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Cronaca di un matrimonio eccezionale eppure molto normale

di Egizia Mondini
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Pochi giorni fa vicino a Roma Rodolfo e Carmelo si sono sposati. Una cerimonia dal valore soltanto simbolico, dato che nel nostro Paese le unioni omosessuali non sono ammesse. Qui vi raccontiamo la festa, a cui abbiamo partecipato anche noi

Pochi giorni fa vicino a Roma Rodolfo e Carmelo si sono sposati. Una cerimonia dal valore soltanto simbolico, dato che nel nostro Paese le unioni omosessuali non sono ammesse. Qui vi raccontiamo la festa, a cui abbiamo partecipato anche noi

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Rodolfo e Carmelo si sono sposati. Ma non si pensi subito all'Olanda o all'Inghilterra. I due neosposi sono italianissimi e si sono promessi amore eterno di fronte a una cinquantina di amici, in una villa sul litorale romano. «La storia con Carmelo è nata con una leggerezza e una spontaneità mai provate» dice Rodolfo. «C'era e c'è la voglia di stare insieme, di scherzare, di essere complici. La proposta di matrimonio ha avuto il sapore di un gioco. Ci siamo detti: perché non ci sposiamo? E abbiamo fissato la data».

Rodolfo Misasi, 32 anni, è responsabile marketing del Gay village di Roma. Romano di nascita, di origine calabrese, ha vissuto i suoi anni d'infanzia tra Iran, Mozambico e Stati Uniti. Con una quindicina di mestieri alle spalle (dall'attore al photoeditor), ora fa marketing e organizza eventi. Carmelo Morello, 30 anni, è un designer di moda. A 18 anni è partito da Milazzo, in Sicilia, alla volta di Roma. Collabora con varie aziende italiane, curandone anche la produzione in Cina.

La storia di Rodolfo e Carmelo comincia poco meno di un anno fa. Si conoscono, cominciano a frequentarsi, si innamorano. All'inizio è quasi un gioco per tutti e due fare la spola tra Roma e Pechino. Si contano i giorni, si prendono aerei, si scrivono email. Quando si sta insieme si assapora la felicità. Tanto che Carmelo decide di tornare in Italia per vivere con Rodolfo che, a sua volta, gli chiede di sposarlo. «Quando incontri la persona giusta lo capisci subito» racconta Carmelo. «Me ne sono accorto durante un viaggio a Bali. Io ho un mio stile di vita, le mie necessità, le mie fissazioni. Rodolfo è esattamente il contrario. Ma ci compensiamo e ci rispettiamo senza nessun attrito». Dicono gli sposi: «A questo matrimonio siamo arrivati non per scimmiottare le coppie eterosessuali o per svilire l'istituto della famiglia, ma solo per la volontà di impegnarsi a dare e ricevere amore».

È Rodolfo, che lo fa per lavoro, a organizzare la festa. Dress code di rigore: tutti vestiti di bianco. Troppo facile, detto così. Gli invitati e gli sposi hanno avuto a che fare con tre cambi diversi ciascuno, imposti dalle diverse situazioni organizzate durante la giornata, tanto che più di uno si è presentato con il trolley. La fauna è delle più variegate: gruppi di gay, donne single, coppie di donne, coppie sposate con bambini in braccio e carrozzine. Sono assenti i genitori di Rodolfo e Carmelo, per scelta degli sposi, però. Le reciproche famiglie, dicono i due, sono perfettamente consapevoli, serene e consenzienti sia sul rapporto sia sul matrimonio. Anzi, sono persino sollevate che i figli abbiano una relazione solida e felice, invece che rapporti occasionali. Ma Carmelo e Rodolfo hanno scelto di festeggiare solo con gli amici, perché con loro condividono la vita quotidiana e per sentirsi più liberi di divertirsi in modo assolutamente spontaneo.

Alle sei di sera, bagno in piscina e aperitivo sulla terrazza sul mare. Alle otto, tutti vestiti da cerimonia per il momento più emozionante della giornata. Gli invitati si sono cambiati a tempo di record, nemmeno fossimo a una sfilata. E in men che non si dica, dal beachwear si è passati a un elegantissimo défilé: cappelli, tacchi vertiginosi, abiti di lino e di seta. Sotto l'ombra di un gazebo rigorosamente bianco, complice un imprevisto arcobaleno, gli sposi, con la guida del loro avvocato, hanno prima ascoltato i discorsi dei rispettivi testimoni, poi hanno pronunciato le loro promesse guardandosi negli occhi e infine, asciugate le lacrime, hanno firmato il loro contratto. Il tutto in un clima festoso e intenso, che non ha lasciato indifferenti neanche i più cinici tra i presenti.
Lo scambio delle fedi, scelte accuratamente da Rodolfo, una di oro bianco e una di oro giallo, per sottolineare l'unione di due persone diverse e distinte, ha sciolto la tensione, dando il via al bacio di rito e all'applauso di tutti gli invitati. Le note di Domani ti sposo degli Otto Ohm, la canzone degli sposi, e de La cura di Franco Battiato, hanno segnato l'entrata in scena di un gruppo che ha suonato dal vivo durante tutta la serata. Dopo la pioggia di riso, dopo gli abbracci e le congratulazioni, non poteva mancare il lancio del bouquet, che in questo caso erano due ghirlande di orchidee al collo degli sposi.

Anche il buffet è stato studiato per alludere simbolicamente al rapporto di due persone con gusti diversi: dal sushi alle specialità siciliane, è stato scelto un menu insolito e trasversale, con piatti tipici dei luoghi visitati insieme dai due sposi. Come bomboniera, una T-shirt ricordo per tutti gli invitati, con ricamato sopra un logo disegnato da Carmelo: una R e una C intrecciate a  formare una coda di volpe e una corona da principe. La volpe è Carmelo, il principe Rodolfo. Una specie di gioco fra gli sposi, tratto da Il piccolo principe, il romanzo di Antoine de Saint-Exupéry, per augurarsi che la volpe non smetta di farsi addomesticare dal suo principe.

Poi tutti in piscina, per il classico bagno di notte. Infine, il taglio della torta e i fuochi d'artificio sul mare.

Si balla, si chiacchiera e finalmente anche Rodolfo si rilassa. Anche se non è ancora finita. Dopo l'una ci si cambia di nuovo e stavolta si cambia anche location. Dalla villa che ha ospitato la cerimonia, la notte prosegue in un locale vicino. Tutti in tenuta da discoteca e si balla fino all’alba.

Auguri ragazzi.

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