del

Congedo per le donne che subiscono violenza

di Giorgia Nardelli
Vota la ricetta!

Il congedo dal lavoro per le donne che subiscono violenza di genere è finalmente una realtà: ecco quello che bisogna sapere per ottenerlo

Un caffè con Donna Moderna

Il congedo dal lavoro per le donne che subiscono violenza di genere è finalmente una realtà: ecco quello che bisogna sapere per ottenerlo

Ogni anno in Italia 7 milioni di donne subiscono violenza di genere (1 su £), 116 sono state uccise da compagni, fidanzati e mariti nel 2015. Una realtà agghiacciante. Però c’è almeno una (parziale) buona notizia: chi deve nascondersi da un uomo pericoloso adesso non rischia più il posto di lavoro e lo stipendio. Il congedo per le donne che subiscono violenza è infatti una realtà. L’Inps ha pubblicato ad aprile la circolare che lo rende operativo. «Oggi le vittime possono richiederlo al proprio datore di lavoro e rimanere a casa per un massimo di 90 giorni, senza perdere la retribuzione e i contributi figurativi» spiega Manuela Ulivi, avvocato e fondatrice della Casa di accoglienza delle donne maltrattate di Milano. «Lo strumento è stato pensato per aiutare chi deve nascondersi per sfuggire alle percosse o alla vendetta di un compagno o di un ex. Assentandosi, prima le vittime rischiavano di perdere il posto di lavoro; oggi finalmente sono protette». Ecco come si ottiene.

Chi ne ha diritto «Il congedo, che non è subordinato all’approvazione del datore di lavoro, viene concesso alle dipendenti pubbliche o private e, per quanto riguarda i contributi, alle iscritte alla gestione separata Inps, cioè le lavoratrici autonome» spiega Marina Boni, funzionaria dell’area previdenza Inca –Cigl. «Restano escluse completamente le lavoratrici domestiche».

Cosa devi fare Solo chi ha bisogno di nascondersi può usufruire del congedo. Per potere inoltrare la domanda, non basta avere denunciato l’uomo violento. «Bisogna essere inserite in un percorso certificato dai servizi sociali, da un centro antiviolenza o da una casa rifugio riconosciuta» spiega Olivi. Per sapere come muoverti, puoi rivolgerti direttamente a uno di questi istituti (trovi un elenco su direcontrolaviolenza.it). «Una volta accertata la necessità di allontanarti da casa, la struttura ti rilascerà la certificazione necessaria per il congedo. Tutto avviene in tempi molto brevi. Nei casi più gravi il percorso viene avviato anche in un solo giorno».

Dove mandare le domande «Una va presentata al datore di lavoro almeno sette giorni prima dell’inizio del congedo (salvo casi di oggettiva impossibilità), e una all’Inps» chiarisce la Boni. Quest’ultima va inviata per via telematica: le istruzioni sono sul modulo che puoi scaricare dal sito inps.it, alla voce “modulistica”. Hai tempo fino al giorno dell’inizio del congedo. Puoi farti assistere da un patronato come l’Inca Cgil, il servizio è gratuito.


3 cose da sapere

  • I 90 giorni di congedo possono essere utilizzati nell’arco di 3 anni dall’inizio del percorso di protezione. Puoi anche frazionarli in diversi periodi.
  • Lo stipendio è pari al 100% dell’ultima busta paga.
  • Il datore di lavoro deve anticipare lo stipendio; l’Inps provveder al rimborso.

Un caffè con Donna Moderna

Un caffè con Donna Moderna