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Ecco perché le vacanze iniziano sempre in Autogrill

di Giusy Cascio
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Cascio Giusy
Un'opinione di

Giusy Cascio

Giornalista​​ dadaista, mamma trafelata e moglie spregiudicata. ​A Donna Moderna scrive di...

 

In vacanza posso rinunciare a tutto, ma non alla Rustichella trangugiata in fretta e furia in Autogrill, alla prima sosta per la benzina.

Apprendo, quindi, con un sentimento misto tra lo sgomento e la disperazione, la notizia che entro il 2014 Oscar Farinetti, il patron di Eataly, catena di ristorazione attenta alla qualità, ha intenzione di aprire un autogrill bianco «dove i panini si fanno al momento e non ci saranno né Coca Cola, né gratta e vinci, e neanche le arance d’estate».
Il posto?  Sembra essere già stato trovato: Secchia Ovest, in provincia di Modena.



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Meno male, mi viene da pensare, che non è nella mia consueta tratta delle ferie estive.

Io, in genere, vado in macchina da Milano a Merano (Bz), per trascorrere una settimana al massimo nella quiete riposante della montagna.

Ma prima, e sottolineo prima, di iniziare a rilassarmi, ho un bisogno assoluto di fiondarmi dentro un'aerea di servizio. Perché solo lì capisco che la vacanza è iniziata.

 

L'Autogrill ti dà il senso dell'ineluttabile: non esistono partenze intelligenti, ma solo partenze sbagliate. Qualsiasi sia l'orario in cui ti metti in marcia, non troverai un parcheggio se non in seconda fila. Ci sarà sempre, posteggiato, qualcuno che sa riempire il bagagliaio con maggior raziocinio di te: 6 o 7 valigie, il cesto del pic nic e 2 angurie giganti, intere. E chi, con perizia da ingegnere aerospaziale, sarà in grado di mettere  sopra il tetto della propria auto, sfidando la forza di gravità, biciclette, canotti e perfino letti a castello (visti con i miei occhi).

 

L'Autogrill ti dà il senso del divertimento: è l'unico posto al mondo dove hai la certezza di trovare i cd di Fiorello quando aveva ancora il codino e i capelli lunghi, i libri di Marco Columbro e la più ampia gamma di giochi da spiaggia (racchettoni, fucili ad aria compressa, maschere e boccagli, anche se sei diretto a Fai della Paganella a più di 2.000 metri d'altezza).
E tu li compri tutti, insieme al maialino grugnino a 9,90 euro e al peluche unicorno arcobaleno a 6,90 per la figlia urlante. Nel frattempo, mentre sei in coda per pagare, fai scorta di salviette umidificate che, nella vita di tutti i giorni, non usi mai, ma IN VACANZA sì.

 

L'Autogrill ti dà il senso del gusto: diciamo la verità, il Gran Duca è buono. Quel panino gelido, imbottito solo con il prosciutto crudo di Parma, è una delizia. Proprio come la Melizia, quella specie di brioche di sfoglia riempita di marmellata di mele. Il motivo è semplice: IN VACANZA puoi sgarrare dalla dieta, puoi permetterti di mangiare senza orari e senza limiti. Per gola, per festeggiare. Peraltro, soltanto in Autogrill puoi esplorare universi gastronomici sconosciuti. La soppressata senz'aglio? C'è. Il sala rosa dell'Himalaya? Idem.  I fiori di capperi sott'olio? Presenti. Il mistero è: chi li compra come souvenir? Mah. Io i tedeschi, gli svizzeri, gli austriaci, li vedo annegare tra le prelibatezze dolci: collane di marshmallow, chupa chups che sembrano mongolfiere, maxi confezioni di cioccolata come se non ci fosse un domani.

Sì, come se non ci fosse un domani.
Magari, domani, IN VACANZA piove. E con il brutto tempo ti annoierai (finalmente, dopo mesi e mesi di programmi, riunioni, obiettivi da raggiungere al lavoro).

Ma intanto è in Autogrill che inizi a staccare la spina davvero. Mentre all'ultima cassa, dopo il girone infernale obbligatorio che ti tocca percorrere tra l'entrata e l'uscita, compri le lamette da barba per depilarti che non hai messo in valigia e la Settimana Enigmistica.

Allora, caro Oscar Farinetti e caro amministratore delegato di Autogrill, vi prego, ripensateci:
toglietemi tutto, ma non il Camogli bruciacchiato, gli smalti di Violetta, la mortadella big size, le caramelle fluorescenti e tutto il resto del carrozzone trash & pop.
Toglietemi tutto, ma non la felicità.

 

 

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