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Se il divorzio diventa più giusto

Se il divorzio diventa più giusto

Credits: Shutterstock
12.05.2017 di Annalisa Monfreda
Un'opinione di:
Direttrice di Donna Moderna e Starbene, moglie di un sociologo prestato alla consulenza digitale e...

Storia di una coppia moderna. Sposati da oltre 10 anni, hanno un figlio, lavorano entrambi e lei guadagna più di lui. Così, quando lui decide che tra loro è finita, pensa di chiederle, oltre al divorzio, anche un assegno mensile. Sì, il coniuge maschio, regolarmente dotato di stipendio fisso, che chiede al quasi ex coniuge femmina di contribuire al suo mantenimento per il sol fatto che guadagna di più.

È successo a una mia amica. E ve lo racconto perché, prima di farsi un’opinione, è utile guardare i fatti da tutti i punti di vista possibili.

La sentenza che ha riscritto le regole del divorzio, eliminando il mantenimento dello stesso tenore di vita da parte del coniuge più “debole” dai criteri per l’assegno divorzile, è stata interpretata come l’ennesimo colpo basso al genere femminile. Dimenticando che sono già 970mila le famiglie sostenute da donne, senza contare i casi in cui lei guadagna più di lui. La società in cui viviamo è molto più complessa di quella nel nostro immaginario. Ecco perché non la ritengo una sentenza di genere. È, però, una sentenza, ossia un giudizio su uno specifico caso. Quello di Lisa Lowentale. Che per quanto si definisca «la classica ex moglie italiana che con il divorzio ha perso ogni cosa», di fatto è un’imprenditrice a cui era stato negato l’assegno di mantenimento già durante la separazione.

Non lasciamoci ingannare. Questa sentenza mette fine alla prassi degli ultimi 27 anni: le cifre da capogiro che i vip pagano ai loro ex nulla facenti, così come gli assegni divorzili che riducono in povertà molti coniugi separati. Questa sentenza non riguarda chi ha fatto la scelta di rimanere a casa con i figli, permettendo così al proprio partner di concentrarsi sul lavoro e la carriera. Una ricerca del portale ProntoPro.it ha calcolato che, se fosse retribuito, il lavoro casalingo varrebbe 3.045 euro netti al mese. Che succederà a chi gli ha dedicato la vita? Nulla di diverso da ciò che accade oggi.

Toccherà ai giudici parare il colpo della lunga schiera di divorziati che proverà a smettere di pagare anche il dovuto, trasformando una sentenza di libertà e parità, in un’arma contro l’ex.

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