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Donne, non caschiamo nella trappola dell’«Io ti cambierò»

di Sandra Bonzi
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Lo incontriamo, ce lo facciamo piacere, poi iniziamo a trovare giustificazioni per tutto ciò che non ci piace di lui. E no, così non va...

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Lo incontriamo, ce lo facciamo piacere, poi iniziamo a trovare giustificazioni per tutto ciò che non ci piace di lui. E no, così non va...

bonzi sandra
Un'opinione di

Sandra Bonzi

Adora viaggi, libri e cinema. Tutta roba che fa sognare. Beh, anche cibo e vino. Tutta roba che fa...

Lo incontriamo. Ci piace, ma non da impazzire. Basta però che dica due parole rubate ai BaciPerugina, mostri un’aria da pulcino bagnato o da dolce scapestrato, che noi tac!

Ci innamoriamo. Non di lui, ma dell’idea che ci facciamo (di lui). Perché siamo le uniche a intravedere la sua vera essenza. Cioè quella di un diamante nascosto sotto tonnellate di letame che porteremo alla luce. Costi quel che costi.

Io ti salverò”, la sindrome di cui tutte, almeno una volta nella vita, siamo state vittime.

Da quel momento la lettura degli eventi sarà scollata dalla realtà.

Lui ci soffoca? È la misura del suo bisogno di noi.

Ci cornifica? È un grido d’aiuto.

È un cafone che centellina le telefonate? Mette alla prova il nostro amore per trovare le conferme di cui ha tanto bisogno.

Ragazze, ma quando impareremo a non essere fuori-sinc, come talvolta solo i sottotitoli riescono a essere?

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