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È di moda essere gay?

di Sabrina Barbieri
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Spopolano in tv, al cinema, in politica. Trionfano nelle pubblicità. Sono una lobby influente nella moda e nello spettacolo. Affascinano  persino molti uomini eterosessuali. Tanto che sorge un dubbio: non è che stanno rubando la scena a noi donne?

Spopolano in tv, al cinema, in politica. Trionfano nelle pubblicità. Sono una lobby influente nella moda e nello spettacolo. Affascinano  persino molti uomini eterosessuali. Tanto che sorge un dubbio: non è che stanno rubando la scena a noi donne?

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«Certo che sono gay» ha appena detto il cantante Robbie Williams a un giornalista inglese che lo intervistava per l’uscita di Intensive care, il suo nuovo disco. Dove spicca una canzone: Your gay friend, ovvero “Il tuo amico gay”. Provocazione, puro marketing o verità? Solo Robbie può dirlo. Vera o finta che sia, la rivelazione è l’ultimo indizio di un galoppante sospetto: adesso che non fa più paura, dichiararsi omosessuale non sarà per caso diventato una moda? Perché, se è vero che ci sono ambienti dove farlo resta un trauma, un disastro, in tv, nel mondo dello spettacolo (e non solo) l’omosex piace. Anche in politica “tira”.

Dopo Nichi Vendola, Alfonso Pecoraro Scanio e Alessandro Cecchi Paone l’ultimo gay dichiarato sceso in campo è stato Ivan Scalfarotto, candidato  alle recenti primarie dell’Unione, dove ha preso lo 0,6 per cento. Poco ma non pochissimo, visto che ha fatto la campagna elettorale senza un partito alle spalle.

«Siamo il trend del momento» conferma Diego Passoni, in onda assieme a la Pina su Radio DeeJay con Pinocchio (dal lunedì al venerdì alle 18) e presentatore del canale televisivo Gay.tv. «Se un etero non ha un amico omosessuale è decisamente fuori moda».

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E chi un amico non ce l’ha? Per essere vicino, almeno spiritualmente, ai circa 5 milioni di lesbiche e gay stimati  in Italia, di occasioni ce ne sono molte. Per esempio, basta schierarsi pro Oliviero Toscani nella polemica sui suoi nuovi manifesti pubblicitari, un non velato inno all’amicizia intima tra uomini. Oppure scegliere i programmi giusti da guardare sul piccolo schermo. Quelli di Gay.tv, ovviamente (oltre a essere un canale televisivo con 400 mila telespettatori al giorno, è un portale internet con 8 milioni di pagine viste al mese). E poi l’ormai storica serie Will&Grace, il martedì in prima serata su Fox Life (le vicende dell’avvocato omosessuale e del suo ex fidanzato sono arrivati alla settima edizione).

E ancora, I fantastici  5, i trentenni gay che dagli schermi di La7, tutti i martedì alle 21.30, danno consigli di stile a Vip etero. Per finire con il conturbante The L Word, sempre su La7, la domenica alle 23.30. «La serie racconta la vita di un gruppo di ragazze lesbiche» spiega Stefano Orsucci, direttore artistico della rete. «Facciamo punte di 3 milioni di spettatori. A quell’ora è un ottimo risultato». Sull’onda della moda, c’è chi usa la presunta o dichiarata omosessualità per costruirsi una carriera.

«In tv, si sa che chi vuole diventare un personaggio da talk show, può vincere se gioca la carta dell’omosex, o almeno dell’ambiguità sessuale» dice Gianna Tani, responsabile casting Mediaset. Ed è fin troppo facile pensare a due protagonisti delle scorse edizioni del Grande Fratello: Rocco Casalino e Jonathan Kashanian. Insomma, qualcuno ci marcia sull’essere gay. E qualcun altro, per non fare la figura di quello che sfrutta l’onda, si tira indietro. «Siamo talmente diventati una moda, che io di omosessuali non voglio più parlare» protesta il presentatore tv Fabio Canino (ex Cronache Marziane).

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«Il guaio è che se passa questa idea degli omosessuali diventati glamour e salottieri, si dimenticano i problemi veri che ancora abbiamo» commenta l’onorevole Titti De Simone, leader delle lesbiche italiane. «Però, un programma come The L Word serve a distruggere i pregiudizi residui, quindi ben venga» continua. Quanto a pregiudizi, ne rompe non pochi anche Brokeback Mountain di Ang Lee, la storia forte e tenera di due cowboy (sino a ieri il prototipo del maschio etero) gay, che vedremo al cinema a gennaio. Il fatto che abbia vinto l’ultimo Festival di Venezia è l’ennesima prova di quanto l’omosex sia oggi “di tendenza”.

