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Dodici mesi di disagi

di Maurizio Dalla Palma
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Le ferrovie italiane sono nella bufera. I motivi? Eccoli in questa rassegna

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«Anche scendere è un problema»

«Cominciamo bene!». È questo il mio primo pensiero, lunedì 16 gennaio, appena arrivo alla stazione Montecatini Centro di Montecatini Terme (Pistoia), fermata della tratta Viareggio-Firenze, una tra le più calde della Toscana. I due video che dovrebbero riportare orari e direzioni dei treni sono oscurati. Infatti il regionale delle 7,58 è in ritardo di 10 minuti e nessuno lo sa. «È sempre così» dice Claudio Barbi, pendolare. «Spesso aspettiamo anche di più». Le carrozze si riempiono e qualcuno rimane in piedi. Le porte automatiche tra un vagone e l’altro non funzionano: per aprirle bisogna forzarle con le mani. Una donna anziana non ce la fa, allora l’aiuto. Lei mi ringrazia e poi sospira: «Che casino». Finita la corsa anche la discesa diventa un problema. Sulla porta del mio scompartimento c’è un cartello che dice: «inutilizzabile». Così sgomito per arrivare all’uscita più vicina. (m.p.)

«Andare in bagno? Un’odissea»

È giovedì 12 gennaio, alle 17,43, quattro minuti prima della partenza, il treno Roma-Cassino, famoso per percorrere 130 chilometri in tre ore, ha ancora un aspetto umano. La gente è seduta, legge. Ma ecco, all’improvviso, un gigantesco sciame: il popolo degli uffici corre lungo il binario 16 e dà l’assalto ai vagoni. «È sempre così, le ferrovie lo sanno benissimo» dice una studentessa. Salgo anch’io. Sto in piedi, pigiata contro altri corpi. Sembra il party delle sardine. Il caldo è insopportabile. «Non si lamenti» dice una signora. «Fino a qualche mese fa i finestrini erano sigillati, ora qualcuno è aperto». «Dove trovo una toilette?» chiedo. «Potrebbero essere chiuse» risponde sarcastico un passeggero. Nei vagoni che riesco a raggiungere in quaranta minuti, una è guasta, una è lercia, una agibile. Nel frattempo siamo arrivati a Colleferro, con soli dieci minuti di ritardo. Molti passeggeri scendono. Anch’io. Viva la libertà. (a.t.)

«Un posto c’è. Ma sui gradini»

È ancora buio, alla stazione di Novara, quando i pendolari sbadigliando salgono sul treno regionale delle 7,19 che li porterà a Milano Porta Vittoria. Una linea che, per ritardi e sovraffollamento, è al centro delle proteste. Martedì 17 gennaio sono anch’io sul treno. Una studentessa

mi avverte: «Stai per fare un viaggio nell’inferno». Il regionale ogni cinque minuti si ferma, le porte si aprono, la gente entra. Ma nessuno, fino a Milano, scende. Il risultato è che, sebbene i convogli siano a due piani, dopo quattro fermate il treno è pieno. Per cercare posto sgomito fra i pendolari in piedi. Alla fine mi siedo sui gradini. Mi sento una pedina che deve incastrarsi con le altre. I controllori mi chiedono il biglietto e non si accorgono che non è stato obliterato. Alle 8,32 arrivo. Con 20 minuti di ritardo, perché secondo Trenitalia questo regionale sarebbe dovuto arrivare alle 8,12. (m.p.)

7 gennaio 2005. Diciassette morti e decine di feriti nello scontro tra un treno regionale e un convoglio merci fermo nella stazione di Crevalcore, vicino a Bologna (a sinistra). È il più grave incidente ferroviario del 2005.

14 gennaio. Centinaia di pendolari, esasperati dai continui ritardi dei treni locali, occupano i binari nella stazione di Vittuone, nel Milanese (sotto). Per quattro ore la linea Milano-Torino rimane bloccata.

19 gennaio. Un gruppo di pendolari blocca un treno regionale nella stazione di Padova in segno di protesta contro il sovraffollamento delle carrozze.

20 gennaio. Un guasto alla linea elettrica nel tratto tra Bergamo e Milano interrompe per due ore il traffico verso Venezia. Risultato: 40 mila pendolari a piedi e 50 treni bloccati.

22 gennaio. I pendolari della linea Milano-Torino proclamano lo sciopero del biglietto: non pagheranno più il viaggio in segno di protesta per i continui ritardi.

