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Figli legittimi e naturali: uguali diritti

di Silvia Calvi
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La legge italiana distingue tra figli legittimi (cioè nati all'interno del matrimonio) e figli naturali (si chiamano così quelli nati al di fuori dal vincolo matrimoniale). Ma le barriere cadono

La legge italiana distingue tra figli legittimi (cioè nati all'interno del matrimonio) e figli naturali (si chiamano così quelli nati al di fuori dal vincolo matrimoniale). Ma le barriere cadono

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«Al di là di questa distinzione, sotto il profilo legislativo sono cadute tutte le barriere e i giudici sono sempre più disponibili ad allargare le maglie e a considerare i figli legittimi e naturali come aventi uguali diritti» precisa l'avvocato Anna Galizia Danovi. Cosa comporta? «Che, in caso di rottura del legame, verso i figli naturali scattano le stesse tutele in vigore per gli eredi legittimi. In pratica, entrambi i genitori hanno il dovere di rispettare le decisioni del giudice su materie come l'affidamento del bambino, l'abitazione e l'entità dell'assegno di mantenimento.

Cioè decisioni che vengono prese nell'esclusivo interesse del minore e che, nelle cause di separazione, sono una prassi normale. Mentre, per anni, in assenza di matrimonio, non venivano applicate». I figli naturali, poi, sono considerati a tutti gli effetti eredi legittimi dei beni dei genitori. C'è solo un'eccezione: se uno dei due conviventi ha altri figli nati da un precedente matrimonio, questi sono eredi legittimi. Quindi, hanno il diritto di liquidare quelli naturali. Succede quando, per esempio, l'eredità consiste in una piccola impresa. In questo caso, i figli legittimi potranno decidere di escludere dalla divisione quelli naturali.

E liquidarli in denaro anche se questi non fossero d'accordo». In caso di rottura del legame, poi, c'è una complicazione in più. «Se due coniugi si separano, questioni come l'affido e l'entità dell'assegno di mantenimento vengono stabilite in una sola udienza dal giudice del Tribunale ordinario. Una coppia di fatto, invece, quando il rapporto si interrompe deve chiedere due giudizi: uno al Tribunale dei minori, che deciderà a proposito dell'affidamento nell'interesse dei bambini. L'altro al Tribunale ordinario che, invece, si pronuncerà per quanto riguarda l'assegno di mantenimento che il genitore non affidatario dovrà versare ogni mese all'ex partner. Un'ultima precisazione riguarda la potestà sul bambino: su chi ricade, visto che il figlio è nato fuori dal matrimonio? Oggi non ci sono più dubbi su questo punto. Con la registrazione all'anagrafe, entrambi i genitori acquisiscono la potestà sul loro bambino».

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