Era inverno quando l'ho incontrata in mezzo a una strada a tornanti in Val D'Aosta. Grattava disperatamente l'asfalto in cerca di chissà quale cibo. Era affamata, stremata. Quando mi ha vista si è bloccata e mi ha guardato dritto negli occhi. Sapevo di avere in macchina del cibo per i miei cani e, senza pensare, l'ho preso in mano senza confezione (per farle sentire l'odore sia del cibo sia delle mie mani), sono scesa e lentissimamente mi sono avvicinata obbligandola a camminare a ritroso verso il bosco. I nostri occhi non si lasciavano e dentro di me esultavo. In pochi secondi ero riuscita a farla spostare dalla strada.

Quando l'ho vista al sicuro, una decina di metri più su, le ho lasciato il cibo in un anfratto della roccia e me ne sono andata. E così ho fatto ogni giorno per la durata di quella vacanza e poi delle altre, e durante i weekend, anche estivi, per almeno tre anni. L'ho anche vista qualche volta, bellissima, maestosa, in attesa, alle soglie del bosco e i nostri occhi si incontravano sempre, regalandomi emozioni potenti. Parlando con un etologo di questo episodio, ricordo che lui si stupì molto di come ero riuscita con quell'animale selvatico a mettere in pratica in pochi minuti le azioni più corrette. Sinceramente, posso dire di aver agito soltanto d'istinto, ma credo anche che la mia volpe abbia avvertito forte e chiaro il messaggio emotivo del mio desiderio di aiutarla.

A proposito, l'ho chiamata come una canzone (Give Me A) Chance.

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