26 gennaio. Basta una nevicata per provocare forti ritardi sugli Eurostar della tratta Ancona-Roma.

3 marzo. Uno strato di 15 centimetri di neve blocca il traffico ferroviario in Lombardia e Liguria. Nella stazione di Genova i tabelloni vanno in tilt. I passeggeri rimangono senza informazioni e i treni partiranno con oltre due ore di ritardo.

21 marzo. Risarcimento di 477 mila euro dati da Trenitalia a 94 mila pendolari lombardi per i ritardi dei treni locali. Uno sconto sugli abbonamenti che non soddisfa i viaggiatori.

31 marzo. Strage sfiorata a Favazzina, vicino a Reggio Calabria, per il deragliamento dell’Intercity diretto a Roma. Tra i passeggeri solo qualche contusione e tanta paura.

14 maggio. Il sindacato dei ferrovieri Fit Cisl della Lombardia distribuisce un rapporto sui disservizi ai danni dei pendolari. La regione con più ritardi è la Liguria, seguita da Piemonte, Lombardia e Campania.

7 luglio. Nel pomeriggio panico alla stazione Termini di Roma per un guasto ai tabelloni luminosi. La gente pensa a un attentato terroristico, come quello della mattina a Londra.

5 agosto. Scoppia lo scandalo delle zecche. La presenza di acari e altri insetti viene scoperta per la prima volta sul treno partito da Ventimiglia per Parigi. A bordo viaggia la deputata Gabriella Pistone, dei Comunisti italiani, che denuncia il caso in Parlamento.

8 agosto. Paura alla stazione di Rho, vicino a Milano, per il deragliamento di un treno con 50 passeggeri (sotto). Il locomotore e quattro carrozze escono dai binari poco dopo la partenza e solo per un miracolo non ci sono vittime tra i viaggiatori.

20 settembre. Un treno regionale deraglia vicino a Chieti a causa di un nubifragio. Nessuno dei 15 passeggeri rimane ferito.

8 ottobre. Trenitalia annuncia di avere fermato 508 vecchie carrozze per disinfestarle da zecche e insetti dopo la pioggia di segnalazioni registrate a partire dall’estate.

23 ottobre. Scene da brivido ad Acquaviva delle Fonti, vicino a Bari. L’Eurostar proveniente da Taranto e diretto a Milano deraglia alla velocità di 120 chilometri all’ora. I soccorritori, quando arrivano sul posto, trovano l’ultima carrozza del convoglio sospesa sul vuoto (sopra). Le piogge, infatti, hanno spazzato via il terrapieno e la massicciata che reggevano i binari. Tra i passeggeri 30 feriti ma nessuna vittima.

16 dicembre. Figuraccia di Trenitalia. Uno spot della compagnia trasmesso alla radio nei giorni precedenti il Natale invita gli italiani a prendere il treno “per andare a trovare lo zio Pietro a Matera”. Un messaggio fuorviante. Matera infatti è l’unico capoluogo non raggiunto dalla ferrovia. E la stazione, in costruzione da 30 anni (a destra), è un cantiere senza binari.

20 dicembre. Settanta passeggeri feriti, due dei quali moriranno nei giorni successivi all’incidente, sono il tragico bilancio dello scontro tra due treni regionali nella stazione di Roccasecca, nella provincia di Frosinone. Un’inchiesta deve ora accertare se all’origine del tamponamento ci sia stato un guasto tecnico o un errore umano.

22 e 23 dicembre. Disagi, ritardi e proteste per l’esodo di Natale. A Milano i convogli diretti al Sud hanno meno carrozze del previsto, a Roma 60 cuccette sono state assegnate a 200 persone e in molti treni sono stati tagliati vagoni con posti prenotati.

4 gennaio 2006. A Rosignano, vicino a Livorno, si scontrano l’Intercity Torino-Roma e un camion che è rimasto bloccato tra le sbarre di un passaggio a livello. Non ci sono morti.

7 gennaio 2006. Disastro sfiorato e collegamenti tra Nord e Sud interrotti sulla linea ferroviaria adriatica per il deragliamento dell’Intercity Crotone-Milano alla stazione di Loreto, nelle Marche. Colpa della rottura di un carrello di un vagone-letto che ha fatto uscire dai binari due carrozze. Non si registrano feriti ma i passeggeri rimangono in balia di ritardi, freddo e mancanza di informazioni.

16 gennaio 2006. Riprende lo sciopero del biglietto tra i pendolari della linea Novara-Milano: i lavoratori protestano contro i ritardi e la soppressione di alcuni treni.

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