>>Ci sono professioni in cui essere gay è un vantaggio?

Essere gay è trendy, d’accordo. Ma c’è chi dice che si va oltre: in certi ambienti, se sei omosex, conti e lavori  di più. Abbiamo provato a indagare. Punto di partenza, la moda. Che ha appena festeggiato i 20 anni di attività di Domenico Dolce e Stefano Gabbana, gli ex fidanzati ancora soci diventati la bandiera più glamour dell’orgoglio gay. E non sono certo gli unici: l’anno scorso hanno reso nota la loro lunga storia d’amore lo stilista Valentino e il suo socio Giancarlo Giammetti. Ed erano gay Versace e Moschino. «Gli omosessuali sono sicuramente avvantaggiati in questo ambiente» dice Luisa Espanet, giornalista di moda del quotidiano Libero. «Sono tanti, fanno club, si frequentano fuori dal lavoro. Coltivano le conoscenze giuste.

Sono molto competitivi, ma si apprezzano, si aiutano». In una parola, sono una lobby? «Negli Stati Uniti sì, ci sono forti gruppi di pressione gay» dice Laura Asnaghi, giornalista di la Repubblica. «E non solo nel mondo degli stilisti. Ci sono le lobby gay degli avvocati, degli architetti, dei designer. In Italia il fenomeno non è ancora così evidente». Non è evidente? «Ho un sacco di amici omosessuali e, mi dispiace dirlo, ma nell’ambiente di cinema, teatro e tv, i gruppi di potere gay esistono, eccome» ribatte Ilaria Borrelli, attrice, regista e scrittrice (il suo nuovo romanzo è Tanto rumore per Tullia, Sperling & Kupfer). «Esiste quella solidarietà che manca fra noi donne. Come si manifesta? Nella maniera più ovvia: se un produttore è gay, sceglie la storia scritta da un gay e poi fa lavorare il regista o l’attore gay.

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Comprensibili scambi di favori.  E così noi donne restiamo sempre al palo, tutte impegnate a farci la lotta, a cercare di conquistare gli uomini perché pensiamo che solo così si arrivi al potere». «Ma perché stupirsi?» si chiede Gianna Tani, responsabile casting di Mediaset. «Mi sembra inevitabile. Se le amicizie sono le stesse, e le frequentazioni anche, è naturale che ci esca un lavoro in più». Lo stesso accade nel mondo dell’arte, della danza, del design. Tutti settori in cui conta la creatività. Vuoi vedere che veramente l’omosessualità va di pari passo con la fantasia, la capacità di cogliere le tendenze? «Secondo me sì» dice Rosanna Cancellieri, inviata di moda per la Rai.

«I gay hanno una sensibilità molto femminile». Guarda caso I fantastici 5, che in tv ridanno tono e smalto a uomini poco glamour, sono omosex. Un caso? «Non fatemi dichiarare che noi gay siamo superiori agli etero in fatto di gusto» dice Marco Terzulli, che del quintetto è il parrucchiere e truccatore. «Posso solo dire che, con un omosessuale, le clienti si sentono più a loro agio, si considerano al sicuro da sguardi e proposte indecenti. Ma se non sei bravo non ti chiamano più». A proposito, fra le signore che gli danno la caccia, Terzulli vanta una lunga lista di supervip: Laura Pausini, Alessia Marcuzzi, Elisabetta Canalis, Giovanna Mezzogiorno. Un’agenda da fare invidia al più incallito seduttore.

>>Ma le donne sono ancora le migliori amiche dei gay ?

«Lobby a parte, lavoro a parte, avere un omosessuale per amico è fantastico» dice la scrittrice Ilaria Borrelli. «Loro ci idealizzano, ci fanno sentire belle anche quando non lo siamo. Hanno delle attenzioni che gli etero non ci rivolgono più». L’idillio continua, quindi? I gay sono ancora i migliori amici delle donne (e viceversa), nonostante la loro avanzata a viso aperto nel mondo del lavoro e degli affetti? Non proprio. Intanto gli omosex sono i primi a lamentarsi di queste relazioni “miste”. «Detesto tutte quelle ragazze alla Sex and the city che frequentano i locali gay per fare le principesse adorate da tutta la compagnia, e che ci cercano come amici perché sanno che non le criticheremo mai per il sedere grosso o le cosce forti» spara Diego Passoni di Gay.tv. «Cadono anche loro nello stereotipo. Hanno mai pensato al fatto che, in quanto maschi, siamo anche noi maschilisti?».

