Dislessia: le vostre domande e le risposte dell’esperto e della mamma

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Un ragazzino dislessico ha vinto un prestigioso premio letterario. La sua mamma ci ha scritto una lettera e in tantissimi avete commentato su Facebook e posto domande. Ne abbiamo scelto alcune, con le risposte di un esperto e della stessa mamma

Ci ha scritto in redazione la mamma di un ragazzino dislessico, Michelangelo.

Conosci questa neurodiversità? Per saperne di più, Leggi il nostro progetto speciale sulla dislessia.

Michelangelo a scuola ha passato infinite difficoltà a causa di insegnanti incapaci e impreparati. Nella sua lettera Gabriella Schiavone (questo il suo nome) ci racconta la sua storia perché il 27 maggio suo figlio ha vinto un prestigioso premio letterario, Una città che scrive, con un componimento poetico. In tantissime avete commentato la sua vicenda sulla nostra pagina facebook.

Abbiamo chiesto a Gianluca Lo Presti, psicologo autore di “Nostro figlio è dislessico” (ed. Erickson) di rispondere ad alcune domande che ci avete lasciato. E a Gabriella di commentarle. 

Le vostre domande

Com’è possibile che nella scuola primaria le maestre non si accorgano che un bambino è dislessico? (Michela)

La risposta dell'esperto

«Non generalizziamo: ci sono insegnanti che si prendono a cuore la condizione di questi ragazzi, altri che invece fanno finta di non vederli. La normativa prevede che le scuole possano attivare degli “screening” sugli alunni: si tratta di test specifici per rilevare la dislessia. Se emergono punteggi bassi o se la maestra nota una difficoltà nell’apprendimento della lettura, può chiedere ai genitori di approfondire con una visita ai Servizi territoriali per l’età evolutiva presso le Aziende Sanitarie. Certe volte le resistenze sono anche da parte dei genitori».

La risposta di Gabriella

«Sono assolutamente d’accordo con il dottor Lo Presti, ci sono insegnanti bravissimi che mettono competenza e passione e riescono ad individuare possibili problematiche già dopo pochi mesi dall’inizio della prima elementare: è accaduto così con la mia seconda figlia, che ha una maestra non solo aggiornata ma anche dotata di una grande empatia che ha segnalato da subito la presenza di difficoltà di letto-scrittura da tenere monitorate. Per Michelangelo purtroppo non è andata allo stesso modo».

Questi bambini vengono certificati? Hanno un insegnante di sostegno? (Manuela)

La risposta dell'esperto

«I servizi stilano una diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento, per il quale non è previsto un insegnante di sostegno, perché questi ragazzi hanno una intelligenza nella norma, in certi casi anche superiore. L’insegnante di classe invece, ricevuto il documento dall’Asl, compila un Piano didattico personalizzato, dove può sollevare l’alunno da alcune attività (per esempio, la lettura ad alta voce in classe) e permettergli l’uso di strumenti in aiuto (pc che “legge” per lui, mappe concettuali con disegni)».

La risposta di Gabriella

«I disturbi di apprendimento possono essere certificati solo alla fine della seconda elementare. Quando non c’è una segnalazione da parte degli insegnanti, i genitori possono decidere di farla privatamente, come è successo a noi. C’è stato un incontro preliminare con i genitori, poi Michelangelo è stato sottoposto ad una valutazione complessiva (psicologica, neuropsichiatrica, scolastica, logopedica, psicomotoria, grafologica e musicoterapica) durante 5 appuntamenti della durata di due ore l’uno e alla fine abbiamo avuto un colloquio di restituzione dove hanno spiegato la loro valutazione e suggerito cosa fare sia a livello familiare che scolastico e terapeutico. Il costo complessivo è stato di circa 400€ (5 anni fa)».

I vostri commenti su Facebook

Gabriella Schiavone ha risposto personalmente a molti dei vostri commenti, qui ne pubblichiamo alcuni. 

Davvero un dislessico può vincere un concorso letterario? (Anna)

La risposta dell'esperto

«Contrariamente a quanto si pensi, ci sono molti bambini talentuosi fra i dislessici. Soprattutto hanno una grande forza di volontà: il desiderio di farcela, di sviluppare e primeggiare in una particolare abilità, anche in quelle che sembrano difficoltose. Non si pongono limiti alle loro possibilità. E non è giusto neppure imporglieli».

