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E poi dicono che l’omeopatia è acqua fresca…

di Annaleni Pozzoli

Finalmente negli ospedali italiani stanno nascendo ambulatori di medicina dolce per alleviare gli effetti collaterali delle terapie antitumorali. Qui oncologi e medici “verdi” lavorano fianco a fianco con un obiettivo comune: curare il paziente con tutti i mezzi a disposizione. Perché anche nella medicina l’unione fa la forza

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Finalmente negli ospedali italiani stanno nascendo ambulatori di medicina dolce per alleviare gli effetti collaterali delle terapie antitumorali. Qui oncologi e medici “verdi” lavorano fianco a fianco con un obiettivo comune: curare il paziente con tutti i mezzi a disposizione. Perché anche nella medicina l’unione fa la forza

Un'opinione di

Annaleni Pozzoli

Giornalista scientifica, mamma adorante di due femmine, moglie di un appassionato insegnante di...

L’ultimo nato è l’ambulatorio di terapie omeopatiche a supporto dei trattamenti oncologici dell’ospedale Sacco di Milano. Ma anche in diverse altre città italiane, come raccontiamo su Donna Moderna oggi in edicola, negli ultimi anni hanno aperto centri pubblici in cui curano gli effetti collaterali delle terapie antitumorali con omeopatia, agopuntura, fitoterapia.

Una tendenza sempre più diffusa in Europa, dove ben una persona su tre quando scopre di avere un tumore ricorre a quelle che, non a caso, si chiamano medicine complementari. Perché non sono alternative alla medicina ufficiale, ma la affiancano, per potenziarne e migliorarne gli effetti. O, addirittura, per alleviare disturbi contro i quali i farmaci e le terapie tradizionali possono poco  o nulla.

Eppure parte del mondo scientifico italiano continua ad osteggiare l’omeopatia. Etichettandola come la medicina dell’acqua fresca o addirittura considerandola pericolosa. Perché, sostengono alcuni, gli omeopati incoraggiano i pazienti ad abbandonare le terapie mediche tradizionali. Invece è esattamente il contrario.



Avere un medico, meglio ancora se all’interno dell’ospedale, che sa prescrivere i rimedi giusti per tollerare gli effetti collaterali di chemio e radioterapia aiuta a portare a termine le cure. Lo sanno bene all’estero. In Francia, per esempio, già da anni è attivo il Progetto Cancro che prevede il ricorso alle cure dolci come l’omeopatia per trattare gli effetti collaterali delle terapie anticancro.

Spero che anche da noi nascano sempre più servizi di medicine complementari nelle strutture pubbliche. Penso a Paola, l’amica di un’amica con un tumore all’intestino inoperabile, che se avesse trovato nell’ospedale che l’aveva in cura un servizio del genere, forse sarebbe riuscita a seguire fino in fondo la chemioterapia. E a tante altre malate che magari non possono permettersi visite private da un medico omeopata.

E voi quante storie di questo tipo conoscete? Cosa ne pensate della possibilità di integrare cure dolci e terapie tradizionali?

di Annaleni Pozzoli

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