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6 fatti del 2015 che ci cambiano la vita

di Simone Spetia
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Dall’Expo al Jobs Act, dal salvataggio della Grecia allo scandalo Volkswagen. Ecco quali sono gli eventi dell’ultimo anno che più influenzeranno la nostra vita. E perché

Dall’Expo al Jobs Act, dal salvataggio della Grecia allo scandalo Volkswagen. Ecco quali sono gli eventi dell’ultimo anno che più influenzeranno la nostra vita. E perché

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LA VOLKSWAGEN AFFONDA IL “MITO TEDESCO”
Il fatto La casa automobilistica tedesca Volkswagen rivela di aver barato sulle emissioni di alcuni suoi motori, che inquinano molto di più di quanto dichiarato. Perché è importante Qualcuno ha scritto che la Volkswagen è la Germania. Di certo è stata una fedele rappresentazione del cosiddetto modello tedesco, che si immaginava fatto di solidità, onestà e capacità di competere e che ora appare appannato. Lo scandalo potrebbe segnare anche un punto di svolta per tutta l’industria dell’auto: i controlli si faranno più rigidi ed è probabile che una nuova attenzione al tema ambientale porti a costruire veicoli più ecologici. Mentre la crisi del colosso tedesco potrebbe aprire spazi di mercato agli altri produttori.

IL JOBS ACT RIVOLUZIONA LE REGOLE DEL LAVORO
Il fatto Arriva il Jobs Act. I primi decreti, come quello sul contratto a tutele crescenti e sulle nuove regole sui licenziamenti, sono in vigore da marzo. Gli ultimi, tra cui quello che riordina la cassa integrazione, sono diventati operativi da settembre. Perché è importante È la prima riforma organica del lavoro da molti anni; rivede il sistema contrattuale; e supera parzialmente l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che imponeva il reintegro dei dipendenti licenziati senza giusta causa. È importante per chi già lavora, ma soprattutto per chi un posto lo cerca: le imprese, a fronte di regole semplificate, potrebbero essere incentivate ad assumere di più. Per gli stessi motivi il Jobs Act potrebbe attrarre aziende straniere. Cambia anche la vita per i neoassunti, rispetto a chi ha un contratto con la vecchia disciplina: in caso di licenziamento illegittimo, è previsto il reintegro solo se c’è stata discriminazione ideologica, razziale, sessuale o politica. Negli altri casi il datore di lavoro potrà optare per un indennizzo. Funzionerà? Per i bilanci è presto. Di certo è una svolta politica: quella di un governo di centrosinistra che cambia le norme sul lavoro senza il placet dei sindacati.

LA CRISI GRECA SCUOTE LA UE
Il fatto La Grecia rischia il fallimento ed è assediata dai creditori, tra cui il Fondo monetario internazionale, la Banca centrale europea, vari Paesi dell’Unione (Italia compresa). Va alle urne per due volte, a gennaio e a settembre, scegliendo Alexis Tsipras, leader del partito di sinistra Syriza. Le trattative si chiudono con un accordo. Perché è importante Su Tsipras i commenti sono stati contrastanti: dilettante, populista, salvatore. Da gennaio, quando ha vinto le elezioni, ha messo alla prova i nervi dei creditori e della cancelliera tedesca Angela Merkel. Nelle trattative è parso ondivago, ha mostrato una spavalderia forse eccessiva per un grande debitore e ha portato il suo Paese al referendum sull’accordo, per poi dimettersi per contrasti con una parte del suo partito e rivincere le elezioni. Per quanto abbia sbagliato goffamente molti calcoli, ha rappresentato uno scossone salutare per l’Europa. Il suo tentativo di rimettere la politica al centro della scena sembra riuscito almeno parzialmente ed è stata scongiurata l’ipotesi di un’uscita dall’euro di Atene.

LA CINA CANCELLA L’OBBLIGO DEL FIGLIO UNICO  Il fatto. Pechino cambia la legge che imponeva alle coppie di avere non più di un bambino, consentendone due. Perché è importante I milioni di aborti clandestini, sterilizzazioni forzate e infanticidi (spesso di bambine) che hanno accompagnato i 36 anni di politica del figlio unico ne sono stati il lato più atroce e più visibile. Il fallimento di questo esperimento sociale è però anche nei numeri. La popolazione cinese invecchia molto più velocemente di quanto immaginiamo: secondo il Fondo monetario internazionale, con il mantenimento della politica del figlio unico entro il 2030 la Cina si sarebbe trovata con 140 milioni di lavoratori in meno rispetto a quelli di cui avrebbe avuto bisogno. Quasi un paradosso, per un Paese che ha quasi 1 miliardo e mezzo di abitanti. Ed è una lezione anche per noi: l’invecchiamento della popolazione, fatto che ci riguarda da vicino, può diventare un problema economico enorme.

L’EMERGENZA MIGRANTI TRAVOLGE L’EUROPA
Il fatto L’Europa viene investita da un enorme flusso di profughi e migranti: le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità parlano di 700.000 persone. Perché è importante Così come Tsipras e altri hanno messo il dito nella piaga delle contraddizioni economiche d’Europa, l’ondata di arrivi lo ha fatto in quelle politiche: i Paesi si sono divisi sull’accoglienza e sono tornate barriere e controlli ai confini. Se le ragioni umanitarie non bastassero a giustificare l’accoglienza, si potrebbero far valere le ragioni economiche, non dissimili da quelle che hanno spinto la Cina ad ammorbidire la politica del figlio unico. Di profughi e migranti l’Europa che invecchia rapidamente ha bisogno per mantenere in piedi lo stato sociale e pagare le pensioni. Un ulteriore punto politico importante: su questo tema la Germania sembra aver mollato gli ormeggi e preso le redini politiche del Vecchio continente, lasciandosi alle spalle quella riluttanza che un paio di anni fa il settimanale inglese The Economist rinfacciava al Paese.

L’EXPO METTE L’ITALIA SOTTO I RIFLETTORI
Il fatto Dall’1 maggio al 31 ottobre a Milano si è svolta l’Esposizione universale. Perché è importante Pur con le sue ombre, la manifestazione, il cui impatto sul Pil italiano viene valutato tra lo 0,2 e lo 0,4%, ha rappresentato una dimostrazione del fatto che, senza rinunciare al brivido del finire le cose all’ultimo secondo, abbiamo capacità organizzative che tendiamo a sottovalutare. Il Giubileo straordinario è un altro test importante, specie per una Roma in forte difficoltà politica e gestionale. Se la prova riuscisse, potrebbe segnare una svolta: la Capitale è tornata in gara come città ospite dei Giochi olimpici del 2024. E il Giubileo, dopo l’Expo, metterà sotto i riflettori del mondo la risposta alla domanda: l’Italia è in grado di gestire un grande evento?

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