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Diego, il marito che tutte vorremmo avere

di Lavinia Rittatore
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Sarà per quell'aria da gigante buono, sarà perché è tenero, burbero e un po' imbranato. Nello spot-tormentone del momento, Abatantuono è formidabile. Il suo segreto? L'attore rimane esattamente com'è: un inguaribile capotribù

Sarà per quell'aria da gigante buono, sarà perché è tenero, burbero e un po' imbranato. Nello spot-tormentone del momento, Abatantuono è formidabile. Il suo segreto? L'attore rimane esattamente com'è: un inguaribile capotribù

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Roma, ore 14,30. Siamo nello studio 18 di Cinecittà, set degli spot tv di Alice di Telecom Italia. Un allegro caos regna nel gigantesco capannone. I tecnici vanno e vengono, le signore del catering offrono deliziose tartine, il regista Alessandro D'Alatri chiacchiera di corse in auto e l'addestratore Massimo Perlai è alle prese con i due cani che interpretano a turno Bau, il cucciolone di famiglia. Ed ecco arrivare Diego Abatantuono: non passa certo inosservato, è un Mangiafuoco alto e grande, indossa una camicia azzurro scuro, il gilet e i pantaloni neri. Insieme a lui c'è la “moglie” Elena Sofia Ricci, bella e simpatica: il clima è piacevole e rilassato, e fra i consorti televisivi l'intesa è perfetta. Dopo qualche prova (si gira un nuovo episodio con una new entry, la vicina di casa sventolona), ci spostiamo nel camper di Diego parcheggiato di fronte allo studio. L'intervista inizia qui, ma finirà il giorno dopo per telefono all'aeroporto di Madrid, dove l'attore 52enne si è concesso un weekend di relax. «Posso offrirle un bicchiere di vino? Anzi, se vuole possiamo fare anche la pasta. E poi abbiamo ottimi affettati: le va uno spuntino?».

Caspita, che ospitalità.

«Uso questa “casa” da 15 anni. E il mio camperista è sempre lui, Enzo. È eccezionale, mi fa trovare tutto pronto».

Diego, fa famiglia anche in trasferta.

«Altroché. Sono un tipo abitudinario, mi piace lavorare con gli amici e con le persone a cui voglio bene».

Negli spot ora in tv, lei interpreta un marito e un padre burbero, affettuoso ma anche molto imbranato...

«E il bello è che sono così pure nella vita! Sono come tutti i 50enni italiani».

E come sono, questi 50enni?

«Hanno bisogno di una moglie per far funzionare le cose in casa. Io, per esempio, senza Giulia sarei nei pasticci, anche perché sono spesso in giro».

Che tipo di padre è nella realtà?

«Vedo così poco i miei figli che è difficile essere autoritario. Mia moglie me lo dice sempre: “E dai, sgridali ogni tanto!”. Come nello spot, sono loro a darmi lezioni di tecnologia e io passo per lo sprovveduto. Per fortuna, comunque, da settembre vengono tutti ad abitare con me. Non ce la faccio più a fare avanti e indietro tra Milano, dove vivo, Bologna, dove abitano Giulia e i due ragazzi, e Roma, dove lavoro spesso».

(Diego deve correre sul set. Ci risentiamo il giorno dopo, mentre è in sosta all'aeroporto di Madrid con la famiglia).

Buongiorno, posso...

«Un attimo per favore!». (Abatantuono parla a voce alta e si sente attraverso il telefono) «Giulia perché sei avanti di 250 metri?! E tu, Marco, stai in gruppo! Non possiamo camminare con lo stesso passo? E adesso dov'è finita la mamma?».

Diego, se non può la richiamo.

«No, no: scusi sa, i bambini...».

Sembra il copione dello spot. Sono sempre così i vostri viaggi?

«Siamo in sette e non vorrei che ci perdessimo».

Chi c'è con lei?

«Io, mia moglie, i nostri due ragazzi e tre amici».

E sua figlia più grande?

«Marta è rimasta a Lucca, frequenta Giurisprudenza e deve preparare un esame. Quella ragazza è un fenomeno, non ha certo preso da me: io, per giustificare che non ho mai avuto voglia di studiare, dico sempre che è per colpa degli anni Ottanta, periodo in cui non andava di moda (ride). Così faccio capire che sono un asino giustificato».  

Nella sua famiglia si può  includere anche il Milan: sempre fedelissimo rossonero?

«Che domanda. Si capisce che è una donna a farla, a nessun uomo verrebbe in mente! La squadra di calcio e i figli non si tradiscono mai».

La moglie invece?

«Quella è un’altra cosa».

Capito. E i due figli più piccoli le assomigliano?

«Uno sì, l'altro no. E per fortuna che c'è la varietà. Matteo è più serio, Marco è più come me, sempre a dire battute».

In quanto “marito che tutte le donne vorrebbero avere”, sa anche cucinare?

«Certo. Però non mi metto quasi mai ai fornelli, se no finisce che in famiglia si viziano e mi chiudono in cucina (sghignazza). Così ogni tanto tiro fuori un jolly culinario, ma solo quando mi va».

Oltre agli spot, ha altri progetti?

«A giugno torno sul set con Pupi Avati: sarà un film brillante».

Le piace recitare sempre per gli stessi registi e con gli stessi attori?

«Sì, sono un nostalgico. Mi piace stare bene con i colleghi, in realtà amici, e quindi adoro continuare a lavorare con loro: Pupi Avati appunto, Gabriele Salvatores, i fratelli Vanzina, Claudio Bisio».

Un desiderio inconfessabile?

«Tornare ragazzo e giocare a pallone: adesso ho paura di farmi male. E poi sogno di vivere con I gatti di vicolo miracoli, miei vecchi amici dai tempi del Derby di Milano. Ribadisco: sono un inguaribile nostalgico».

Diego Abatantuono nasce a Milano il 20 maggio 1955. Sua mamma è comasca, suo padre pugliese. Si iscrive all'Istituto tecnico, ma lo studio non fa per lui e inizia a lavorare al Derby, celebre locale di cabaret milanese, di proprietà dello zio. Qui l'attore lancia la caricatura del “terruncello”, che ripropone con successo anche al cinema. Appassionato di calcio, è tifoso del Milan. Con la prima moglie Rita ha una figlia, Marta, nata nel 1985. Con la seconda, Giulia, ha due figli: Matteo, nato nel 1995, e Marco, del 1997. Tra gli amici più cari di Abatantuono c'è il regista Gabriele Salvatores.

I suoi successi

Il “fenomeno Abatantuono” esplode al cinema nel 1982 con le pellicole-cult Eccezzziunale... veramente e Attila flagello di Dio. Nel 1986 la svolta drammatica: Pupi Avati lo chiama per recitare in Regalo di Natale. Nel 1987 Diego inizia la lunga collaborazione con Gabriele Salvatores: il loro primo film di successo è Marrakech Express, del 1989. Nel 1991 girano Mediterraneo, che vince l'Oscar. Nel 1996 esce Il barbiere di Rio. Dal 2004 al 2006 Abatantuono è in tv con Colorado café live. Nel 2007 recita di nuovo con Avati ne La cena per farli conoscere e con Alessandro D'Alatri negli spot di Alice.

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