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Stiamo riscoprendo le biblioteche di quartiere. Non ci spinge solo il bisogno di risparmiare. Prendere un libro in prestito regala un piacere che nessun acquisto può dare

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Stiamo riscoprendo le biblioteche di quartiere. Non ci spinge solo il bisogno di risparmiare. Prendere un libro in prestito regala un piacere che nessun acquisto può dare

Attendo il sabato mattina perché è il momento della biblioteca. Se non piove, prendo la bicicletta e raggiungo il mio luogo di cazzeggio preferito. Mi piace accarezzare con lo sguardo il dorso dei libri sugli scaffali, cercare qualcosa da ascoltare nel catalogo dei cd di rock, jazz, classica, e non so quante volte ho scorso uno a uno i dvd esposti.

Quella che frequento non è una biblioteca universitaria ma di quartiere. Ai tavoli della consultazione dei giornali incontri persone di ogni estrazione ed età. E sono ammirato per la quantità di libri a disposizione e per le tante possibilità che, quando ero ragazzo, non esistevano. Per esempio, adesso posso fare un abbonamento gratuito per leggere online da casa centinaia di quotidiani e riviste di tutto il mondo. Sono orgoglioso della mia città.

L'amore per le biblioteche, nel mio caso, è riesploso da quasi due anni. E giorni fa, leggendo un quotidiano, ho scoperto che non è stato un caso. Pare che da quando c'è la crisi economica gli italiani abbiano ripreso a frequentare questi luoghi.

Ci spinge solo la necessità di risparmiare?

No, una sola risposta non c'è. Per questo in redazione a Donna Moderna stiamo lavorando a un'inchiesta su questo fenomeno sorprendente.

So però cosa spinge me.

Nella biblioteca posso prendere un libro in prestito anche solo per il piacere di sfogliarlo con calma. E questo è fantastico, perché risponde alla vera natura della cultura, che è la voglia di aprire libri, assaggiare musica, dare un'occhiata a un film senza l'obbligo di andare fino in fondo, magari perché lo hai comprato e ti senti in colpa. Guardando i libri sugli scaffali sento tendersi da un titolo all'altro fili invisibili che collegano scrittori, argomenti, concetti. Le possibilità di esplorazione sono infinite, come nella biblioteca di cui parla lo scrittore Jorge Luis Borges.

Mi fermo qui. Vi prego soltanto di non riconsegnare tardi i libri presi in prestito. A me è successo, un anno fa. E il sistema automatico della biblioteca mi ha sospeso per...  cinque mesi. Il giorno stesso in cui ho finito di scontare la punizione, in gennaio, mi sono ripresentato all'ora di apertura, affamato come sempre.

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