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E poi c’è una considerazione allarmante che sempre più donne cominciano a fare. Come dice senza peli sulla lingua Ilaria Borrelli: «I gay ci portano via spazio, lavoro, ci tolgono la scena». Non solo, in tante aggiungono: «Ci rubano anche il ruolo, si fanno interpreti della femminilità». «Sì, un po’ di invidia gli omosessuali cominciano a farcela» conferma Roberta Giommi, sessuologa e autrice di un libro: Le donne amano la terra e il cielo (Frassinelli)che è un viaggio tra i sentimenti femminili più profondi. «Il rapporto di complicità comincia a incrinarsi. Il fatto è che noi siamo in crisi rispetto alla femminilità e alla maternità, ci sentiamo aggredite su questo terreno.

Ancora non abbiamo capito che cosa significa essere donne oggi, non abbiamo trovato un modo nostro e nuovo per esserlo. Ma vogliamo conservare il monopolio del femminile. Di fronte all’avanzata dei gay è come se ci sentissimo costrette a dir loro: “Ricordatevi che siamo noi le interpreti della femminilità, non voi”». E così all’amicizia si affianca la competizione. Rottura in vista.

>>Chi va con i gay è un gay?

Capita, eccome se capita. «Vivi per anni con un uomo, lo ami, magari lo sposi. Ci fai dei figli e poi scopri all’improvviso che la notte si collega di nascosto con i siti gay e che ha delle storie con maschi» dice l’attrice Francesca Reggiani. «È successo a due mie amiche. Eppure io ci avrei scommesso sulla eterosessualità dei loro compagni. Di questi con la doppia vita ce ne sono tanti. Molto di più di quello che possiamo pensare». Detta così, la cosa appare piuttosto preoccupante. Ma un uomo che va con un gay è anche lui gay? «Non necessariamente» spiega la sessuologa Roberta Giommi. «Una cosa è essere omosessuale. Altro è fare delle esperienze omosessuali. A volte può essere la semplice curiosità che porta un maschio a chattare su un sito gay o a frequentare i privé di certi locali dalla fama accattivante. Può essere il desiderio di provare emozioni forti e sconosciute, l’idea piuttosto diffusa che tutto si può sperimentare. Altre volte è la stanchezza per una relazione al femminile che si trascina faticosamente».

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Saranno anche solo esperienze, sarà anche un “stasera faccio qualcosa si diverso” ma sono scelte ad alto rischio (per mogli e fidanzate, naturalmente). «C’è che si accontenta del brivido del nuovo e poi torna alla vita di sempre. C’è chi diventa in pieno bisessuale e sperimenta la sua sessualità a tutto campo. E chi si scopre gay e manda all’aria la vita precedente. Matrimonio compreso» conclude Roberta Giommi. Ci chiedevamo prima i gay sono ancora i migliori amici delle donne? Forse è il caso di ripetere la domanda.

>>L’ultima frontiera: i trans

Gay, travestiti, transessuali. Se ne

è parlato per la vicenda di Lapo Elkann, il rampollo di casa Fiat

che ha rischiato di morire per un’overdose mentre era con Patrizia B. Ed è stata fatta una grande confusione. «Hanno scritto che Patrizia è un travestito, invece è una transessuale» spiega Mariella Izzo, transessuale anche lei e fondatrice dell’organizzazione Crisalide. «Il travestito è un uomo che si veste da donna. La trans è una persona nata uomo che, grazie a ormoni e chirurgia, ha trasformato il proprio corpo (completamente o quasi) in quello di una donna. È una persona che si sente donna. Non siamo gay». I gay, infatti, sono maschi a cui piacciono i maschi. E chi va con una trans è un gay? «Alcuni sono omosessuali latenti. Altri, più semplicemente, amano un corpo che sia femminile e

maschile nello stesso tempo». Conferma la sessuologa: «Le trans hanno una femminilità molto accentuata, molto provocante che può attirare gli uomini»

dice Roberta Giommi. E l’organo maschile, che molte trans non hanno eliminato? «Per alcuni, anche eterosessuali, non è un problema. Anzi, è un motivo di eccitazione».

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