La risposta di Gabriella

«Un dislessico può fare tutto, deve solo trovare qualcuno che creda in lui, ne intuisca le potenzialità e lo valorizzi. A volte capita che lo faccia un insegnante, talora un allenatore sportivo e, ovviamente, il più delle volte sono i genitori a mettere in luce quello che agli altri e ai ragazzi stessi non appare così evidente».

Insegno Lettere nella scuola media. Sono sicura che molti altri ragazzi, capaci di guardarsi dentro, vinceranno concorsi letterari perché il raccontare è prima di tutto nella mente, poi arriva alla carta. Le mediazioni sono importanti per tutta la vita. (Paola)

La risposta di Gabriella

«Ha ragione Professoressa, per mio figlio è stato davvero così, ha scritto il testo in soli 10 minuti, tutto di pancia, semplicemente pensando alle sue emozioni. Se poi si tiene presente che Michelangelo facendo così tanta fatica a leggere non ha all’attivo un gran numero di libri letti, si intuisce come tante volte il talento sia qualcosa di innato».

Mio figlio oggi ha 20 anni. Però, come diceva nella prefazione del libro di Pennac la sua mamma ("speriamo che ce la faccia", nonostante lui fosse già uno scrittore famoso), anch’io come lei non ho dimenticato l'ansia e la sofferenza provata per lui. (Luisa)

La risposta di Gabriella

«Cara Luisa, pensa che Michelangelo anche dopo aver vinto il premio mi ha detto: “mamma è stato bello ma non ho fatto niente di così speciale e poi la mia vita di tutti i giorni è questa…non è che cambia”. Mi sento di dirti che la mamma di Pennac era una di noi!».

So cosa vuol dire: ho vissuto tutto questo insieme a mia figlia che ora si sta laureando con tanta soddisfazione sia per lei che per noi, in baffo a chi finora non ha capito nulla. (Anna Maria)

La risposta di Gabriella

«Anna Maria, che soddisfazione per te e per lei! Il fatidico pezzo di carta è vero che non è sempre necessario per riuscire a realizzarsi nella vita e sul lavoro, ma oggi è comunque un punto di partenza importante. E sapere che i nostri ragazzi, se lo desiderano, possono arrivare a conseguire anche una laurea, è una cosa che mi riempie il cuore di speranza e positività!».

La diversità è fonte di grande ricchezza, perchè sa guardare ciò che la grettezza di una mente mediocremente normale non riesce neppure a vedere. Non ha limiti, non ha barriere, ma abbraccia sensibile e tollerante tutte le sfumature dell'essere umano. Solo un animo tanto delicato e una mente tanto fine potevano rendere così speciali le emozioni di un giovane adolescente! Bravo Michelangelo! (Carolina)

La risposta di Gabriella

«Visto da vicino, nessuno è normale, diceva Franco Basaglia (psichiatra che si è battuto negli anni ’70 per chiudere i manicomi e autore di un’importante legge che mette ordine nella disciplina psichiatrica italiana). Abituarsi alla diversità dei normali è più difficile che abituarsi alla diversità dei diversi. E anche più triste e noioso, aggiungo io! Facciamo in modo che l’unicità nostra e dei nostri figli non si perda mai».


Che consiglio daresti alle mamme di questi bambini "fantasma"? Fantasma perché molte volte vorrebbero essere invisibili al mondo che gli altri dipingono per loro. Cosa diresti alle mamme a cui oggi viene detto per la prima volta di avere un figlio dislessico? (Maria Doris)


La risposta di Gabriella

«Doris, il mio consiglio alle mamme che scoprono o intuiscono di avere un figlio con difficoltà di apprendimento o bisogni educativi speciali o con deficit di attenzione e iperattività è di non isolarsi e cercare persone che possano indirizzarle e consigliarle o anche semplicemente ascoltarle. Se non si riesce a trovarne dove si abita, anche sui social si possono reperire un sacco di informazioni utili e interessanti. Ecco alcuni gruppi e account che seguo da diversi anni su FB:

aiditalia - blog.gianluca.lopresti - seleggo - dislessiaioticonosco.

Su Twitter:@Dislessia_DSA - @dislessiablog - @XcorsiEvolutivi. 

Diversamente dalla droga, la dislessia se la conosci non la eviti. La prendi di petto e impari a capire che puoi conviverci e, con un pizzico di fortuna, puoi riuscire a trasformarla addirittura in un'esperienza positiva.

(a cura di Barbara Rachetti)

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